Piacere Duffy, la Amy «buona»

Il suo «Rockferry» è stato il disco più venduto dell'anno in Inghilterra, la sua canzone «Mercy» risuona in ogni dove. E il suo faccino angelicato- retrò è diventato oramai familiare nell'album di famiglia del pop internazionale. Dovrebbe essere felicissima Duffy, la giovane cantante gallese, attesa per il suo primo concerto in Italia domani al Rolling Stone, dopo che l'esibizione dell'8 giugno scorso era stata annullata. Dovrebbe essere felicissima, ma c'è un'ombra che la perseguita, evocata in ogni circostanza: Amy Winehouse. Perché ogni volta che quella canzone parte, sulla radio o in tv, tutti a dire: «ecco un'altra seguace della Winehouse». È indubbio che quest'ultima, la soulsinger «brava e maledetta » abbia aperto una strada, recuperando la tradizione nera della Motown americana per innestarla sul pop odierno, altrimenti fin troppo melenso e scontato. Ed è altrettanto indubbio che Duffy, come Adele, Lily Allen e tante altre britanniche, abbia trionfato mettendosi in scia. Ma la ragazza che, per un ulteriore scherzo del destino, porta il soprannome Amy (Aimée Duffy per l'anagrafe), non è un mero prodotto da laboratorio discografico: se l'è sudata per arrivare fin qui. Nata in uno di quegli impronunciabili paesini del Galles, Gwynedd, Duffy è cresciuta nel pub di famiglia, con mamma e papà che se le davano di santa ragione: ha fatto la pescivendola e la cameriera, prima di scoprire che il canto era la sua strada, al karaoke del paese: «Tutti a cercare gli ultimi successi pop — ha raccontato — io volevo solo i Rolling Stones e Aretha Franklin. Una volta mi hanno detto: "Ma lo sai che sei una ragazzina nata vecchia? Perché non ci canti qualcosa di Britney Spears?". E io: "Perché non so chi è"». Non ci poteva credere quando qualche mese fa le hanno detto che in classifica aveva superato proprio gli Stones. Lei che è anche una figlia dell'era del reality show: non memorabile una sua partecipazione nel 2004 a una sorta di X Factor gallese. Ora, gli inevitabili paragoni. Ma, a differenza dell'altra Amy che prosegue inarrestabile la sua discesa verso il baratro, Duffy è piuttosto determinata. Oltre all'infanzia difficile, l'unica pagina tormentata è un esaurimento nervoso da stress da esposizione, poi superato. Fra un anno vedremo chi sarà restata in piedi.
Duffy. FY Rolling Stone, corso XXII Marzo 32, giovedì 13 novembre, ore 21, biglietti 20 euro
Matteo Cruccu