Madonna, la ragazza più vincente della storia del pop

Dicono che la fessura tra gli incisivi superiori sia un segno di buona fortuna, e anche la spia di una travolgente sensualità. Quei due dentini aperti davanti, Madonna (non è nome d’arte: è registrato all’anagrafe) Veronica Louise Ciccone li porta da quand’era lattante, dimostrandosi formidabile testimonial della credenza popolare. Lei, per non lasciar fare tutto al destino, ha aggiunto ambizione, volontà e carattere.
Così, un giorno, si è guadagnata questo elogio: «È la donna più famosa del mondo, la personalità più forte degli ultimi vent’anni. È un’artista, una creativa, una donna d’affari, una madre, una moglie. Una che fin da piccola aveva un progetto forte: costruire il futuro». Lo ha scritto, nel 2000, il giornalista inglese Andrew Morton, che è stato il primo di coloro che, alla regina del pop, hanno dedicato una biografia. Ma ci sono anche sassate: «La First Lady del pop ha avuto un tempismo invidiabile nel provocare e trasgredire. Chi la detesta l’accusa di avere ottenuto il successo con l’eccesso, ma di essere fondamentalmente un bluff». Quando il settimanale americano People registra queste critiche, confrontando Madonna con rivali vecchie e nuove (da Gwen Stefani a Lady Gaga), sono passati altri dieci anni: se era bluff, nessuno ancora l’ha smascherato.
Ma chi era ragazzina a metà degli anni Ottanta sa perfettamente che Madonna non è mai stata un bluff, e lo sanno anche i ragazzini di quel tempo, quando iniziava la sua leggenda e il look di Madonna (il primo dei mille che poi ha proposto, a cavallo di due secoli) dettava legge tra le teenager: era quasi impossibile corteggiare una coetanea che, anche soltanto per un dettaglio, dai guanti alla spilla da balia, non avesse a modello le idee della bad girl, la ragazzaccia, che cantava Like a Virgin e Material Girl e indossava reggiseni e guepiere a vista, scopriva l’ombelico e portava al collo catenine religiose.
I genitori inorridivano (come, nelle generazioni precedenti, erano inorriditi davanti ai fumetti e al rock’n roll), mentre Madonna conquistava il mondo con una personalità forse indefinibile, per la quantità di camaleontiche trasformazioni, ma così forte da giustificare l’affermazione che la popstar è stata una protagonista della storia dell’emancipazione femminile. Per lei, l’iscrizione tra le “ragazze vincenti” si deve non solo al titolo di uno dei suoi film, ma soprattutto alla ribellione totale contro il dominio maschile nella società. Madonna è un mito, ma anche una bandiera.
È nata nei sobborghi di Detroit, il 16 agosto 1958, e la sua vita è stata subito segnata dal destino. Non ha ancora sei anni, che l’adorata mamma Madonna Fortin muore di cancro. Le lascia nell’anima una ferita inguaribile: «I bambini pensano sempre di aver fatto qualcosa di sbagliato quando i  genitori spariscono», confesserà, molti anni dopo, la popstar. Papà Silvio, detto Tony, figlio di abruzzesi (di Pacentro) sbarcati in America agli inizi del Novecento, peggiora le cose risposandosi: ingegnere impiegato nell’industria dell’auto, prima alla General Motors poi alla Chrysler, lo fa per necessità. Mamma Madonna l’ha lasciato con sei figli.
Per Madonna jr questo significa soltanto che c’è una matrigna in famiglia. Per lei diventa un assillo straziante il confronto tra la vita del giorno e i sogni della notte, spesso visitati dalla mamma. Le biografie malevole dicono che le pesasse dover fare la “donnina” quand’era ancora bambina, sbrogliandosela tra piatti da lavare e pannolini da cambiare (dei fratellini, tutti più piccoli di lei: ne sono arrivati altri due, col secondo matrimonio di papà). In realtà Joan, la seconda moglie, ci metteva tanta buona volontà, per farsi accettare, anche responsabilizzando la piccola Madonna. Ma lei, sino all’adolescenza, non vorrà mai uscire dal rifugio dei sogni, che col tempo si intrecciano con i desideri di notorietà, come contravveleno al senso di solitudine che non la abbandona, anzi si rafforza per lo scarso feeling con i ragazzi: Madonna è appassionata di danza e musica classica e questo basta, ai coetanei, per catalogarla come stramba.
Lei accentua quella stramberia con piccole scelte anticonformiste: rifiuta di truccarsi per sembrare più carina, e, proprio quando tutte le ragazze cominciavano a praticare la depilazione, lei non si toglieva neanche un pelo superfluo. «Sapevo che queste cose mi rendevano ancora più diversa», ha raccontato, «E così coltivavo il mio senso di superiorità». Resiste fino all’iscrizione all’università, studia per un anno (guadagna i primi soldi lavorando in un bar e in una gelateria) poi, nella tarda estate del 1978, scappa a New York (con 35 dollari in tasca, dice la leggenda). È l’inizio della sua epopea, scandito da momenti comici e drammatici.
