1) Da un articolo di EW.com arrivano le ultimissime sul nuovo album, successivamente confermate anche dal sito ufficiale madonna.com: Il titolo del nuovo album di Madonna sarà Hard Candy. A ricevere la notizia in esclusiva è stato il sito web di Entertainment Weekly. A spiegare il perchè Madonna abbia deciso di legare al nuovo album il tema dei dolciumi e delle caramelle è la stessa Liz Rosenberg, la publicist dell'artista. "She loves candy," - "le piacciono le caramelle", ha detto la Rosenber. "Si tratta della giustapposizione tra durezza e dolcezza, o come Madonna stessa ha spiegato in modo piuttosto eloquente, 'ti prenderò a calci nel sedere, ma la cosa ti farà sentire bene.'" Il nuovo album, che include collaborazioni con Justin Timberlake su molti brani e produzioni di Pharrell Williams, Timbaland, e Nate "Danja" Hills, uscirà negli Stati Uniti il 29 Aprile mentre il singolo di lancio, "Four Minutes," uscirà alla fine di Marzo. Per leggere l'articolo originale visitate EW.com.
2) Justin Timberlake premierà Madonna in occasione della cerimonia di ingresso nella Rock and Roll Hall of Fame. Il cantante di "Sexyback" ha lavorato con la Material Mom al suo prossimo disco, in uscita quest'anno. Madonna sarà tra le personalità premiate il 10 marzo al Waldorf-Astoria Hotel di Manhattan. Tra gli altri ammessi nella Hall of Fame quest'anno figurano Leonard Cohen, John Mellencamp, The Dave Clark Five, The Ventures e Little Walter.
3) da Reuters: L'ultimo album di Madonna per la sua storica etichetta Warner Bros. si chiamerà "Hard Candy" e uscirà il 29 aprile, come confermato ieri dall'agente della cantante.
Il disco, che conterrà canzoni come "Candy Store" e il primo single "Four Minutes", è il seguito di "Confessions on a Dance Floor", che ha debuttato al numero uno della classifica pop americana nel novembre 2005.
Il titolo e la data di uscita sono stati inizialmente pubblicati dal sito di Entertainment Weekly (http://www.ew.com) e i dettagli sono stati poi confermati dalla portavoce di Madonna, Liz Rosenberg.
"Hard Candy" sarà l'ultimo album di Madonna per la Warner Bros. prima che entri in vigore un accordo decennale con la Artist Nation per l'incisione di album, tour e merchandising, nuova iniziativa lanciata dal promoter di concerti Live Nation.
Anche la Warner Bros., unità di Warner Music Group Corp, pubblicherà una raccolta di successi.
4) Per chi fosse ancora incredulo, il sito per la stampa di Warner Bros è stato aggiornato ieri, 26 febbraio, con il seguente annuncio:
Lo stavate aspettando, ed eccolo qua...
MADONNA. IL NUOVO ALBUM "HARD CANDY"
DAL 29 APRILE. 

madonnatribe
un omaggio ad uno dei più grandi profeti della musica, morto a soli 50 anni nel 2002. "Mi hanno cercato loro stessi, quando hanno saputo che volevo ricordare il mio amico Joe attraverso questo film", ha affermato il regista inglese, oggi a Roma - Tutti hanno confessato che Strummer è stato fondamentale per loro dal punto di vista creativo, una grande fonte d'ispirazione".
Nato ad Ankara nel 1952 con il nome di Johnny Mellor, figlio di un diplomatico inglese comunista, Joe Strummer visse da bambino tra Il Cairo, Messico, Germania, Inghilterra. Le rigide regole delle college inglese dove fu mandato a studiare lo portarono ad esasperare il suo spirito ribelle. Ma fu la musica degli Stones che lo spinse ad "uscire allo scoperto" e a imbracciare una chitarra. E quando vide un concerto dei Sex Pistols, che diedero il via all'onda dissacrante del punk inglese, decise che era arrivato il suo momento: con Mick Jones e Paul Simonon formò The Clash. In cinque anni marcarono a fuoco la storia della musica, realizzando album indimenticabili come "London Calling" e "Sandinista". Arrivarono al numero uno negli Usa con "Rock in the Casbah", riempirono gli stadi di tutto il mondo. Joe divenne un mito grazie ai suoi testi impegnati, dissacratori, alle sue invettive contro il sistema, alle sue prese di posizione in difesa delle minoranze, quella nera in particolare.
