Goldfrapp, il pipistrello biondo vola sull’abbazia

Notte eccezionale per i cultori del pop rock crepuscolare Sul palco dodici elementi Incursioni elettroniche e dark folk
Una notte che il pubblico di Sexto 'Nplugged non dimenticherà facilmente. Il pipistrello biondo Alison Goldfrapp la illumina con gli unici chiarori presenti sul palco: la sua voce, i suoi capelli biondi e la sua pelle diafana, pura porcellana bianca.
Il resto è volutamente scuro (come i neri vestiti di scena), le luci soffuse e l'atmosfera crepuscolare. E il tutto incanta e vince la sfida, nel sold out che infonde coraggio ai volontari della Pro Sesto - forse un pubblico così numeroso si era visto solo per Anna Calvi (2011) e per Of Monsters and Men (2013): in molti debbono restare al di fuori di una piazza Castello colma fino a quanto leggi e buon senso possano consentire - e che ripaga ampiamente ogni sforzo. Una serata dove elettronica, seduzione, morbidezza ed eleganza si sposano perfettamente con la regola aurea di Sexto 'Nplugged: concerti assolutamente unici!
I Goldfrapp (formazione nata dalla creatività di Will Gregory - tastiere e produzione - e dall'estro di Alison Goldfrapp), sei dischi all'attivo cambiando talvolta indirizzo musicale ed atmosfere, scelgono di dedicare tutta la prima parte della scaletta al nuovo album Tales of us: canzoni come Jo, Drew, Stranger, Alvar, Annabel e Clay, tutte con una sola breve parola nel titolo, prevalentemente nomi di persone con le loro storie.
Atmosfere sognanti, melodie suadenti, a tratti molto rarefatte, lente e rilassanti, con gli archi e gli arrangiamenti ben calibrati e la voce dolcissima... tutto al posto giusto.
Nessun riferimento medievale, gaelico o celtico, eppure viene in mente Enya, oltre - ovviamente - alla bionda irresistibile Debbie Harry. Sono stati necessari 13 anni, ma alla fine Alison e Gregory sono riusciti a dare un degno seguito a quel Felt Mountain, splendido debutto dream-pop, messo subito da parte dal duo che ha poi deciso di virare sull’easy listening.
La parte ufficiale del concerto (prima dei tre coinvolgenti bis: Utopia, Number 1 e Strict) si chiude ricordando le velleità da popstar di Alison, quando - forse inconsciamente - si sforzava di affermarsi come la nuova Kylie Minogue, sporcandosi le mani con l’electro-clash, la dance e il pop da classifica, che in realtà in classifica non c’è mai veramente arrivato: Ride a White Horse e Train si rivelano inferiori al nuovo progetto, troppo legate ad un banale electro-pop di stampo eighties.
Con Tales of us i Goldfrapp vanno invece in vetta, il loro oggi è un solido dream-pop vecchia maniera, lontano dall’abuso di affettazioni sintetiche nelle quali oggi pare di affogare.
Un concerto coerente, con un suo mood malinconico e introspettivo che ben si sposa con il viso innocente, la voce sensuale e le ampie maniche a pipistrello della bionda Alison.
Le lievi incursioni elettroniche sono talmente discrete che risultano perfettamente in linea con l'andamento dark-folk della magica notte friulana.
http://messaggeroveneto.gelocal.it/udine/cronaca/2014/07/12/news/goldfrapp-il-pipistrello-biondo-vola-sull-abbazia-1.9584680
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