James Franco e la storia di Gucci

Un divo anticonformista come James Franco era il produttore ideale per il film The director, lungometraggio di Christina Voros sulla storia e sul presente di Gucci, oggi capitanato dalla stilista italiana Frida Giannini. Sorridente e entusiasta il divo ha accompagnaro Frida e Christina sul red carpet prima di partire per il Festival di Venezia dove presenta il film The sound and the fury. Ad applaudirli uno stuolo di star italiane
Prima di arrivare a Venezia (dove presenta il suo nuovo film The sound and the fury), l'attore e regista James Franco ha fatto tappa a Roma in qualità di produttore del film The director, lungometraggio di Christina Voros sulla storia e sul presente di Gucci, oggi capitanato dalla stilista italiana Frida Giannini (sarà nelle sale dall'8 al 10 settembre).
Ad accogliere il divo americano, fenomeno anche sui Social Network (il suo profilo Instagram @jamesfrancotv ha quasi 3 milioni di follower ed è uno dei più controversi e interessanti da seguire), è arrivato il quartier generale di Gucci al completo più uno stuolo di attori e cantanti italiani tra cui è spiccata, per simpatia e ironia, una Laura Pausini in piena forma reduce dall'affaire (con tanto di hashtag) #yolatengocomotodas.
Il documentario The director si inserisce in uno dei filoni più cavalcati e interessanti della moda di oggi: il racconto di sé quasi sotto forma di reality, narrazione lanciata da film come "The September Issue" e da grandi successi di pubblico come "Valentino - The Last Emperor". Lo scopo e insieme il merito di queste operazioni è duplice: da una parte mostra ad appassionati e non la vera realtà del fashion system, ovvero quella di un sistema duro e dai ritmi infernali, lontano anni luce dagli stereotipi di party, modelle e capricci da divi; dall'altra funziona come uno spot con una capacità di fascinazione e di malia molto superiori a una campagna pubblicitaria tradizionale.
The director, così, diventa convincente proprio quanto si stacca dalla pura narrazione di sfilate, preparativi di collezione e incidenti di percorso quando si sofferma ad analizzare, senza problemi di censure, il carattere ferreo ma anche pieno di ironia della sua sfilata, Frida Giannini, delle persone a lei care (molto bello il racconto del padre sull'infanzia della designer) e dei suoi collaboratori (il dietro le quinte di manodopera e creatività che viene sempre celato).
"Ho iniziato a lavorare come modello e testimonial di Gucci" racconta a D.it James Franco, "ma presto ho capito che non mi interessava restare solo un volto per la maison italiana. Da subito, sono entrato in empatia con Frida Giannini. E penso sia stato reciproco. Abbiamo così iniziato a discutere sulla possibilità di un film su Gucci e sul suo lavoro. In precedenza, ho già trattato la creatività di una persona come soggetto di uno script: è un processo che mi interessa e che mi affascina. Qui, poi, la protagonista è una donna, forte e meticolosa, alle prese con un gigante com'è questa azienda".
"Abbiamo condensato 18 mesi di riprese in un'ora e venti di documentario", gli fa eco la regista Christina Voros, "è stato ovviamente difficile e molto affascinate. Ma non è niente rispetto al lavoro che abbiamo filmato: la moda, infatti, ha un compito più arduo, ovvero condensare 6 mesi di ricerca, prototipi, lavorazioni e preparazioni in 6 minuti di show. Penso sia un'impresa simbolica da ammirare e studiare con attenzione".
The director, prima nelle sale e poi in vendita nel canale di Feltrinelli Cinema, trova la sua peculiarità proprio in questo: nel raccontare il lavoro e l'eccellenza di un sistema, ovvero quello legato alla moda italiana e alla sua industria, che continua a essere un modello e uno spunto di ammirazione per tutto il mondo.

http://d.repubblica.it/moda/2014/09/04/foto/film_the_director_gucci_roma_james_franco_frida_giannini-2273090/1/
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