Oscar 2011, Tutte le nomination.

Il film del regista Tom Hooper supera quindi tutte le previsioni che lo consideravano secondo a “the Social Network” che invece riceve ’solo’ 8 candidature assieme al fantascientifico “Inception”. Al secondo posto invece si colloca “Il grinta”, remake western dei fratelli Coen.

L’unica speranza italiana, dopo l’amara esclusione de “La prima cosa bella” di Virzì come “Miglior film straniero” è affidata ad Antonella Cannarozzi, realizzatrice dei costumi di “Io sono l’amore” di Luca Guadagnino.

Di seguito la lista di tutte le nomination suddivise per categorie:

Miglior film “127 Ore”; “Il cigno nero”; “Il discorso del Re”; “The Fighter”; “Il grinta”; “Inception”; “I ragazzi stanno bene”; “The Social Network”; “Toy Story 3 – La grande fuga”; “Winter’s Bone”

Migliore regista Darren Aronofsky, “Il cigno nero”; David O. Russell, “The Fighter”; Tom Hooper, “Il discorso del Re”; David Fincher, “The Social Network”; Joel ed Ethan Coen, “Il grinta”

Migliore attore protagonista Javier Bardem, “Biutiful”; Jeff Bridges, “Il grinta”; Jesse Eisenberg, “The Social Network”; Colin Firth, “Il discorso del Re”; James Franco – “127 ore”

Migliore attore non protagonista Christian Bale, “The Fighter”; John Hawkes, “Winter’s Bone”; Jeremy Renner, “The Town”; Mark Ruffalo, “I ragazzi stanno bene”; Geoffrey Rush, “Il discorso del Re

Migliore attrice protagonista Annette Bening, “I ragazzi stanno bene”; Nicole Kidman, “Rabbit Hole”; Jennifer Lawrence, “Winter’s Bone”; Natalie Portman, “Il cigno nero”; Michelle Williams, “Blue Valentine”

Migliore attrice non protagonista Amy Adams, “The Fighter”; Helena Bonham Carter, “Il discorso del Re”; Melissa Leo, “The Fighter”; Hailee Steinfeld, “Il Grinta”; Jacki Weaver, “Animal Kingdom”

Migliore sceneggiatura non originale “127 ore”, scritto da Danny Boyle & Simon Beaufoy; “The Social Network”, scritto da Aaron Sorkin; “Toy Story 3 – La grande fuga”, scritto da Michael Arndt, John Lasseter, Andrew Stanton e Lee Unkrich; “Il grinta”, scritto da Joel Coen & Ethan Coen; “Winter’s Bone”, scritto da Debra Granik & Anne Rosellini

Migliore sceneggiatura originale “Another Year”, scritto da Mike Leigh; “The Fighter”, scritto da Scott Silver, Paul Tamasy ed Eric Johnson; “Inception”, scritto da Christopher Nolan; “I ragazzi stanno bene”, scritto da Written by Lisa Cholodenko & Stuart Blumberg; “Il discorso del Re”, scritto da David Seidler

Migliore film d’animazione “Dragon Trainer”, di Chris Sanders and Dean DeBlois; “The Illusionist”, di Sylvain Chomet; “Toy Story 3 – La grande fuga”, regia di Lee Unkrich

Migliore film straniero “Biutiful” (Messico); “Dogtooth” (Grecia); “In un mondo migliore” (Danimarca); “La donna che canta” (Canada); “Outside the Law (Hors-la-loi)” (Algeria)

Migliore scenografia “Alice in Wonderland”; “Harry Potter e I doni della morte – Parte I”; “Inception”; “Il discorso del Re”; “Il grinta”

Migliore fotografia Matthew Libatique, “Il cigno nero”; Wally Pfister, “Inception”; Danny Cohen, “Il discorso del Re”; Jeff Cronenweth, “The Social Network”; Roger Deakins, “Il grinta”

