Emi: la storia della discografia

EMI è una delle più importanti case discografiche esistenti al mondo. Ha prodotto produzioni musicali e diritti musicali per conto di artisti come i Coldplay, Vasco Rossi, Subsonica, Tiziano Ferro, Pink Floyd, Genesis, Beatles, Ben Harper e tanti altri.
Il brand EMI accorpa numerose etichette quali Capitol, Virgin, EMI Classics, Parlophone, Blue Note e tante altre. Queste etichette hanno creato artisti di caratura mondiale come quelli citati sopra.
EMI ( Electric and Musical Industries ) inizia a muovere i primi passi addirittura nel lontano 1887 con l’apertura della Gramophone Company di Londra e pochi mesi dopo vengono inaugurate nuove sedi a in Italia Francia e Germania e successivamente anche in Russia, Australia, Cina, Giappone, India ( fra il 1900 e il 1906 ). Attualmente la EMI Music opera in oltre 25 paesi del mondo.
Ma è nel 1889 che avviene un fatto che ne segnerà inevitabilmente la storia allorché dalla EMI viene acquistato il dipinto di Francis Barraud “La voce del padrone” nel quale viene ritratto un cagnolino mentre ascolta un grammofono. Grazie a questa immagine la Gramophone Company incomincia ad essere conosciuta come “His Master’s Voice” traduzione di “La voce del padrone”.
Contemporaneamente l’evoluzione delle tecniche di registrazione, avvenute dopo la prima guerra mondiale, introducono il concetto di “registrazione elettrica” al posto di “registrazione meccanica”.
La nascita ufficiale della EMI avviene nel 1931, dalla fusione di Columbia e Gramophone Company e nello stesso anno, per merito di un ingegnere della neonata EMI (tale Alan Blumlein), nasce la tecnica di registrazione stereo.
Nello stesso anno vengono inaugurati i mitici studi di registrazione di Abbey Road a Londra: era il 12 novembre quando Sir Edward Egar aprì ufficialmente i battenti degli studios. Da allora tutti i più grandi musicisti e tutte le rock band soentranoa far parte della scuderia londinese.
Il 1958 vede la registrazione e successivamente la distribuzione del primo disco stereo della storia. Si trattava di un lavoro di Cliff Richard.
Nel 1992 la EMI acquista la Virgin Music Group.
Alcuni dei più famosi artisti accasatisi alla EMI sono:

1967 Pink Floyd

1972 Queen

1976 Sex Pistols

1979 Iron Maiden

1981 Franco Battiato incide il primo album con la EMI che venderà in Italia più di 1.000.000 di copie. Il nome del disco è “La voce del padrone”

1989 Vasco Rossi

2000 Coldplay

2001 Tiziano Ferro

Subsonica

Katy Perry

La nascita ufficiale della EMI Italia avviene nel 1966 e la sede si trovava nella periferia milanese (Caronno Petrusella). Successivamente la EMI Italia si trasferisce nel centro di Milano, acquisendo la denominazione EMI Music Italy srl per trasformarsi, nel mese di maggio del 2013 , in EMI Records Italy srl.
Alcune considerazioni sono però doverose. La frammentazione e la continua acquisizione di società satellite ha senza dubbio creato confusione nel consumatore. Con il mercato che si frammenta è diventato difficile per il consumatore trovare la musica che vuole.
In passato c’erano solo pochi canali conosciuti per cercare e trovare musica, ad esempio la radio mainstream ed i programmi TV che promuovevano le nuove uscite.
La nascita di tanti modi diversi di ascoltare e comprare musica hanno lasciato il consumatore tradizionale confuso. Questa situazione ha certamente influito sul declino della EMI, anche se solo in parte. 
D’altronde la Emi Music non si è mai focalizzata sul crescente mercato digitale prima del 2004. Bisogna infatti ricordare che o già il 2003 fu l’anno in cui i servizi legalizzati iniziarono a diventare una realtà importante (si pensi al lancio della famossima piattaforma I-tunes Music Store).
Ancora nel 2007 la EMI non aveva nessuna alleanza strategica con i social network i quali erano già diventati un importante strumento di promozione per la musica (ndr - wikipedia) Inoltre il catalogo della EMI non aveva nessuna alleanza strategica con i social network che erano già diventati un importante strumento di promozione perla musica .E il catalogo della EMI non era ancora del tutto digitalizzato, (solo il 30% circa era disponibile in formato digitale).
La società è stata acquisita dal fondo di investimento privato Terra Firma il 22 marzo 2007 di cui è proprietario il britannico Guy Hands. La società è stata valutata 4,7 miliardi di dollari.
L'operazione si è rivelata fin dall'inizio difficile: la contrazione del mercato della musica, iniziata con il boom della musica digitale, è accelerata con la crisi, lasciando a Citigroup un debito da 3 miliardi di sterline di Emi e inasprendo i rapporti con Hands e la sua società Tierra Ferma.
Il finanziere ha fatto causa alla banca americana, accusandola di averlo ingannato durante la vendita. Hands puntava a rinegoziare l'accordo e a non perdere il controllo di Emi ma senza successo: in tribunale ha perso. La presa di controllo da parte di Citigroup, avvenuta il 1º febbraio 2011 ha comportato una riduzione del 65% del debito di Emi da 3,4 miliardi di sterline a 1,2 miliardi di sterline (ndr - wikipedia )
Tutto ciò a portato la EMI ad un declino che speriamo possa risolversi nel migliore dei modi. In ogni caso, al di là delle vicende giudiziarie e dei fallimenti, la EMI può senza alcun dubbio essere annoverata fra le più grandi etichette discografiche di sempre.
http://lavocedeltrentino.it/index.php/musica/musica-cultura-e-societa/10329-emi-la-storia-della-discografia
Posta un commento