Spotify all'attacco di Thom Yorke

Il fondatore del servizio di streaming, Daniel Ek, ha criticato il leader dei Radiohead
La battaglia dello streaming. Giorni difficili per Spotify e per il suo fondatore Daniel Ek che si è lanciato all'attacco dei nuovi rivali di Beats Music e del cantante e leader dei Radiohead, Thom York. A mettere in subbuglio i piani alti di Spotify è stata l'irruzione sul mercato di un competitor che si preannuncia piuttosto solido, la Beats Music, lanciata il 21 gennaio negli Stati Uniti e che ha a capo Dr Dre e di Trent Reznor dei Nine Inch Nails. Avversari piuttosto difficili che hanno costretto Spotify a rivedere alcune delle sue politiche, anche se Ek non sembra essere preoccupato: "Sicuramente si tratta di un nostro competitor, ma il mio modo di guardare a loro è sicuramente positivo, soprattutto se ci daranno una mano nel fare capire alle persone la validità dello streaming. Noi ci riteniamo un servizio social, non si può creare questo tipo di prodotto semplicemente promuovendo un brand".
Attacco a Yorke. Spotify oltre ai problemi nel raggiungere un numero crescente di utenti negli Stati Uniti deve anche difendersi dal numero crescente di critiche da parte di alcuni artisti. Come Thom Yorke, leader dei Radiohead, che ha accusato il servizio di non pagare abbastanza gli artisti. "Il nostro – ha replicato Ek - è probabilmente il più grande cambiamento che c'è stato da quando è nata la musica registrata ed è ovviamente soggetto a critiche. Il problema è che Yorke in questo momento confonde lo streaming con il download, che sono cose due cose che non possono essere comparate. Noi abbiamo molti meno utenti della Apple e di iTunes (24 milioni contro 500) ma in questo momento abbiamo un flusso di miliardi di canzoni".
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