Migliori costumi Colleen Atwood, “Alice in Wonderland”; Antonella Cannarozzi, “Io sono l’amore”; Jenny Beavan, “Il discorso del Re”; Sandy Powell, “The Tempest”; Mary Zophres, “Il grinta”

Migliore documentario “Exit through the Gift Shop”; “Gasland”; “Inside Job”; “Restrepo”; “Waste Land”

Migliore documentario (cortometraggio) “Killing in the Name”; “Poster Girl”; “Strangers No More”; “Sun Come Up”; “The Warriors of Qiugang”

Migliore montaggio Andrew Weisblum, “Il cigno nero”; Pamela Martin, “The Fighter”; Tariq Anward, “Il discorso del Re”; Jon Harris, “127 Ore”; Angus Wall e Kirk Baxter, “The Social Network”

Migliore trucco Adrien Morot, “La versione di Barney”; Edouard F. Henriques, Gregory Funk e Yolanda Toussieng, “The Way Back”; Rick Baker e Dave Elsey, “Wolfman”

Migliore colonna sonora originale John Powell, “Dragon Trainer”; Hans Zimmer, “Inception”; Alexandre Desplat, “Il discorso del Re”; A.R. Rahman, “127 Ore”; Trent Reznor e Atticus Ross, “The Social Network”

Migliore canzone originale “Coming Home” dal film “Country Strong”, musica e testi di Tom Douglas, Troy Verges e Hillary Lindsey; “I See the Light” da “Rapunzel”, musica di Alan Menken, testi di Glenn Slater; “If I Rise” da “127 Ore”, musica di A.R. Rahman, testi di Dido e Rollo Armstrong; “We Belong Together” da “Toy Story 3″, musica e testi di Randy Newman

Migliore cortometraggio animato “Day & Night”, regia di Teddy Newton; “The Gruffalo”, regia di Jakob Schuh e Max Lang; “Let’s Pollute”, regia di Geefwee Boedoe; “The Lost Thing”, regia di Shaun Tan e Andrew Ruhemann; “Madagascar, carnet de voyage (Madagascar, a Journey Diary)”, regia di Bastien Dubois

Migliore cortometraggio“The Confession”, regia di Tanel Toom; “The Crush”, regia di Michael Creagh; “God of Love”, regia di Luke Matheny; “Na Wewe”, regia di Ivan Goldschmidt; “Wish 143”, regia di Ian Barnes and Samantha Waite

Migliore Sound Editing Richard King, “Inception”; Tom Myers e Michael Silvers, “Toy Story 3”; Gwendolyn Yates Whittle e Addison Teague, “Tron Legacy”; Skip Lievsay e Craig Berkey, “Il grinta”; Mark P. Stoeckinger, “Unstoppable”

Migliore Sound Mixing Lora Hirschberg, Gary A. Rizzo e Ed Novick, “Inception”; Paul Hamblin, Martin Jensen e John Midgley, “Il discorso del Re”; Jeffrey J. Haboush, Greg P. Russell, Scott Millan e William Sarokin, “Salt”; Ren Klyce, David Parker, Michael Semanick e Mark Weingarten, “The Social Network”; Skip Lievsay, Craig Berkey, Greg Orloff e Peter F. Kurland, “Il grinta”

Migliori effetti speciali visivi Ken Ralston, David Schaub, Carey Villegas e Sean Phillips, “Alice in Wonderland”; Tim Burke, John Richardson, Christian Manz e Nicolas Aithadi, “Harry Potter”; Michael Owens, Bryan Grill, Stephan Trojanski e Joe Farrell, “Hereafter”; Paul Franklin, Chris Corbould, Andrew Lockley e Peter Bebb, “Inception”; Janek Sirrs, Ben Snow, Ged Wright e Daniel Sudick, “Iron Man 2”.

