’FUNHOUSE’ Pink

"Funhouse", il quinto album di Pink, popstar tra le più acclamate di questo decennio.

Nell’ipotetica corsa al trono di nuova regina del pop che ebbe luogo tra gli addetti ai lavori agli inizi del 2000 (sebbene Madonna non avesse allora e nemmeno adesso alcuna intenzione di abdicare), Pink impersonava la rivale disinibita e sfacciata di Britney Spears che, invece, all’epoca, vestiva ancora i menzogneri panni della scolaretta castigata. A differenza della più illustre contendente, Pink (al secolo Alecia Beth Moore) ha fatto dell’ irriverenza una costante del proprio personaggio, ritenuto poi credibile sulla base della non facile fanciullezza della cantante, conservando in comune con quest’ultima e con Madonna la sola caratteristica di eccellente rappresentante del pop scala-classifiche. Infatti, il suo ultimo lavoro, "Funhouse", non tradisce le aspettative, e il primo singolo estratto, "So What", raggiunge il vertice della Billboard Hot 100, la classifica delle cento canzoni più ascoltate negli USA. Tuttavia, "la casa dei divertimenti" che dà il titolo all’album è lo scenario antitetico nel quale Pink mette a nudo tutta la rabbia e le sofferenze conseguenti alla separazione dal marito; nella stessa "So What", a dispetto di una melodia orecchiabile e un ritmo molto trascinante, inveisce con grinta proprio contro l’ex marito. "Sober", secondo brano dell’album, riflette invece l’incapacità di divertirsi perfino ad una festa (nella sua "funhouse"), mentre "I Don’t Believe You" è il momento più raccolto dell’album, una ballata interpretata in maniera sofferta e dimessa. Riusciti anche i tentativi di contaminazione , da quello vagamente soul di "One Foot Wrong" a quello blueseggiante di "Mean", che riscattano qualche brano un po’ ruffiano, e non all’altezza dei precedenti . Degne di nota anche "It’s All Your Fault", proseguimento ideale di "So What" e "Ave Mary A" , brano più rock di un album che sviscera una tematica dominante per tutta la sua durata, giocando ad un livello discreto con molte varianti del pop.
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Fabrizio Potenzano