"Pratibha Parmar e Rose Troche"

La 6° edizione di Gender Bender dà un posto di rilievo alle tematiche femminili, ospitando personaggi internazionali illustri, come la regista anglo-indiana Parmar, a cui il festival dedica una retrospettiva e Rose Troche, regista di Go fish e di molti episodi di The L Word (attualmente in programmazione su La.7), ospite sabato 1 novembre, del convegno all’interno della sezione SOGGETTIVA dal titolo Le serie televisive, genere e sessualità sul piccolo schermo. Il convegno vuole analizzare in maniera approfondita alcuni telefilm in cui prendono vita nuovi immaginari femminili (da Buffy l’ammazzavampiri a Sex and The City) per arrivare fino a The L Word, esplorando le trasformazioni culturali e sociali che la fiction produce rispetto alla rappresentazione del genere e dell’orientamento sessuale (sabato 1 novembre ore 10.30 Aula Magna di Santa Cristina, ingresso gratuito). The Righteous Babes tratta dell’incredibile terremoto musicale, che negli anni Novanta ha dato vita al fenomeno “clit-rock” attraverso le voci delle maggiori e popolari protagoniste: artiste come Madonna, Sinead O’Connor, Chrissie Hynde, e molte altre ancora si raccontano e provano ad interpretare il significato della recente conquista femminile del rock. Khush il documentario girato in Inghilterra, Canada e India raccoglie interviste a donne lesbiche che testimoniano la doppia discriminazione che vivono all’interno della loro comunità di origine come donne e come lesbiche. Diversi i premi assegnati a questo lavoro: tra questi il Prize for Best Foreign Film al 14 Creteil Womens Film Festival di Parigi, e Pubblic Prize al 7 International Womens Film Festival di Madrid. Alle 21.00 al Teatro San Martino è di scena la DANZA con 13 e Still Difficult Duet 13 della coreografa inglese Beth Cassani (in prima nazionale), interpretato dai suoi figli, è la giocosa messa in scena di un rito di passaggio, ovvero come diventare un uomo in cinque facili mosse. I due ragazzi, in parte danzando, in parte recitando, raccontano allo spettatore la costruzione della loro identità maschile e le relative domande su che cosa significhi diventare un uomo nel 21° secolo. Lo spettacolo è un vero e proprio evento unico, replicabile solo per quest’anno, fino a quando, cioè, i due interpreti diventeranno entrambi adolescenti (31 ottobre e 1 novembre ore 21.00 Teatro San Martino). Still Difficult Duet dei coreografi Guilherme Garrido e Pieter Ampe ritrae, con grande ironia e intelligenza, vari modelli di relazioni al maschile, mettendone in discussione gli aspetti legati agli stereotipi sulla virilità e ribaltandone modelli e consuetudini. La performance vede sulla scena Pieter Ampe, allievo della coreografa belga Anne Teresa De Keersmaeker e nuovo membro della sua prestigiosa compagnia Rosas, e Guilherme Garrido, coreografo e danzatore portoghese (ha ballato nell’ultimo progetto di Maria Clara Villa-Lobos Super!) (1 solo biglietto). 11-17.30 il MAMbo ospita una Tavola rotonda dal titolo Pornografare indagine speculativa sull’argomento della pornografia, attraverso un dialogo tra differenti punti di vista sul tema. Tra i relatori, Elisa Del Prete, Annamari Vänskä, Pietro Adamo, Susanna Paasonem, Gaia Novati e Sergio Messina, Filippo Porcelli e Pietro Gaglianò. “L’intento della tavola rotonda – scrive Elise Del Prete - è quello di sviscerare i meccanismi di fruizione e percezione dell’erotismo nelle sue molteplici possibilità per chiederci: quale scandalo? Quale censura? Se la società odierna vive di una “pornograficazione” generale per colpa di un imperativo consumistico che ha ucciso ogni personale immaginazione a favore di una sessualità diffusa priva di ogni erotizazzione, dove sta quindi e come funziona il vero erotismo, la vera pornografia?” (ingresso gratuito). Dalle 18 alle 22 ultimo appuntamento per le donne bolognesi che vogliono giocare con la propria identità e il proprio look con Studio Vilgefortis di Hiedi Lunabba. Studio Vilgefortis, è infatti un salone da barbiere ambulante, che Lunabba allestisce per offrire al pubblico femminile un servizio di temporanea “alterità”. Alle 16.30 al Cinema Lumiére per