Rebel Heart: Il nuovo capolavoro di Madonna, ecco perchè...

Madonna torna al suo meglio, Rebel Heart ha una mirabile facilità e morbidezza che è stata da lungo assente, qualità che era carente dai tempi del suo ultimo capolavoro, Confessions On A Dancefloor. Nel disco ci sono virtuosismi che emergono bene comunque da un lavoro molto elaborato. La divertente, creativa, scandalosa Madonna che abbiamo conosciuto è ancora qui, scopre spesso più di una nota sperimentale. L'album è lungo (nella sua versione integrale, superdeluxe, 25 brani) perché è essenzialmente composto da due album separati, uno è malinconico e denso di riflessioni su storie d'amore fallite, presagi di insicurezza ed esistenzialismo, l'altro ha un linguaggio sfacciato e lancia continue sfide, con produzioni di ispirazione EDM, spesso ad opera di Diplo e non c'è ovviamente alcun motivo per cui un album non possa contenerli entrambi, la tipica dualità di Madonna che è alla più piena potenza. Madonna spinge tutti ad un angolo e ce lo dice in maniera chiara e forte. E poi una linea di basso e alcuni elementi del sound ti trascinano a Madonnaland, dove l'introspezione e l'abbandono si impegnano in atti erotici di auto-realizzazione.
Si potrebbe quindi dire che è il suo miglior album dai tempi di Confessions On A Dancefloor (2005), Rebel Heart è per molti versi un lontano cugino di Ray Of Light, un disco insolitamente personale. Il tono cambia drammaticamente tra elettronica contemporanea, avventure pop e ballate lussureggianti.
E così Madonna ha mescolato il suo passato con il suo presente, riuscendo ad apparire umana e più grandiosa allo stesso tempo, regalandoci un nuovo gioiello pop. Lady Ciccone resta la sola vera sovrana del regno del pop, lo è da più di trent'anni, e lo sarà per molto, molto tempo ancora.
★★★★★★★★★
Jenda Sumon Mevur
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