Temple ricostruisce luci ed ombre della sua personalità, attraverso filmati di repertorio, fotografie, documentari, spezzoni televisivi e film animati. Un collage emozionante di una leggenda della musica che non riuscì mai a venire a patti con la sua celebrità: "Joe compì un fantastico viaggio, in cui comunicò con milioni di persone, ma l'essere famoso lo metteva a disagio. Per tutta la sua vita si è battuto contro questa cultura della fama, contro la mitizzazione delle persone".
Quando all'apice del successo il gruppo si sciolse, Strummer stentò a ritrovare una nuova strada creativa: per tutto il mondo lui era sempre "il leader dei Clash". "La loro musica ha ancora una grande influenza sui giovani. "spiega Temple - Il film vuole diffondere la forza delle idee di Joe: lui voleva che le persone pensassero con la propria testa, e oggi che siamo bombardati da mille informazioni c'è bisogno di questo messaggio". E Bono Vox, uno dei suoi più grandi estimatori, nel film ricorda: "Dopo il '77 le idee divennero più importanti di qualsiasi assolo di chitarra. Vidi i Clash la prima volta a Dublino, avevo 17 anni: ero terrorizzato ed emozionato di fronte a quello spettacolo. Mi aprirono un mondo. Quella band straordinaria dovrebbe esistere ancora oggi".

Inoltre Ivanovich ha riferito a fonti USA che il suo team può contare, tra gli altri, su Artie Kornfeld, uno degli organizzatori del primo festival di Woodstock, e su Paul Flattery di Live Earth, che fa capo ad Al Gore. Sul progetto sono al lavoro cento persone. Tra gli altri artisti contattati sono da annoverare Gilberto Gil, Caetano Veloso e Sergio Mendes. Primo concerto –appunto il 17 maggio- in simultanea a Pechino, Istanbul, Londra, Johannesburg, Miami ed in località da stabilire in Portogallo, Arabia, Brasile, Colombia ed India.
Al verde e stanchi di una routine fatta di combattimenti, risse e amplessi di gruppo, decidono di "fare visita" a due gay borghesi, appassionati succhiatori di dita dei piedi e di uomini di fatica. L'irrompere dell'anarchia e della violenza nel placido quadretto famigliare (ritratto in un interno di coppia gay con sushi) finisce per ribaltare il gioco dei ruoli e per risvegliare istinti sopiti di sopraffazione e dominio.
Goran Bregovic con Carmen Consoli col brano “ Focu di raggia”, sono solo alcuni degli artisti raccolti all’ interno del CD. Alla conferenza stampa di presentazione hanno preso parte Sara D’Ajello Caracciolo e il cantautore Joe Barbieri, responsabile della Microcosmo, nonché autore di uno dei brani più raffinati della compilation, “In una stanca indifferenza”. Le canzoni dell’assenza, dell’erotismo, dell’abbandono, i ritornelli dell’addio, della malizia, della lontananza, e il battito lento della musica latina: tutto questo è “Sulle Rive Del Tango”. Posseduti tutti dal “ritmo del pathos”, compaiono uno accanto all’altro- oltre a Bregovic e Consoli - i canti di Louis Armstrong e Gianmaria Testa, Marlango (con Leonor Watling già attrice protagonista per Pedro Almodovar in “Parla con lei”) , Electrocutango e Sineterra, Seoan e Kroke (lanciati da Steven Spielberg e Peter Gabriel).
C’è ancora storia del cinema, in “Peliculas” dei Demoliendo Tangos: tra Morricone, Bacalov, Rota e Gato Barbieri. C’è il son cubano tradotto in milonga campera, con “Dos gardenias” degli Ache Tango. C’è poi il tango-electro degli Alacran, con il loro “Reflejo de Luna”, il Mediterraneo dei Kantango e il kabaret “Romantik” del duo femminile Queen Bee.
