"Ho potuto esplorare e creare un'atmosfera effervescente e sexy grazie ad elementi elettronici e umani". C'è da credere a Christina Aguilera che con queste parole ha riassunto il nuovo album "Bionic", esce l'8 giugno, pubblicato in due versioni: una standard che contiene 18 brani (3 di questi sono intro) ed una deluxe edition con 23 canzoni. Ma di effervescente c'è il booklet con diverse fotografie 'esplicite', tra cui un simpatico e irresistibilegattino disegnato proprio sulle parti intime, di elettronico ci sono gran parte dei 18 brani (forse un po' troppi ma un'assenza dalle scene di 4 anni da "Back to Basics" ha sicuramente generato un'urgenza creativa) e di umano c'è il fatto che si può sbagliare anche un album, non per intero ad esser sinceri. C'è da sottolineare come la classifica americana Billboard sia stata impietosa con il singolo "Not Myself Tonight", relegandola nelle ultime settimane oltre la posizione 40 tanto che anche il tour è stato - per ora - cancellato.
Ascoltare tutto d'un fiato le prime canzoni della tracklist (compreso gli intro "Love & Glamour" e "Morning Dessert") è alquanto stancante. Ritmi elettronici e pop si snodano lungo "Bionic", l'ormai famoso singolo "Not Myself Tonight" - il cui video è stato accusato di plagio in Rete da alcuni navigatori per i riferimenti espliciti a Madonna - "Woohoo" (con Nicki Minaj), le atmosfere anni 80 di "Elastic Love", "Desnudate" dal ritornello ossessivo ed eloquente Desnudate (Get Nacked)fino a "Glam" e "Prima Donna". A questo punto si spera che il disco prenda un'altra direzione e dopo l'intro "Morning Dessert", ecco che arriva una carezza con la sensuale e soul "Sex for breakfast". Gradevoli le ballad "Lift Me Up" (scritta e prodotta da Linda Perry) e "All I Need". Vocalizzi in punta di piedi in "You Lost Me". Ma con questi brani già stiamo 'navigando' entro i terreni già conosciuti che la Aguilera ci ha mostrato in questi anni di carriera, che continuano tuttavia a non stancare, a differenza degli esperimenti pirotenici della prima parte dell'album.
Esperimenti però già effettuati ancor prima da Madonna, per citarne una su tutte. Con "I Hate Boys" si riprende con il sound elettronico, sonorità disco dance in "My Girls" (con Peaches) e la chiusa del disco è affidata alla movimentata "Vanity". E' come se Christina avesse voluto proporre sì il suo solito stile (dalla decima canzone in poi), coprendo però il tutto con una copertina shock-electro (cucita assieme a Sia, Tricky Stewart, Polow Da Don, Le Tigre, Hill & Switch e Ladytron) per sparigliare le carte sul tavolo e proporsi in una nuova veste. Ma il pubblico non ha premiato questa - seppur astuta - mossa di marketing musicale bocciando il primo singolo "Not Myself Tonight". C'è solo da sperare che il prossimo singolo venga pescato tra le canzoni della seconda parte dell'album, dove spiccano tra le altre la ballad 'orchestrata' "I Am".
L'elemento più divertente e degno di nota rimane il booklet con una serie di scatti ultra sexy. In uno scatto la bella cantante avvicina la mano alla bocca con un gesto esplicito, nella pagina finale del booklet appare nuda con un sottile nastro nero a coprirle i capezzoli. Ultimo ma non ultimo l'elemento di marketing puro: il volantino del nuovo profumo di Christina, presente in due nuove fraganze. Ah, potere dei soldi!
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