«Mi dispiace moltissimo». Lo ripete più volte, Letizia Moratti. «Sono molto, molto dispiaciuta per la decisione di Paul». Brucia il gran rifiuto di McCartney all´esibizione silenziata al Meazza. Fa male all´immagine di Milano, già incrinata dai no di Springsteen e Ac/Dc, dai problemi per gli show di U2 e Madonna. E al rammarico, il sindaco di Milano associa un nuovo attacco ai comitati dei residenti intorno allo stadio, che sulla vicenda dei decibel del rock a San Siro stanno dall´altra parte della barricata.
«La rinuncia di McCartney al concerto di Milano - dice la Moratti dopo aver presentato l´accordo di collaborazione col comune di Bergamo su Expo 2015 - spiace anche perché il turismo culturale dei giovani ha un´importante ricaduta anche economica per la nostra città». Va giù pesante, il sindaco. «Le limitazioni di decibel, che non hanno alcun riscontro in altre città - sottolinea - nascono dalle proteste di comitati di pochissimi cittadini che tra l´altro prendono pure i biglietti quando gli vengono dati gratis, vanno ai concerti per poi lamentarsi dei decibel continuamente. Queste proteste fanno perdere tanto alla città, in termini di opportunità per la musica e per i giovani, ma anche per il turismo culturale».
La linea, di irrigidimento nei confronti di chi si oppone alla musica a colpi di ricorsi e denunce, è quella ribadita nei giorni scorsi dall´assessore alle Attività produttive, Giovanni Terzi. «Provvedimenti del Comune? Ci penserà l´assessore», ribadisce la Moratti. Che conta sulla sponda assicurata dal prefetto Gian Valerio Lombardi per ammorbidire il limite acustico dei 78 decibel. Il no di McCartney a Milano ha già fatto rizzare le orecchie ad altri amministratori. «Ci hanno chiamato praticamente da ogni città d´Italia», racconta Mimmo D´Alessandro, promoter della D´Alessandro & Galli: «Da Roma, il Coni ci ha messo a disposizione l´Olimpico. Da Firenze e Torino ci sono state offerte economiche, sempre per lo stadio. Napoli ha messo a disposizione piazza Plebiscito, Verona l´Arena. Da Nord a Sud c´è una gara per dare uno smacco a Milano».
Notizie girate al management di Sir Paul - a Los Angeles alle premiazioni dei Golden Globe - che in Italia, l´estate prossima, verrà comunque. Spiragli perché possa tornare a riconsiderare il Meazza, al momento, non ce ne sono.
«Ci vorrebbe una decisione forte - aggiunge D´Alessandro - da parte del sindaco Moratti: la prenda. Un artista e un promoter possono accettare una limitazione sull´orario. Si può cominciare anche alle 19.30, e finire comunque non oltre le 23. Si può fissare un tetto al numero dei concerti allo stadio. Sui decibel no: per le partite di Milan e Inter si superano i 90. E non si può andare sul penale, noi diamo lavoro e rischiamo soldi. E la musica è vita, non rumore».