Valentina Piccoli

http://www.ilquotidianoitaliano.it/cultura-e-spettacoli/2011/01/news/oscar-2011-tutte-le-nomination-il-discorso-del-re-fa-il-pienone-53837.html

“W.E.” won’t be screened at Cannes

Madonna’s feature film W.E. will not be screening as part of the Festival de Cannes in May, according to IMGlobal, the sales agent that is handling the film.
While the French newspaper Le Parisien/Aujourd’hui said on Thursday that the film would appear at the festival, the Madonna-directed movie, which is currently in post-production, it is not expected to be completed in time for Cannes and is instead aiming for a bow on the fall film circuit.
Madonna is expected to visit Berlin next month to host a private screening of select footage for foreign distributors attending the European Film Market.
W.E. stars Abbie Cornish and Oscar Isaac in parallel stories about the love affair between Wallis Simpson and King Edward VIII as well as one about a modern romance.
The official selection of films that will appear at Cannes won’t be announced by artistic director Thierry Fremaux until April.
Hollywood Reporter

George Michael ritorna con il suo Faith

(ANSA) - ROMA, 28 GEN - Faith, l'album di debutto da solista di George Michael, uscira' in una nuova versione masterizzata il prossimo 31 gennaio. Il disco uscira' in diversi formati compreso una Collector box set, Limited Edition.
Faith, uscito nel 1987, ha collocato subito Michael nell'olimpo degli artisti Pop della scena musicale di quegli anni, insieme a Elton John, Michael Jackson e Madonna. Faith e' stato il primo singolo di un artista bianco a raggiungere la prima posizione della chart americana R&B

