Gli EMAS senza storia né memoria. Premi ad Astley, Britney e Tokio

LIVERPOOL I potenziali 80 milioni di MTV-dipendenti sparsi per tutta l'Europa, hanno tirato uno scherzetto alla città culla dei Beatles, che ieri sera ha ospitato qui alla Echo Arena la tradizionale festa degli Europe Music Awards, gli EMAS, in diretta per 19 paesi. Il più votato da Lisbona fino a Mosca, per il premio «miglior artista di sempre» è stato Rick Astley, 46 anni. Un carneade per molte nazioni che non siano la sua natìa Inghilterra, il cui tormentone di debutto, «Never Gonna Give You Up» del lontano 1987, ancora imperversa su You Tube. Per dire dei metri di paragone del popolo di Mtv, candidati alla gloria eterna nelle nominations 2008 erano ieri con Rick Astley, nell'ordine: Britney Spears, Christina Aguilera, Green Day, i Tokio Hotel e gli U2. Bono Vox, leader di quest'ultimo gruppetto, non ha fatto una piega per tale classifica senza storia né memoria: fosse stato un italiano, sarebbe rimasto a casa offeso, invece lui è venuto fin qui a celebrare con il premio «The Ultimate legend» una leggenda vera, Paul McCartney da Liverpool. Lo ha presentato con un discorso gonfio di onori: «E' come dare un premio a San Pietro. Questo è l'uomo che ha inventato il mio lavoro, è come essere sulla Papamobile. Un giorno, fra 200/300 anni, quando di noi si saran perse le tracce, le canzoni dei Beatles su amore, vita, bellezza, saranno ancora cantate. Ecco a voi San Paul McCartney». Confuso da tanto eloquio, Paul McCartney (sembrava quasi un ragazzo, i capelli corti finalmente con la tinta giusta) è riuscito a dire poche cose: «Grazie mamma, papà, mio fratello Mike che è qui. Un pensiero a John e George. Bisogna dire che 4 ragazzi nati a Liverpool hanno fatto abbastanza bene. Grazie agli States, e a Barack Obama». Per una volta, e seppur per poche ore, l'ex Beatle è tornato in patria sul fiume Mersey, assalito dai ricordi (e chissà se dalla nostalgia di una vita più povera ma più verde) a contemplare la skyline di una città quest'anno Capitale Europea della Cultura, che sta crescendo grazie al ricordo dei Fab Four. Inutile comunque scandalizzarsi per le preferenze dei seguaci europei del network, o per il fatto che i 7 milioni di votanti in Italia (unico paese, con la Grecia, dove MTV sia trasmessa in chiaro) abbiano premiato i Finley come migliore band. Alla fine il grande show (costato quasi 10 milioni di dollari per le sue mirabilia tecnologiche) vuol essere soprattutto una celebrazione un po' autoreferenziale di tutta la musica: dove si mescolano allegramente il Basso, il Provvisorio e pure l'Alto, ma solo grazie a chi tiene le redini della kermesse. Lustrini e ragazzate sono andati a braccetto anche con la celebrazione dell'ultima popstar, Barack Obama: il cui volto è stato orgogliosamente esibito dall'effervescente presentatrice&premiata Katy Perry, sul proprio abito giallo di paillettes dello stilista francese Castelbajac. «Obama è un personaggio da MTV generation, si è raccontato attraverso il sogno e il cambiamento, è entrato nell'immaginario dei giovani che vivono un momento difficile», argomentava Antonio Campo Dall'Orto, da poco numero 2 mondiale di Viacom che controlla MTV. Saputo che nel 2009 gli EMAS si terranno a Berlino, per i vent'anni della Caduta del Muro, anche Dall'Orto sogna: di avere ospite nello show 09 proprio il futuro Presidente Usa. Per ora, si è accontentato di farlo apparire sull'immenso schermo durante il duetto fra Kayne West ed Estelle. E' stato un momento di orgoglio nero in una serata in generale molto bionda. Già, perché questa MTV generation (ormai più You Tube generation, va detto) votante, ha come beniamine le bionde: Britney Spears (contumace) ha vinto per l'album «Blackout» e per miglior artista dell'anno, battendo la Winehouse e i Coldplay; l'annuale tormentone, «So What», è di Pink, che ieri in scena ha fatto una battaglia di cuscini con 30 ragazzi, con 40 mila piume bianche che cadevano sul pubblico. Proclamati migliore live band i Tokio Hotel ; ma c'erano, senza premi, Leona Lewis e Beyoncé: e se ha cantato dal vivo, quest'ultima, ha cantato proprio bene. E comunque anche ciò che rimane dei Beatles sta adottando le tecniche del musicbusiness più avanzato: eredi e titolari hanno dato per la prima volta l'assenso a far finire la loro musica in un videogame prodotto in collaborazione fra Apple e Viacom. I soldoni non arrivano più dai dischi né dalle canzoni, ma proprio da lì: per Natale, sarà lanciato in Italia un altro videogioco musicale, «Rockband», che in America ha fatturato in un anno quanto l'intera MTV europea: «Gli artisti lungimiranti si aprono a questi fenomeni, ma restano sani con la musica», spiega ancora Campo Dall'Orto. Lui, che non si sente orfano de La 7 («La mia mente guarda sempre avanti»), sta lavorando a non far risucchiare la tv musicale in una spirale generalista: «Finiti i reality, tornano le serie, ma ci vuole equilibrio fra musica e non-musica, e questo show europeo deve diventare il centro della scena mondiale. Come usare la Ferrari una volta l'anno».
Marinella Venegoni - lastampa.it