Tra le situazioni comiche c’è l’improvvisata di papà Tony a casa sua, in un quartiere malfamato della città, atterrito dagli scarafaggi nel corridoio e dai senzatetto ubriachi nell’atrio del condominio. Lui voleva farla tornare tra le comodità e le sicurezze del Michigan, ma, per fortuna, non riuscì a convincerla. Tra le esperienze drammatiche c’è anche la scuola del ballerino Christopher Flynn, suo primo maestro di danza. La sottopose a un tirocinio durissimo che prevedeva anche una disciplina vicina alla tortura: per assicurarsi che l’allieva tenesse ben alta la testa mentre ballava le incastrava una matita appuntita tra il mento e la base della gola. Ma al congedo dalla scuola, le disse che era brava e bellissima, anzi speciale. «Non me l’aveva mai detto nessuno» commenterà anni dopo Madonna «E se devo dire la verità, pur nella mia presunzione, non me l’ero mai detto neppure io: ma capii che Flynn si riferiva a una bellezza non convenzionale». Ma non sono i passi di danza che le aprono la strada del successo: è la voce, potente e inconfondibile. Nell’estate del 1979, Madonna ha anche imparato a suonare bene la chitarra e si esibisce, con una piccola band, prima nelle strade di Manhattan poi nei locali underground, frequentati da attenti talent scout e da tipi come Andy Warhol e Truman Capote.
Il fenomeno Madonna, ragazza quanto mai vistosa nell’abbigliamento e capace di inserire, a sorpresa, un assordante rutto tra le parole d’una canzone solo per essere a ogni costo al centro dell’attenzione, esplode nel 1982. All’uscita del suo primo disco, un anonimo recensore del settimanale Time sentenzia: «Madonna sparirà dalla circolazione nel giro di sei mesi». E nel 1985 lei dice per la prima volta una frase che da trent’anni non ha più smesso di ripetere: «Quanto durerò? Sinceramente, non ci penso. Mi limito ad andare avanti». In realtà sta già ponendo le basi del suo impero economico, e, nel privato, vive avidamente, e con spasmodica intensità, ogni momento dell’esistenza.
Dopo il primo amore dell’adolescenza, Mark Dolengowski, ragazzo di Detroit che l’aveva sostenuta anche nelle sue ambizioni artistiche, Madonna incontra, nel 1985, la grande, folle passione: è Sean Penn, giovanotto di cattivo carattere e pessima reputazione, che le fa letteralmente impazzire i sensi, anche perché induce l’innamorata a rivelare, senza pudore, il proprio oscuro e seducente lato sadomaso. Lo stesso anno, il 16 agosto, diventano moglie e marito a Malibu, con una cerimonia che è entrata negli annali della stampa scandalistica. Non per maliziosa strategia promozionale, ma proprio perché Sean odiava sinceramente il gossip e la giovane Madonna ne diffidava, ora e sede precisa matrimonio erano state tenute segrete e anche il celebre ristorante Spago, che forniva il catering, ignorava l’indirizzo del party nuziale.
Risultato: un esercito di paparazzi sul terreno e squadre d’assalto fotografico sugli elicotteri per perlustrare il territorio, finché, anche grazie a una soffiata, viene localizzata la casa sulla scogliera dove sono riuniti gli sposi e gli invitati. Respinti gli “attacchi” da terra, Sean provvede a modo suo a contrastare quelli dal cielo: prima scrive sulla sabbia un gigantesco «Fuck» poi con una calibro 45 si esibisce in una sparatoria di sbarramento. Forse il loro divorzio è cominciato in quel momento, perché Madonna gli gridava, invano, di smetterla. E più che da quella difesa della privacy, decisamente esagerata, era esasperata d’essere disobbedita.
Restano insieme un paio d’anni, uniti dal desiderio (e dalla mai dimenticata fantasia sessuale di lui). Il National Enquirer, uno dei giornali pettegoli che avevano partecipato all’assedio di Malibu, fa in tempo a divulgare una piccante leggenda: Sean Penn, una volta, ha legato la moglie a una sedia e dopo un’infinità di stuzzicanti preliminari è uscito, lasciandola lì, in attesa, e facendole desiderare il ritorno sino allo sfinimento.
Sarà un’invenzione ma l’idea che l’amore fisico sia bello anche perché è torturante si ritrova poi in Sex, l’audacissimo libro fotografico con la popstar protagonista del testo e delle immagini, che Madonna ha realizzato nel 1992. E in ogni caso, anche quando la sua vita sentimentale sarà diventata un uragano di brevi incontri, lei confermerà sempre: «Sean è stato il vero grande amore della mia vita», nonostante l’impossibilità della convivenza a causa del suo amore per l’alcol e la propensione al tradimento. La donna che sin da piccola sognava non di cambiare il mondo ma, più saggiamente, di dominarlo, non poteva farsi sopraffare dai suoi stessi sensi: intraprendente in privato (quando Antonio Banderas arriverà a Hollywood confesserà, senza complessi, d’aver voluto portarselo a letto, e d’aver fallito), in pubblico ha sempre esercitato un autocontrollo di ghiaccio. Lo sperimenta anche il modello e personal trainer Carlos Leon, che a metà degli anni Novanta sembra aver messo un freno a alle giostre di Madonna.