Vincent Cassel, il Cigno nero

Vi ricordate Il fascino discreto della borghesia, di Luis Buñuel? In quel film Jean-Pierre Cassel, padre di Vincent, era Sénéchal, borghese incapace di trattenere il suo appetito sessuale. Seduta di fianco al figlio, per la presentazione di Cigno nero di Darren Aronofsky, ho modo di verificare l’ereditarietà di quei malandrini occhi blu. Si parla, per l’appunto, del film che ha inaugurato la Mostra di Venezia 2010. Cassel interpreta Thomas, tirannico coreografo che spinge al sacrificio e alla follia l’aspirante prima ballerina Nina (Natalie Port-man). A una tavolata sbavante di giornaliste, Cassel si offre di parlare in italiano. Anzi, «un misto di inglese, italiano e francese, va bene?».
Nel film il tuo personaggio dice che la perfezione non è sexy. Sei d’accordo?
«Sì, quand’ero più giovane mi piacevano le donne con gli occhi storti o con l’apparecchio ai denti. La perfezione è un’idea, non esiste davvero; sono le cose imperfette a fare la differenza».
Ti sei ispirato a qualche coreografo per il tuo ruolo?
«Prima di tutto a Balanchine. E poi a Michael Bennett, con cui mio padre ha lavorato quando era giovane. Ha diretto AChorus Line, Dreamgirls, Ballroom. Era un amico di famiglia, credo di aver visto il suo A Chorus Line 45 volte, perché mio padre interpretava il ruolo del produttore inglese. Micheal era Thomas, l’unica differenza è che era gay. E fu uno dei primi a morire di Aids, negli anni ’80. Un professionista bravissimo, molto duro coi ballerini, ma solo perché la danza era tutto ciò che aveva nella vita. Forse è questo il motivo per cui è difficile trovare perfezioniste donne, specialmente se sono madri. Quando hai un figlio, devi scordarti il resto. Ecco perché noi uomini siamo così attaccati al nostro lavoro: è l’unico modo per realizzarci».
Il tuo personaggio nel film è un maestro molto pressante. Tu come sei?
«Non mi sento così. Prima di tutto non credo di avere niente da insegnare a nessuno e poi tendo a reagire in maniera anche un po’ violenta quando le persone fanno pressione su di me. Molte persone hanno bisogno di una figura paterna che li sproni, io no. Ogni volta che mi sono ritrovato a lavorare con qualcuno che mi stava troppo col fiato sul collo, me ne sono allontanato».
Il mondo della danza da fuori sembra rosa, ma il film è quasi un horror…
«La danza è così dura, è terribile! Le ballerine sono bellissime, in scena, ma viste da vicino sono rovinate. I piedi sono storti, sanguinano sempre, hanno male alla schiena, le vene in rilievo. È una cosa così innaturale, ti rovina il corpo. Le mie figlie non faranno mai danza classica».
Quant’è colpevole Thomas di ciò che succede a Nina, al di là del rapporto che lei ha con la madre?
«Nina danza perché ha un problema: non il contrario. Quando leggo di attori che soffrono di dipendenze da droga o alcol, non credo che sia perché il loro è un lavoro duro, ma perché hanno un problema a prescindere. Per questo recitano, e poi lavorando in questo ambiente lo dimenticano...».
Che cosa pensi di una madre come quella del film (Barbara Hershey) che cerca di realizzarsi attraverso la figlia?
«Che è una cosa molto comune. Prima di tutto ti dico che mio padre non mi ha mai spinto a fare il suo lavoro. Anzi, ha cercato di evitarlo. È l’atteggiamento migliore, perché questo lavoro lo fai solo se sei molto motivato: può essere meraviglioso, ma se invece non va è tremendo. Perché vuol dire che vieni rifiutato per tutto ciò che sei: il tuo aspetto, il suono della tua voce... la gente ti dice “no”. E anche nel caso ti venga riconosciuta una qualità, devi mandar giù un sacco di merda prima che accada. Quindi, devi farlo per te stesso. Anche mia sorella fa l’attrice, e le dico sempre: “Stai sul palco, lavora, recita, perché più tempo passi a lavorare, meno ti potranno dire cosa devi fare”, e non ti importerà dei loro consigli, visto che ne saprai più di chiunque altro. Recitare è una cosa artigianale, come mettersi a fare le scarpe».
E tu che tipo di padre sei?
«Non credo che forzare le cose sia giusto. Mai. Ogni volta che lo fai, di qualsiasi cosa si tratti, fa male. Quindi non sarò mai così con le mie figlie. Specialmente in senso fisico: quando forzo troppo il mio corpo, sento dolore ovunque. La cultura giudaico-cristiana insegna che bisogna soffrire perché una cosa riesca bene. È una stronzata, ma ci ho messo 40 anni per capirlo».
Girerai un film con tua moglie (Monica Bellucci, ndr) a Rio. Come mai lì?
«Forse non sei mai stata a Rio, altrimenti capiresti... La storia ha luogo durante il Carnevale. Uno dei miei film preferiti è Orfeo negro, sono andato in Brasile per 20 anni, parlo meglio il portoghese che l’italiano. Nel 2009 ho anche girato un film lì, À deriva (di Heitor Dhalia): l’unico modo per restare lì per sei mesi era lavorarci. Questo film uscirà per il Carnevale del 2012: nel 2010 abbiamo cercato le location, fatto scuola di samba, poi gireremo».
RAFFAELLA GIANCRISTOFARO

ABC 2011 Oscar Promo With James Franco and Anne Hathaway

Muse all’HJF 2011? Forse il ritorno in Italia a giugno

Tramite la versione online del quotidiano, Il Corriere della Sera ha pubblicato un articolo in cui si sostiene che i Muse molto probabilmente, anzi quasi sicuramente, parteciperanno all’edizione 2011 dell’Heineken Jammin Festival, che ritorna quest’anno a Venezia e di cui noi di Concertionline.com stiamo seguendo quotidianamente tutti gli aggiornamenti.
Ancora non si hanno conferme ufficiali, ma sembra che la band abbia intenzione di programmare un tour europeo che comprenderà anche l’Italia, forse con più di una data, dopo il grande successo del concerto a Milano della scorsa estate. I Muse, tra i più importanti esponenti dell’alternative rock inglese, sono molto amati dal pubblico di tutto il mondo, ed i loro brani sono presenti nelle classifiche internazionali sin dal 2001.