Il secondo, L'ennemi public numéro 1, arriverà in sala primavera del 2009 e racconta il lato leggendario di quest'uomo, celebrato da molti come simbolo della rivolta contro la società borghese.
Vincent Cassel, ingrassato 20 chili, sarà l'interprete, affiancato da Gerard Depardieu nei panni del suo mentore. Nei cast ci saranno anche Marion Cotillard (straordinaria ne "La vie en rose", ma vista di recente anche in "
i travestimenti, i sequestri, le rapine, le evasioni, i libri cult in Francia ( L'istinto di morte-Colpevole d'essere innocente), che porta a galla aspetti insospettabili del bandito, rendendolo ancora più celebre, tanto da essere immortalato per la copertina del settimanale francese Paris Match, il 16 novembre 1979.
Un bandito mediatico, istrionico e un po' poeta maledetto, che riuscì a manipolare sia la stampa che le forze dell'ordine. Il personaggio, a distanza di tanti anni, rimane comunque scomodo e fa discutere, tanto che molti hanno rifiutato di finanziare il progetto.
Cassel:" Per alcuni è un Robin Hood, un ‘icona di ribellione e libertà per altri un ladro, un assassino. Spinto da un grande ego è stato molto abile a fabbricare la propria leggenda, attraverso i media e inventandosi un impegno politico. Ha confessato 43 omicidi, ma probabilmente ne ha commessi "solo" una trentina. La sua spettacolare "esecuzione" pubblica poi ha contribuito a farne un martire. Quello che mi ha convinto a vestire i suoi panni è proprio questo scarto tra la sua immagine e quello che lui era.



SPIEGEL:Perchè?
Madonna:I registi raccontano storie, ed è una cosa più vicina a me. Quando recito sono semplicemente parte di una storia esterna a me e quindi non mi sento a mio agio per la maggior parte del tempo.Da regista riesco a narrare le cose dal mio punto di vista.
SPIEGEL:E' perchè, in genere, vuole essere lei il capo e quella che dice cosa si deve fare?
Madonna:Non proprio. In parte è una questione di controllo. Ma c'è anche da dire che pure in veste di regista non posso avere il controllo di tutto, perchè il risultato è sempre frutto di un lavoro di squadra. Lo stesso script è stato scritto in collaborazione con i cameramen, gli attori, i tecnici. E' bello vedere quando tutto va bene insieme.
SPIEGEL:Però deve avere lei l'ultima parola?
Madonna:Ovviamente io sono quella che a un certo punto dice: va bene, dobbiamo farlo così! Ma è perchè stiamo lavorando ad un mio progetto. Il fatto è che non posso fare tutto da sola.
SPIEGEL:E suo marito, Guy Ritchie, l'ha incoraggiata?
Madonna:Mi ha dato dei buoni consigli prima di inziare. Mi ha detto che dovevo essere sicura di cosa volevo. Se sei nervoso e gli altri lo percepiscono è la fine.
SPIEGEL:Nessuno crede che lei possa essere insicura. O invece l'ego di Madonna è più fragile di quanto sembri? Quando è stata l'ultima volta che si è sentita agitata?
Madonna:E' per questo che sono una buona attrice, no? Mi creda, sono nervosa molto spesso. Quando faccio cose nuove e quando voglio fare una buona impressione. Ero molto nervosa quando ho iniziato a girare quasto film. Avevo paura che tutti questi professionisti, che hanno già lavorato con registi famosi, non mi prendessero sul serio.
SPIEGEL:E invece è andata bene?
Madonna:Il primo giorno è stato molto duro. Naturalmente un cameraman esperto non si aspetta che gli dica dove mettere i suoi strumenti. Ma volevo che tutti mi prendessero sul serio.
SPIEGEL:Dalla sua esperienza in sala di registrazione dovrebbe essere abituata a ricevere consigli.