SPAZIO CULT, tratti dalla serie di documentari "Erotika Italiana", proiezione di Scene da un matrimonio gay, storia di un’unione simbolica, quella di Gino e Massimo, che nel 1993 a Palermo decidono di sposarsi, sfidando l’opinione pubblica e la mentalità ristretta dei concittadini. Dopo 15 anni dal matrimonio, Gino e Massimo celebrano l’anniversario della loro unione e riflettono sulle conseguenze delle loro scelte; Gino si confronta con il figlio e spiega la sua decisione di abbandonare la famiglia per seguire il suo vero amore. A seguire Confessioni di un gay cattolico, storia di Mauro, quarantenne di Pisa, che dopo un travagliato percorso oggi vive serenamente lavorando all’università, frequentando ritiri di gruppi di gay credenti e non nascondendo a nessuno le sue scelte (ingresso gratuito). Alle 20.30 al Cinema Lumiére l’identità maschile è anche al centro di Spinnin’ (Spagna 2007), opera prima del regista spagnolo Use (Eusebio Pastrana) su una coppia gay che desidera avere un figlio. Il Film è anche anche il ritratto surreale e bizzarro di un gruppo di amici che si interroga su amore e sesso, aids e fede, felicità e diritti civili. Sullo sfondo di una Barcellona coloratissima, la commedia si rivela ricchissima di spunti dal tono allegro e dissacrante, in puro stile iberico. Alle 22.30 per la sezione Soggettiva, Butch Jamie di Michelle Ehlen, commedia degli equivoci in cui Jamie, un’attrice lesbica disoccupata, a cui nessuno affida una parte perché troppo mascolina, decide di proporsi come “maschiaccio” (butch, appunto) e in abiti da uomo. Il che le farà ottenere una lavoro, ma genererà una gran confusione sulla sua identità di genere. Per tutto il film, dialoghi esilaranti si intrecciano a incredibili colpi di scena. Dalle 23,00 al Cassero, serata demonica per tutti i mostri, zombi e streghe ad Halloween Party, miscela micidiale di fanky e house, italo disco e electro pop con ospiti d’eccezione. Apre le danze Francisco, giovanissimo protagonista della scena elettronica contemporanea, dalla produzione ispirata alla disco italiana più evoluta, alla groove house di Chicago e alla vecchia scuola funk. Si prosegue con Ralph Lawson, membro di punta della cult label inglese 2020Soundsystem, uno dei più talentuosi dj in circolazione, grazie al suo originale sound electro funk. Ha suonato nei club e nei festival più importanti del pianeta ed ha portato alla fama mondiale il club Back To Basics di Leeds, dove è resident dagli inizi dei Novanta. Tra le sue collaborazioni si ricorda quelle con Fat Boy Slim, Jamiroquai, Arthur Baker, Jori Hulkonnen, Josh Wink e Felix da Housekatt. Dalle 18.00 a mezzanotte presso Le Stanze si può visitare la mostra Even degli artisti finlandesi Jukka Korkeila e Heidi Lunabba. Il Festival è prodotto da Il Cassero gay lesbian center È realizzato con il patrocinio di: COMUNE DI BOLOGNA, REGIONE EMILIA ROMAGNA. Il festival è realizzato con il contributo di: Comune di Bologna – Settore Cultura, Regione Emilia Romagna – Assessorato alla Cultura, Provincia di Bologna – Assessorato alla Cultura, MiBAC (Ministero per i Beni e le Attività Culturali) – Fondo extra FUS, Fondazione Cassa di Risparmio di Bologna, Coop Adriatica, Centro commerciale Officine Minganti, librerie.coop, CULT (canale 142 di SKY), Goethe Institut Mailand, Commisariat General de Relations internationales de Bruxelles. È realizzato in collaborazione con: ArciLesbica Bologna, Nosadella.due, MAMbo, AMAT – Associazione Marchigiana per le Attività Teatrali, Human Rights Nights, Centro di Documentazione Il Cassero. Mediapartner: Zero edizioni, Me2.it, Gay.it, Radio Città del capo Il Cassero Gay Lesbian Center realizza da più di venticinque anni progetti dedicati alle differenze di orientamento e identità sessuale. Svolge in Italia un ruolo di primo piano in campo culturale, artistico, politico e sociale con l’obiettivo di promuovere la cultura dei diritti e delle libertà civili delle persone gay, lesbiche e transessuali. Nel 2002 ha ricevuto dal Comune di Bologna una nuova sede all’interno della Manifattura delle Arti, il nuovo polo culturale di Bologna.
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