Eugene hutz Caricature

E se ci fosse Madonna a Sanremo?

Certo, anche l’anno scorso si era detto che Madonna avrebbe potuto fare una comparsata al Festival di Sanremo: si era rivelato un trucchetto per far aumentare gli ascolti.
E se questa volta fosse vero? Infatti, Madonna sarà presente in veste di regista al Market del Festival di Berlino, fra il 10 e il 20 febbraio, per presentare il suo nuovo film: una storia commovente che narra della storia del duca di Windsor il quale, innamoratosi di una donna che non aveva origini aristocratiche e per giunta era divorziata abdicò al trono del Regno Unito.
E se Madonna decidesse di fare una piccola discesa in Liguria? Niente di ufficiale, però, al momento.

LE PRIME FOTO DEI PRESENTATORI DELL’OSCAR

Ecco le prime foto ufficiale di James Franco e Anne Hathaway, che presenteranno i prossimi Oscar il 27 febbraio, dando allo show una ventata di novità.
James Franco sarà sia presentatore che candidato, ma non è la prima volta, addirittura David Niven vinse l’oscar proprio in un’occasione in cui era ospite dello show.
In anni passati, l’Oscar ha spesso avuto molti diversi presentatori in una stessa serata: certo si ricordano più volentieri le serate condotte da Bob Hope, Johnny Carson e Billy Crystal, mattatori istrionici e navigati comedian.
James Franco lo conosciamo poco in questa veste, ma Anne Hathaway accompagnò in un memorabile duetto Hugh Jackman un paio d’anni fa, mostrando ironia e versatilità.

Material Girl: Madonna e Lourdes scelgono Kelly Osburne come testimonial

Dopo Taylor Momsen, star di Gossip Girl, tocca a Kelly Osburne il titolo di ambasciatrice/testimonial del brand Material Girl.
E’ su di lei, fanno sapere da oltreoceano, che è ricaduta la scelta delle menti creative del marchio: la popstar Madonna e la figlia adolescente Lourdes Leon. Del resto, Kelly ha animo rock da vendere, soprattutto se si considera che il padre Ozzy Osbourne, è il capostipite del genere musicale dell’Heavy metal e leader dei Black Sabbath.
Ancora mistero sulla linea e sulla campagna promozionale, i cui dettagli devono ancora essere definiti.
Noi attendiamo fameliche di nueve indiscrezioni.

Amy Winehouse torna in azione in Europa

Amy Winehouse, esibitasi poco più di due settimane fa in Brasile dopo una lunga assenza dal circuito live, ha confermato la sua prima data europea del 2011. La tribolata cantante londinese, i cui primi testi alla fine dello scorso dicembre sono stati rinvenuti nella spazzatura in una strada nella parte settentrionale della capitale britannica, si esibirà presso il festival spagnolo BBK Live che si terrà a Bilbao all'inizio del prossimo luglio. Tra gli altri artisti che prenderanno parte alla kermesse sono da annoverare Black Crowes, Chemical Brothers e, da poco confermati, Coldplay. La sesta edizione di BBK Live è in programma a Kobetamendi, a quindici minuti a piedi dal centro di Bilbao. Nel 2010 hanno calcato le assi del festival Paul Weller, Pearl Jam ed Alice In Chains.