Madonna:Sì è più o meno la stessa cosa. Non sono una dittatrice. Mi piace ascoltare i consigli dei cameramen, e se mi propongono una soluzione diversa la tengo in considerazione come considero quando Justin Timberlake mi dice che una canzone potrebbe essere diversa.
SPIEGEL:E come reagisce alle critiche? Non è difficile dire a lei, la star, che una delle sue idee non è poi così buona?
Madonna:Dipende caso per caso: se qualcuno ha un'idea migliore della mia l'accetto senza problemi. Ma, per esempio, quando giro una scena e sono convinta di ciò che vedo e di ciò che voglio allora c'è poco da fare.
SPIEGEL:Nel film si parla di giovani talenti che vogliono realizzare il loro sogno. Sembra ispirato alla sua carriera.
Madonna:Sì, volevo scrivere qualcosa che fosse molto vicino alla mia esperienza. Se vuoi raccontare una buona storia, per prima cosa devi sapere di cosa parli. Come quando trent'anni fa arrivai dal Michigan a New York. Da giovane presi lezioni di danza perchè sognavo di diventare una ballerina, ma ho dovuto fare i conti con la realtà di New York. Come tutti i ballerini, che provano le stesse cose, la stessa povertà. Siamo stati tutti affamati e in cerca di lavoro.
SPIEGEL:E' stato più difficile diventare famosa o restare famosa?
Madonna:E' molto più difficile restarlo. E' facile entrare nel club, ma è dura sopravviverci.
SPIEGEL:Parlando del presente, trova che sia più difficile ora con internet e i nuovi media rispetto agli anni '80?
Madonna:E' un luogo comune. Essere famosi è sempre stato estenuante. Molti artisti - sia del cinema che del mondo della musica - hanno sofferto molto per la loro fama. Prenda Marilyn Monroe per esempio. E' un mondo brutale, sei sempre osservato, recensito e giudicato. Quando cammini per strada con i tuoi figli ci sono sempre quattro o cinque persone che ti puntano la macchina fotografica addosso. E' surreale. Ma non parlo necessariamente di me, penso piuttosto a Diana o a Britney Spears.
SPIEGEL:Il suo segreto per sopravvivere in questo mondo?
Madonna:Nessun trucco. Il fatto è che ci sono persone capaci di sopravvivere anche nei periodi più difficili. Non tutti sono tagliati per avere una vita pubblica. Mi creda, non è facile lasciarsi scivolare tutto quello che dicono su di te. A volte mi sento braccata come un animale. E' utile essere sicuri di se stessi. Mentre non è utile avere intorno gente che ti tratta come una divinità e che non tiene bene a mente la differenza tra illusione e realtà.
SPIEGEL:Ha girato questo film a Londra, dove vive per la maggior parte del tempo. Sulle note di presentazione della pellicola c'è scritto che le piacciono molti registi europei come Federico Fellini. Si sente più europea che americana?
Madonna:No, sono stata sempre affascinata dall'Europa, fin da quando ero ragazzina. Ho una sorta di ossessione per l'arte del vecchio mondo. Per un anno ho frequentato l'università, dove c'era un club del film in cui venivano proiettati film europei. Ero sempre colpita dai vecchi film italiani e francesi. Non ho un regista preferito, ma Godard, per esempio, ha influenzato molto la mia esperienza da regista.
SPIEGEL:La sensibilità ai problemi dell'ambiente va molto di moda oggi. Naturalmente sembra essere una sostenitrice di Al Gore. Viaggia ancora con i jet privati?
Madonna:Sono una sostenitrice del film di Al Gore. Perchè è ridicolo lamentarsi dell'arte e della creatività quando abbiamo un pianeta che va alla deriva. E sì: ho cambiato la mia vita, e spero che lo abbia fatto anche lei!
SPIEGEL:Sta seguendo le presidenziali in America?
Madonna:Certo: è proprio quello che faccio, sto osservando! Se adesso vuole sapere per chi voterò la mia risposta è che non ne ho idea! Non ho ancora una posizione precisa, ma sicuramente non sono una sostenitrice di George W. Bush, se proprio vuole una dichiarazione.
