Madonna contro Roma pigrona La burocrazia ferma anche lei

E più di Madonna poté l'ispettore della sicurezza antinfortunistica. Cui il collega, partito per le ferie, non ha passato le consegne. O l'impiegato del Campidoglio indaffarato a frugare nei cassetti, nella vana ricerca del timbro giusto da apporre sotto alla richiesta dell'ennesimo permesso.
Paradossi, certo.
Ma, in altre parole, più dell'incontenibile, ingovernabile e vulcanica Louise Veronica Ciccone, alias Madonna, appunto, poté la burocrazia romana appesantita dall'altrettanto incontenibile burocrazia italiana. E così la pop star aspetta. E spera. Aspetta e spera di aprire a Roma la sua tanto chiacchierata e più volte pubblicizzata avveniristica palestra che, al momento in cui scriviamo queste righe, registra «solo» un ulteriore ritardo di cento giorni sulla seconda prevista inaugurazione, annunciata per il 26 maggio scorso. Già, seconda, perché in realtà i giorni di ritardo sarebbero già quasi 200 se si considera che sul sito dell' hardcandyfitness era apparso, a suo tempo, uno splendido count down che, il 14 Febbraio, annunciava 100 giorni all'apertura. Ma poi, giorno dopo giorno, ritardo dopo ritardo, quel countdown è stato tolto, diciamo per pudore.
E così per rendersi conto di persona di quanto sta accadendo, o meglio, non sta accadendo, Madonna è piombata lunedì nella capitale con un volo atterrato a Ciampino e proveniente da Nizza, dove aveva appena festeggiato, con grande spolvero, i suoi primi 55 anni. Il suo arrivo non è ovviamente sfuggito a fans più o meno palestrati o palestrabili, grazie anche al tam tam, diffuso dai social network, che ha portato una nutrita folla di curiosi a campeggiare da due giorni davanti al luogo dove prima o poi dovrebbe finalmente aprirsi il centro fitness di Lady Ciccone. Quei 1200 metri quadrati su tre piani di via Capo d'Africa, con sale, bar e spogliatoi ricavati nell'ex Teatro Colosseo (già chiuso nel 2008 per far spazio a 3D Rewind Rome).
A sentire altre campane la visita-lampo di Madonna avrebbe comunque colto di sorpresa lo staff romano dell'Hard Candy Fitness, ideato in partnership con la catena Dabliu, che fa capo ai fratelli Pambianchi, Ugo e Andrea, figli di Cesare, ex presidente Confcommercio, soci di Louise Veronica Ciccone nella nuova impresa. Per loro, italianissimi e quindi abituatissimi alla corsa ostacoli, cui un cittadino si deve sottoporre quando vuole aprire una qualsiasi attività nel nostro Paese, non ci sarebbe, nel caso specifico, alcun problema burocratico.
In buona sostanza, si tratterebbe solo ritardi dovuti a una precisa scelta del management della diva del Michigan, per permettere di raggiungere in maniera meticolosissima lo standard che la star pretende per i centri che portano la sua firma.
«Madonna è a Roma per visitare il suo nuovo Club HCF. Presentati alle 12.00 del 21 Agosto di fronte all'Hard Candy Fitness Colosseo, potrai avere l'occasione di accedere la sera stessa!», si legge in un post della fan page su Facebook. Probabilmente sarà un accesso virtuale visto e considerato che, se le cose continueranno a non procedere così, non è detto che basterà attendere i primi di settembre per entrare veramente nel centro fitness.
Scalpitano le prime signore (e signori) che hanno vinto la corsa alle prenotazioni dei primi abbonamenti e nel frattempo la lista degli iscritti alla palestra trendy che più trendy non si può, di Madonna si allunga di ora in ora e contempla tantissimi vip, ma anche semplici sportivi che vogliono sperimentare la filosofia Addicted to Sweat, cioè il programma di allenamento che la pop star svolge tutti i giorni. Già sarebbero cinquecento le persone iscritte. E i prezzi dell'abbonamento sono tutt'altro che abbordabili.
Intanto lei, burocrazia non burocrazia, si allena a vincere qualsiasi ostacolo.
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