Oscar 2011: Cher delusa, Trent Reznor entusiasta

In seguito alla pubblicazione della lista inerente le nomination agli Oscar 2011, Cher pare essere una delle più avvilite. L’attrice e cantante, dopo aver visto trionfare ai Golden Globes “Burlesque” - canzone abbinata all’omonimo film, scritta da Diane Warren, e da lei interpretata -, ha constatato con sua grande delusione che la stessa traccia è stata completamente ignorata dall’Academy. E non è stata una svista. Attraverso Twitter, Cher ha espresso tutta la sua indignazione. “Burlesque”, con Christina Aguilera, Cher, Eric Dane, Stanley Tucci, uscirà in Italia il prossimo 11 febbraio e per l’Academy è come se il film non fosse mai stato girato.
Rimanendo in ambito musicale, per la migliore colonna sonora originale è stato nominato Trent Reznor. Il leader dei Nine Inch Nails si è occupato, con risultati invidiabili, della soundtrack di “The Social Network”, il film dedicato alla nascita di Facebook che in totale ha ricevuto otto nomination. Il musicista ha dichiarato che quasi si perdeva l’annuncio in TV, dato che pochi istanti prima il suo apparecchio domestico non aveva trasmesso le immagini a causa di un improvviso black out. Reznor ha sottolineato di essere orgoglioso del lavoro fatto per “The Social Network”.
Gli Oscar 2011 saranno assegnati domenica 27 febbraio. La cerimonia verrà presentata dagli attori James Franco e Anne Hathaway.
Di seguito la lista dei film nominati per la migliore colonna sonora originale:
“Dragon Trainer”
“Inception”
“Il discorso del re”
“127 ore”
“The Social Network”
Mauro Baldan

Lovelace: James Franco e Kate Hudson in un (altro) biopic sulla star di Gola Profonda

Che sia decisamente sulla cresta dell’onda è ormai chiaro a tutti: sarà anche il presentatore della prossima edizione degli Oscar il 27 febbraio assieme ad Anne Hathaway, ed è pure nominato come Miglior attore protagonista per la sua notevole prova in 127 ore di Danny Boyle. E le novità per James Franco non finiscono certo qui, compreso il suo (doppio) ritorno alla regia.
Il giovane attore potrebbe infatti interpretare Chuck Traynor, ovvero il marito e il manager di Linda Lovelace, la star di Gola Profonda. La regia di Lovelace sarebbe del duo Rob Epstein e Jeffrey Friedman, celebri documentaristi (tra gli altri, il mai troppo ricordato The Times of Harvey Milk) e registi dell’interessante e affascinante Urlo, in cui Franco interpretava Allen Ginsberg.
Tratto da The Complete Linda Lovelace, scritto da di Eric Danville, il film sarà scritto da William Merritt Johnson e ci narrerà del rapporto turbolento tra la Lovelace, che potrebbe essere interpretata da Kate Hudson, e Traynor, accusato di aver spesso picchiato la moglie e di averla costretta a prostituirsi. Ovviamente il biopic non ha nulla a che vedere con Inferno, progetto che da tempo si sta sviluppando sempre sulla stessa storia. Ma negli States ci hanno spesso abituato a biopic diversi sulla stessa figura: ricordate cosa accadde con Truman Capote?

Madonna discusses the future of Raising Malawi

Madonna, whose Raising Malawi charity has made substantial inroads helping over a million children orphaned from the AIDS epidemic in that African nation, is stepping up the pace considerably on all fronts – especially in regard to her plans for building the Raising Malawi Academy for Girls.
Madonna issued the following statement this morning to the Huffington Post
"I remain deeply committed and am more passionate than ever about helping the children of Malawi - especially the girls. In a country where only 33% of Malawian girls attend secondary school, I realize that the plans we had in place for the Raising Malawi Academy for Girls simply would not serve enough children. My original vision is now on a much bigger scale. I want to reach thousands not hundreds of girls. I want to do more and I want to do it better. While I am grateful to all the people who have given me guidance and support up until now, we are in the process of implementing several changes and additions to the management of Raising Malawi in both the US and Malawi. I am also working with Trevor Neilson and his team at Global Philanthropy Group to shift the strategies that we had in place so that we can accomplish our goals with more efficiency as we continue to consult with our government partners in Malawi. This is a larger challenge than I thought, but I welcome it. We are focused on an approach which builds schools within communities across the country. We are currently determining the size, location, staffing and curriculum of the schools. I will continue to monitor the process of reaching these goals here and through my ongoing visits to Malawi."
Neilson, whose company Global Philanthropy Group advises some of the world's leading philanthropists, was positive about the shift in strategy. "Raising Malawi's new community-based approach will provide the opportunity for many more girls to receive a quality education. We are focused on ensuring the most efficient implementation of this new strategy in collaboration with Raising Malawi's partners on the ground." Neilson also noted the many achievements of Raising Malawi including the construction of a model orphan care center in partnership with Malawi's largest community-based organization as well as assistance to thousands of HIV+ children and caregivers through life saving medical treatments and daily nutritious meals and nutrition supplements. Additional programming has also provided thousands of children and caregivers in the south of the country with access to clean water through the implementation of piped safe water and the construction of new boreholes.