SPIEGEL:Il 16 agosto compirà 50 anni. Ci sarà un grande party o una festa per pochi intimi?
Madonna:Una grande festa, ovvio.
SPIEGEL:Si dice che ci sarà qualcosa di speciale.
Madonna:Sono famosa per le mie feste.
SPIEGEL:Ma si parla di un concerto a Central Park, a New York. Lo hanno scritto molti giornali inglesi.
Madonna:Non è vero, non dovrebbe credere a quelle storie.
SPIEGEL:Ha mai cercato il suo nome su google?
Madonna:Non sono pazza. Uso internet come enciclopedia.
SPIEGEL:E qual è l'ultima cosa che ha cercato?
Madonna:Qualcosa su Rudyard Kipling. Volevo sapere se era stato un nazista perchè nella prima edizione di diversi suoi libri c'è una svastica. In realtà ho scoperto che lui passò molto tempo in India, dove la svastica è un simbolo di buona fortuna.
De la guerre, questo il nome del lungometraggio in postproduzione, riunisce diversi giovani e validi attori in ascesa: da Mathieu Amalric (che ha lavorato per Iosseliani, Ruiz, Giannoli, Assayas, Techinè, Schnabel e Desplechin, compreso l'ultimo Un conte de Noël, e che vedremo anche nel
Il protagonista di questa nuova storia è Bertrand (Mathieu Amalric) che per una serie di circostanze si trova imprigionato per una notte in una bara, e quando riesce finalmente a uscirne, al mattino dopo, vive una crisi esistenziale che lo porta a seguire un uomo in una comunità isolata dal resto del mondo, il Regno, in cui gli ospiti di tutte le età sembrano vivere in serenità e indipendenza, governato da una donna carismatica e misteriosa, chiamata Uma (Asia Argento) che gli propone di restare per due settimane e di dedicarsi, secondo le sue regole, al raggiungimento di uno stato di piacere, secondo il motto “raggiungere il piacere è una guerra”.
Il personaggio principale è ancora una volta un regista (come in
È possibile ricreare una zona in cui concentrare tutte le suggestioni da cui siamo più tentati? E che prezzo bisognerebbe pagare per rendere possibile uno spazio simile? Ci si può disfare temporaneamente di tutti i principi di realtà e vivere il sogno. Un sogno combattivo, eccessivo. Vivere senza perdere coscienza del fatto che non siamo eterni […] ”.
Il film è stato selezionato a Cannes 2007 nel programma della 
"Macca" ha ricevuto il premio alla carriera e si è esibito in un medley di canzoni sue e dei Beatles, da "Hey Jude" a "Live And Let Die". Tra i vincitori della serata anche i Foo Fighters di Dave Grohl, ex batterista dei Nirvana, che sono stati incoronati miglior gruppo internazionale e e hanno vinto anche il premio come miglior album rock per "Echoes, Silence, Patience & Grace".
Il film tratto dal romanzo autobiografico
"Non ho voluto imitare Baldini - ha dichiarato Elio Germano - non avrebbe avuto senso e non mi piace. Ho parlato invece con Baldini e con le persone che lo hanno conosciuto. Volevo solo restituire l'anima del personaggio, diviso come era tra fragilità e cinismo. Abbiamo cercato di farne un Pinocchio degli anni Ottanta"."Il fatto è che Marco era capace di essere picchiato per debiti di gioco e un attimo dopo andare alla radio a fare il suo programma come nulla fosse. Il gioco non mi piace - precisa il regista Patierno - e ho cercato con questo film di farmelo piacere o almeno di capirci qualcosa. Una cosa non volevo: fare delle macchiette di quel mondo anche perché non volevo offenderne la verità".

