Sfogo Bjork: “Nella musica troppa disparità tra uomini e donne”

In un’intervista a Pitchfork la delusione della cantante oggetto di discriminazioni ed inesattezze da parte dell’opinione pubblica
La cantautrice nordeuropea che ha trasformato il folklore islandese in animismo musicale, lascia da parte i sussurri, che tanto hanno caratterizzato il proprio stile musicale e alza la voce contro il sessismo che domina l’industria discografica.
L’occasione per parlare del rapporto complicato tra opinione pubblica e riconoscimento del talento femminile come autonomo rispetto a quello maschile, arriva durante il tour promozionale dell’ultimo album Vulnicura. Un disco caratterizzato da un filo narrativo e intimo che racconta la fine del rapporto con Matthew Barney, per anni partner di vita e musicale dell’artista europea. Complice forse l’importanza di Vulnicura, Bjork ha voluto rispondere, durante un’intervista realizzata dal noto magazine Pitchfork, al mormorio dei media che sta da più parti erroneamente attribuendo la produzione del disco al solo musicista Arca, invece che alla collaborazione di entrambi gli artisti. Un’anomalia, che secondo l’artista sottolineerebbe ancora una volta come l’atteggiamento generale dell’industria musicale, tenda ad attribuire maggiore valore alla professionalità maschile aldilà di ogni evidenza. 
“Prendiamo per esempio Kanye West (il producer Arca che ha collaborato a Vulnicura ha spesso lavorato con il rapper americano ndr), - si sfoga Bjork – e non voglio criticarlo in assoluto ma solo mostrare la differenza nell’atteggiamento nei suoi confronti, con l’ultimo album che ha fatto ha preso tutti i migliori beatmakers e li ha fatti lavorare per lui. Per molta parte del tempo addirittura non è stato nemmeno presente alla realizzazione del disco. Eppure nessuno si è nemmeno lontanamente sognato di metterne in discussione la paternità artistica. Ora, e dico questa cosa perché penso che possa essere utile alle donne, quando ho realizzato l’80% dei beat usati per Vespertine (uno degli album del passato ndr), e il duo dei Matmos ha aggiunto solo alla fine il suono delle percussioni, ovunque si è parlato di loro come se avessero lavorato all’intero album. Drew, che è un caro amico, ha cercato di correggere questa convinzione durante ogni intervista che ha fatto, ma mi ha raccontato che nemmeno è stato ascoltato. É davvero strano”.
E Bjork ha poi aggiunto: “So che vincerò sulla lunga distanza ma voglio essere parte del cambiamento culturale. Voglio aiutare le giovani donne, oggi ventenni e dire loro che non si immaginano le cose. É dura essere donna. Per gli uomini è sufficiente che dicano le cose una volta sola. Noi per farci ascoltare dobbiamo pronunciarla per almeno cinque.”.
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