Tutte le donne di Michel Gondry

In tempi in cui non era ancora divenuta celebre come attrice – e molto prima che lui debuttasse nel cinema in lungo – Björk affidava a Michel Gondry la regia del video di "Human Behaviour" con il quale la cantante islandese e il regista francese siglavano una partnership di intesa che avrebbe rappresentato il punto di svolta nella carriera di Gondry. Tuttavia si tratterà di uno scambio equo. Grazie al genio visionario di Versailles e al suo modo di guardare al mondo come se fosse un enorme kindergarten, Björk stregava il pubblico di Mtv con le sue storie fantastiche viste attraverso la lente di Gondry. In seguito, in soli due anni (1995-1997) la coppia avrebbe messo in scena altri cinque video ("Army of Me", "Isobel", "Hyper-Ballad", "Bachelorette" e "Jóga"), ma sarebbe trascorso un decennio prima che si riunisse nuovamente nel 2007 per "Declare Independence", il terzo singolo estratto dal sesto disco della cantante intitolato "Volta". Di Björk, Angus Andrew dei Liars ha detto: "La gente pensa che faccia cose stranissime, al limite della pazzia, mentre credo che potrebbe fare cose ancora più folli; quello che poi decide di pubblicare probabilmente è la roba più normale di cui sia capace". Di Michel Gondry, Terry Gilliam ha detto: "Lo trovo molto interessante, visualmente parlando è fantastico, ma penso che non sia capace di raccontare le storie in maniera chiara. L'arte del sogno aveva dei momenti bellissimi, ma era troppo confusionario". Noi pensiamo che insieme, Björk e Michel Gondry, abbiano realizzato piccole opere d'arte sperimentando tra i generi, ora proponendo oscure favole dei boschi ("Human Behaviour") ora melodrammi noir ("Bachelorette"), ora documentari naturalistici ("Jóga",) ora sci-fi di guerra ("Declare Independence").
If you ever get close to a human and human behaviour be ready to get confused
"Se mai ti troverai vicino a un umano e al comportamento umano preparati a confonderti", così cantava Björk nella canzone che avrebbe iniziato la sua lunga collaborazione con Michel Gondry. E di comportamento, o natura umana si parla nel film con il quale il regista francese fa il suo esordio sul grande schermo. Human Nature riprende e riarrangia alcune sequenze del videoclip di Björk in "Una combinazione di candore e realismo che nasce dall'intreccio tra le personalità di chi l'ha scritto, diretto e recitato", come ha commentato Gondry ammettendo di essere "Un tipo naïve e allo stesso tempo perverso". Patricia Arquette, che desiderava lavorare con Gondry da quando aveva visto i suoi videoclip ("Avevo persino chiesto al mio agente di contattarlo ma nessuno sapeva chi fosse") è l'attrice scelta da Gondry per interpretare il personaggio femminile. Lila è una donna affetta da un raro squilibrio ormonale, causa di una considerevole crescita di peli su tutto il corpo, che a un certo punto della sua vita decide di scappare dalla città (la vita, la natura, gli animali) salvo poi tornare alla civiltà una decina di anni più tardi spinta dal desiderio di accoppiarsi.
L'eterno raggio di sole di una mente pura
Tre anni dopo il suo debutto sul grande schermo, il regista di Versailles si riunisce nuovamente a Charlie Kaufman per dare vita a un'opera originale, dal retrogusto dolce-amaro. È la storia di Joel e Clementine (Jim Carrey e Kate Winslet), ex innamorati che decidono di ricorrere alla cancellazione della memoria per evitare di soffrire le pene d'amore. La Winslet è perfetta negli abiti grunge e con i capelli colorati di Clementine e Gondry le regala uno dei suoi ruoli più belli (prima di Tula e April Wheeler) consegnando al cinema una dannata storia d'amore da dimenticare. Le donne di Gondry, come Björk, Kate Winslet e Charlotte Gainsbourg – che il regista avrebbe diretto nel 2006 in L'arte del sogno – sono donne di carattere, forti, indipendenti. La cantante/attrice islandese per natura, la Winslet, la Gainsbourg e la Arquette per copione. Stessa cosa vale per Mia Farrow (guest star del bellissimo Be Kind Rewind) e Cameron Diaz (Lenore Case nel nuovo The Green Hornet) che nonostante facciano poco più di un cameo per Gondry, s'incaricano di portare avanti la tradizione dell'autore francese innescando idee di cinema (o piani da supereroi) nella mente di uomini o risolvendo per loro questioni criminologiche.

