Herb Ritts, non solo il fotografo delle icone degli Anni '80

Fino al 30 marzo l'Auditorium ospita la personale dell'artista che ha immortalato attrici, cantanti e modelle.
C'è ancora tempo fino al 30 marzo per visitare all'Auditorium la mostra personale Herb Ritts. In piena luce, dedicata al fotografo americano che ha immortalato le icone degli Anni 80 e 90. Oltre cento scatti, in larga parte ritratti di attori ed attrici, cantanti e modelle, di tutta una serie di personaggi che allora popolavano l'immaginario collettivo attraverso i film, le canzioni e le riviste. Alcuni di questi personaggi non hanno ancora smesso di calcare la scena.
Famose le sue fotografie di Madonna, che incontrò sul set del film Cercasi Susan disperatamente e con la quale strinse un rapporto d'amicizia e professionale. Ma in poco più di vent'anni fotografò tutti i più celebri volti dello spettacolo, da Michael Jackson a Tina Turner, da John Travolta a Tom Cruise, da Julia Roberts a Nicole Kidman e, unica italiana, Isabella Rossellini. Un album delle persone notevoli firmato da un artista per cui «il ritratto è qualcosa in cui senti una persona, la sua qualità interna, ciò che la rende speciale ed esattamente come è».
Herb Ritts posa il suo sguardo su ogni artista e ne rende il ritratto attraverso una carattestica dominante. Liz Taylor è sempre bella e curata, seppur anziana, ma la cicatrice, che si rivela sul cranio attraverso i capelli rasati corti, testimonia della malattia che l'ha colpita. Tom Cruise è un ragazzo bello e arrogante, che sorride dietro al gestaccio che fa con la mano. David Bowie è un zingaresco bulletto metropolitano, nonostante la sua fama di "duca bianco". Jack Nicolson è il joker e Denzel Washington un ragazzo vestito elegante, con le scarpe di cuoio un po' troppo grandi, indossate senza calzini. E Madonna? Madonna una Topolina trasgressiva, una diva giovane ed energica, fotografata anche in coppia con il marito Sean Penn, pure lui bello, giovane e "ribelle". Poi ci sono le modelle più famose delle riviste e della moda, a quei tempi indiscusse icone di bellezza e di glamour, come ad esempio Naomi Campbell.
Una seconda parte della mostra - non meno interessante - riguarda le fotografie artistiche di Ritts. Qui non ci sono personaggi famosi, qui ci sono corpi a tutto tondo, come scolpiti dalla luce stessa che li tocca e che ne rivela la bellezza, le curve e un sottile carnale erotismo. Spesso ne nasconde il volto o ne fa vedere solo una parte, l'esatto contrario dei ritratti. Sembra di guardare delle sculture di marmo e di bronzo e, forse, qualche secolo fa questa sarebbe stata la sua vocazione. A Herb Ritts non interessano il paesaggio, la natura, né tantomeno la città o la società in cui quei corpi vivono. Si tratta di uno strano rifiuto della società, da parte di un fotografo che ha lavorato per le riviste di moda, per la pubblicità, che ha realizzato video musicali. Un mondo pieno di oggetti e di vestiti, che secondo Ritts erano diventati più importanti della fotografia. Allora li toglie dalle sue opere artistiche non commerciali, utilizzando solamente i corpi dei modelli e dei materiali naturali, alla ricerca di maniera moderna di rappresentare il corpo umano. 
A conferma del suo legame con la scultura (per le foto artistiche) e con la pittura (per i ritratti), troviamo queste sue parole riportate nella mostra: «non ho fatto studi di storia dell'arte, ma ho studiato la pittura del Rinascimento, e la scultura, che mi aiuta a tradurre la bellezza di quel piccolo gesto che illumina l'insieme del corpo». Un classicismo che egli difende temperandolo con una misteriosa audacia.
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