Prima di lui ci sono stati amanti illustri: John John Kennedy e Warren Beatty. Il figlio del presidente ucciso a Dallas e di Jackie O era sinceramente stregato dalla carica sexy di Madonna (anche qui il National Enquirer riuscì a divulgare una leggenda: in uno dei loro primi incontri segreti, Madonna aveva accolto John John vestita solo di una fascia di domopak intorno ai fianchi e, a braccia aperte, gli aveva detto: «Ecco la tua cena»), però la mamma non aveva nessuna simpatia per la material girl e la love story non ebbe mai un futuro. In compenso, Madonna, che stava divorziando da Sean Penn, si era tolta la soddisfazione di ingelosire l’ex marito, che era farfallone ma gelosissimo, anche a scoppio ritardato. Con Warren Beatty, suo partner nel film Dick Tracy, Madonna si era tolta il capriccio di conquistare lo scapolo d’oro di Hollywood, fino a pensare di sposarlo. Ma in quel momento, gli inizi degli anni Novanta, lei era molto più celebre di lui, e Warren non voleva farle da spalla.
Dal 1994, per tre anni Carlos Leon è al fianco di Madonna, e nella notte del 14 ottobre 1996 diventa papà della loro Lourdes Maria. La notte di Natale Carlos e Madonna sono davanti a un avvocato: stanno perfezionando la tacita intesa che li aveva uniti. Se avessero messo al mondo un figlio, lui avrebbe dovuto rinunciare a ogni diritto di paternità. Madonna riconosce a Carlos una buonuscita di quasi due miliardi (un milione di euro al nostro cambio). Quando i giornali pubblicano la notizia, il singolare contratto rappresenta l’ennesimo scandalo di Madonna, e molti trovano cinico il suo comportamento.
In realtà lei applicava ancora una volta il primo dei suoi precetti: «Comando io, e non rifiuto nessuna responsabilità». Neppure quella della mamma single. In verità era tarlata dal dubbio che l’istruttore di ginnastica potesse sfruttare la situazione per vivere comodamente alla sua ombra. La vita ha dimostrato che la spietata lucidità dimostrata anche in quei momenti dà ragione a Madonna: Carlos, messo da parte, non ha poi tradito, negli affetti, il ruolo di padre e non è sparito dall’esistenza di Lourdes Maria.
E quindici anni dopo il primo matrimonio, Madonna concede un bis che non è più un combattimento con i paparazzi ma un’apoteosi di mondanità. Il nuovo signor Madonna (è il destino dei suoi compagni essere definiti così) è il regista scozzese Guy Ritchie, dieci anni più giovane. Si sposano in un castello, il 22 dicembre del 2000, avendo accanto il loro figlio Rocco, nato l’11 agosto e battezzato il giorno prima delle nozze. Stavolta i pettegolezzi si limitano a una mezza gaffe della reverenda Susan Brown, che li unisce in matrimonio. Per essere disinvolta, racconta: «Durante uno degli ultimi matrimoni che ho celebrato, l’abito della sposa ha preso fuoco».
In realtà l’unione di Guy e Madonna non sarà mai a rischio d’incendio: benché lei dichiari di esser pronta a fare tutto per il piacere del marito (a cominciare da sensuali massaggi) e ammetta: «Ho scoperto l’amore incondizionato. Prima di incontrare Guy non davo molto nelle relazioni. Ma sono cambiata completamente», lui  replica con battute come questa: «Abbracciare Madge è come stringere una cartilagine». Tra loro, il calore sessuale, è vicino allo zero e quando si gela del tutto, divorziano. Lui ci guadagna novanta milioni di dollari pronta cassa, la cifra più alta mai pagata, in un divorzio, da una donna.
Con questo nuovo, singolare record, la storia di Madonna è arrivata ai giorni nostri, e il diario delle sue giornate registra anche che, nel frattempo ai figli naturali ha dato due fratellini adottivi:  Mercy Chifundo e David Banda, bambini del Malawi. Secondo consuetudine, la loro accoglienza nella famiglia di Madonna ha suscitato le rituali polemiche, messe a tacere da Bono, capofila delle star dal volto umano: «Se tutti quelli che hanno i mezzi facessero come lei, il mondo sarebbe un posto migliore». Mentre Madonna, sempre in cima al mondo, può serenamente commentare: «Sono arrivata al punto in cui non m’importa se dicono falsità sul mio conto. Ho capito che se la tua gioia deriva da quello che gli altri pensano di te, hai perso in partenza». Invece lei è una perfetta ragazza vincente, e se non ci credete, conservate questo post e riapritelo fra un paio d’anni, quando Madonna sarà vicina ai 60. La regina del pop sarà ancora lei. Scommettiamo?
http://marilyn.corriere.it/2015/07/22/madonna-degli-scandali-stupiscici-ancora/?cmpid=SF020103COR
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