James Franco: conduttore degli Oscar 2011... nominato!

Quando James Franco e Anne Hathaway sono stati annunciati come conduttori dell'83esima edizione degli Academy Awards, in molti (noi compresi) si sono chiesti se questo avrebbe significato qualcosa riguardo alle possibilità che James Franco venisse nominato come migliore attore per la sua performance in 127 Ore, che da mesi si dava per scontata.
Con l'annuncio di oggi, Franco ha ottenuto la sua nomination, e a questo punto la corsa agli Oscar si farà molto più pepata (fanno già discutere alcune sue dichiarazioni al Sundance a favore di 127 Ore contro The Social Network), perché la competizione nella categoria del premio come miglior attore è tra le più accese.
Detto questo, non è la prima volta che un conduttore degli Oscar ottiene una nomination: è capitato altre sette volte, e in alcuni casi il conduttore ha anche vinto l'ambita stautetta. Casi celebri sono quelli del 1958, quando David Niven fu nominato (e vinse) come miglior attore in Tavole Separate, oppure del 1972, quando Walter Matthau fu nominato per Kotch. L'anno dopo, Michael Caine presentava la 45esima edizione e venne nominato come miglior attore per Gli Insospettabili (Sleuth).
Quest'anno Franco dovrà vedersela con attori come Javier Bardem, Jeff Bridges, Jesse Eisenberg e Colin Firth: tutti hanno buone possibilità di vincere la statuetta, anche se il favorito sembra essere Colin Firth per Il Discorso del Re.
Potete leggere la lista completa delle nomination in questa pagina
I premi verranno assegnati domenica 27 febbraio con una cerimonia condotta da James Franco e Anne Hathaway.

Duffy con il nuovo singolo My Boy

My Boy è il nuovo singolo di Duffy, cantautrice gallese che si è fatta conoscere al grande pubblico con Well Well Well, singolo di successo e primo singolo ad essere estratto dall’album Endlessly, uscito lo scorso novembre.
Aimee Anne Duffy, è nata a Bangor nel 1984 ed ha iniziato a cantare sin da giovanissima. Nel 2003 ha partecipato all’edizione gallese di X-Factor (dal nome Wawffactor) dove, facendosi notare per il suo stile e la sua voce particolare, si è classificata seconda.
Per lei è fondamentale il 2004 dove incontra Jeanette Lee, manager musicale e coproprietaria dell’etichetta Rough Trade Records, e pubblica il suo primo Ep Aimée Duffy che raggiunge il secondo posto della classifica in Galles.
I primi veri risultati significativi arrivano nel 2008 con l’album Rockferry, anticipato dal singolo che dà il nome al disco e da Mercy, per un successo che raggiunge il milione e mezzo di copie e vince come Miglior Album Pop ai Grammy Awards nel 2009.