JR fotografo francese come mai ne avete visti

Voglio parlare di stupore. Di enormi occhi e facce di settanta metri quadri che turbano l’orizzonte. Sorrisi di trenta metri lineari. Giganteschi visi di donne qualunque che campeggiano nelle strade e lungo gli argini dei fiumi delle nostre città belle e ordinate. E di un’arma calibro 28 millimetri: un obiettivo fotografico. E’ la mano di JR a stupirci, fotografo francese come mai ne avete visti. Ha occhi attenti rivolti verso il mondo, e ha riconosciuto che il patrimonio più prezioso di cui disponiamo sono le persone. Va a caccia di storie di vite qualunque come un c

ane da tartufi, nelle terre di frontiera, nei territori del conflitto, guarda coi suoi occhi, fotografa e ce li attacca lungo le strade, in formati giganteschi e con piazzamenti inaspettati. Si scosta dall’immagine preconfezionata che i media ci offrono del resto del mondo e della Storia che raccontano – attacca lungo le strade la sua visione, privata e personale. Quello che importa veramente a JR non sono i suoi manifesti, ma le vite che li abitano – la sua prima preoccupazione è che raggiungano le persone, che arrivino a destinazione. L’opera d’arte non è il taglio sorprendente degli scatti di JR, ma sono le donne e i ragazzi che hanno accettato di essere fotografati. Il regalo più grande che JR ci fa non è creare semplicemente una vertigine fisica, ma fare da ponte, lasciare incontrare due vite che non si sarebbero mai sfiorate e farle guardare negli occhi. E ci tiene molto a scomparire dietro il suo gesto.

Non cerca di occupare il centro della sua opera ma resta un megafono e un veicolo: resta un uomo nascosto, schiva le rincorse dei media che sono costretti a stornare tutta la loro attenzione sui soggetti delle foto. La cosa più bella del lavoro di JR è la colla. Considerata in senso metaforico, ovviamente: i suoi progetti creano tra le persone che li realizzano dei legami che sopravvivono alle installazioni, perché JR è un artista molto esigente – richiede il sostegno di una comunità intera: storie da raccontare, visi da fotografare, mani che aiutino ad attaccare una quantità industriale di poster e muri da poter usare con il consenso della comunità che li abita. Questo è un altro dei motivi per cui JR si mantiene nell’ombra: da solo non esisterebbe. JR è arrivato al nocciolo, non ha bisogno di fronzoli: gli bastano la sua macchina fotografica, stampa in bianco e nero, carta e colla – tecnica povera a supporto di solidi contenuti. Ha affrontato il disagio dei giovani dei sobborghi parigini con le installazioni “28 millimètres – Portait d’une génération”, da cui Gallimard ha tirato fuori una bellissima pubblicazione, con prefazione di Vincent Cassel – progetto nato pare dalla vicinanza di JR al collettivo Kutrajmé. “Face2Face” è forse il progetto che ha avuto più risonanza: quale superficie migliore del muro di confine tra Israele e Palestina per raccontare questi due popoli e il loro conflitto… JR ribalta le posizioni e attacca volti palestinesi sul versante israeliano e viceversa. Anche qua la pubblicazione che ne segue è davvero degna di nota. Per raccontare le favelas fa invece molta strada, spostandosi tra Cambogia, Africa, India e Sud America, fino a fermarsi a Morro de Providencia, il ghetto più inviolabile di Rio de Janeiro, in cui riesce a lavorare fianco a fianco con le comunità locali. Da questo itinerario nasce “Women are heroes”, reportage e successiva campagna di affiches sul ruolo della donna e sul disagio che vive in contesti degradati. Tutte le campagne di JR nascono nei posti di interesse, per poi essere riportate nelle maggiori capitali europee e negli Stati Uniti… Perché l’arte serva a qualcosa!

WEB: www.jr-art.net

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