E' un pezzo forte, eccentrico e pieno di carica che sarà accompagnato da un altrettanto potente video. Come anticipato, il clip (ancora in lavorazione) è diretto dal duo francese Jonas & François (“D.A.N.C.E.”). Timbaland fa una partecipazione, mentre Madonna e Timberlake interpretano dei super-eroi alle prese con degli ostacoli. Il video è stato coreografato da Jamie King, che ha già lavorato con Madonna al Confessions, Re-Invention e Drowned World tour, come anche al video di "Sorry." "Candy Store", prodotta da Pharrell, si apre con l'invito di Madonna che dice "Come on in to my store, I got candy galore." Il pezzo ha delle strofe abbastanza semplici, mentre il ritornello è più armonico con Madonna che canta "I'll be your one stop (one stop) candy shop." La canzone è ricca di pause e riprese, arricchite con suoni ipnoctici e la partecipazione dello stesso Pharrel che canta un breve verso. La canzone più poetica è "Miles Away," un pezzo saggio sulle relazioni a distanza che riecheggia la produzione di FutureSex/LoveSounds di Timberlake. Secondo quanto detto da Danja, Madonna ama quell'album. "Noi avevamo questa base, e lui e Madonna hanno fatto il testo e la melodia," ha spiegato Danja. La canzone si apre con una chitarra acustica, poi parte la base ritmata e piano piano si arricchisce con suoni d'atmosfera. "You always seem to have the biggest heart when we're 6,000 miles apart." Dice Madonna grandiosamente, rimpiangendo che I guess we're at our best when we're miles away." Il sound della canzone è davvero etereo in confronto ai ritmi delle altre, ma questo rispecchia il testo così sentimentale. La canzone più urban ed edgy, degna figlia dello stile di Confessions, è la perfetta "Give It to Me," che richiama il tocco usato da Danja per Blackout di Britney Spears. E' un'accattivante canzone da club e allo stesso tempo ha un tocco house-y. "When the lights go down and there's no one left I can go on and on," canta Madonna. Il pezzo finisce dopo un brusco breakdown con Madonna che intona "Get stupid" su uno xilofono. Riprende il ritmo frenetico e Madonna proclama "Give it to me / No one's gonna stop me now." Il dancefloor torna protagonista anche in "Heartbeat," che vanta un beat hip-hop ma che anche fa l'occhiolino alla musica anni '80. Madonna dice "Can't you see when I dance I feel free / Which makes me feel like the only one the light shines on." La canzone contiene anche un breve rap che ricorda quello di Nelly Furtado in "Promiscuous" ("See my booty get down," dice Madonna semi-cantando), ma alla fine tutto ritorna all'origine dance. 
Per seguirla nel debutto come regista di cinema, tassello mancante nel suo puzzle artistico, bisogna beccarsi un'ora di spintoni e urla, e vedersi troncare sul nascere ogni domanda che, agli occhi del moderatore, può suonare inopportuna. Negli 80 minuti di Filth and Wisdom, Sporcizia e saggezza, «due facce della stessa medaglia », c'è la filosofia di questa 49enne americana che il sogno americano se l'è costruito con una tenacia folle e sconsiderata, il suo gusto fetish, la sua personalità multiforme, il talento costruito come un lago artificiale goccia dopo goccia.




Sono cresciuta nel Mid-West, mentalità ristretta, non ti incoraggiano a essere differente. Ho conosciuto un maestro gay, mi ha fatto capire cosa vuol dire accettarsi, mi sono sentita a casa. Se mi aveste chiesto cos'era la felicità 30 anni fa, avrei risposto che era la possibilità di sopravvivere a New York e l'idea che la mia voce potesse essere ascoltata. Oggi la felicità, per me, è la riconoscenza».
Eugene Hutz si presenta coi suoi folti mustacchi e lo sguardo stralunato, medaglie sul petto e chitarra a tracolla, si mette a cantare una canzone sugli immigrati; Madonna al confronto, vestita tutta di nero, è un'elegante signora borghese. Applaude a tempo la performance: «Lavorando con Eugene mi sono innamorata di questi tre personaggi, la storia è venuta fuori spontaneamente. Anch'io vorrei diventare una zingara, mi piace l'idea di perdermi, di vivere in maniera autentica». Godard diceva che il titolo è il 50 per cento della riuscita di un film. «Sono d'accordo con lui». Eugene: «Ero stanco delle altre offerte, è anche eccitante l'idea che suono nel film».


