Madonna - Bedtime Stories (1995) "Genio della ricerca e della creatività musicale"



Uno degli atteggiamenti più diffusi nei confronti di Madonna, in questo nostro disgraziato paese, è l’espressione di sufficienza dei provinciali verso che le cose che non capiscono, che li infastidiscono per la loro stessa esistenza, visto che irritano le meschine abitudini e i luoghi comuni in cui solitamente si crogiola la loro presunta (molto presunta) concezione estetica.
Da ciò scaturiscono, nel nostro ignorante sistema mediatico fondato sul gossip, liquidatori giudizi pronunciati sulla base degli ordinari usurati moralistici schemi edificanti, secondo i quali Madonna sarebbe poco più che un fenomeno commerciale e una diva capricciosa.
E dunque gli unici italiani che l’apprezzano hanno meno di trent’anni e l’apprezzano solo perché si divertono da pazzi ad ascoltarla (il che è già moltissimo).


In realtà la signora Ciccone, da cinquanta anni (è nata infatti il 16 agosto 1958) in lotta permanente con quelle che lei chiama le sue “corte e grosse cosce italiane”, è un genio della ricerca e della creatività musicale e non solo musicale,
Come è riuscita, quasi solo con l’ostinazione della sua ferrea forza di volontà, a scolpirsi un corpo invidiabile, così ci ha regalato (con la stessa determinazione e uno sterminato talento) i frutti contemporanei della migliore eredità della pop art.
Poiché qualcuno penserà che sto esagerando, e poiché è ormai diffuso il vezzo di disquisire senza sapere, ho deciso di dedicare questo appuntamento con Louise Veronica a Bedtime Stories, il suo settimo album registrato in studio, e questo perché il video della quasi omonima canzone (Bedtime Story girato da Mark Romanek nel dicembre del ’94) mi consente di dimostrarvi che quanto scritto in precedenza non è frutto dell’opinione personale del rabbioso Jekyll (magari motivata ai vostri occhi da esagitato entusiasmo).


Fino al 2005 il video è stato proiettato in diverse gallerie di arte moderna, tra cui il Museum of Modern Art, il Moma di New York. Qui è conservato nella collezione permanente perché considerato uno degli esempi più espressivi di arte contemporanea nell’ambito visuale.
Come ha dichiarato la stessa cantante in una intervista del 1999: «Il mio video di Bedtime Story è completamente ispirato a tutte le pittrici surrealiste, come Leonora Carrington e Remedios Varo. C'è una inquadratura dove le mie mani sono protese verso il cielo e le stelle mi girano intorno. Un'altra dove veleggio in un corridoio con i capelli fluttuanti dietro di me, un'altra ancora dove le colombe mi escono dal ventre. Tutte queste immagini sono un omaggio alla pittura surrealista femminile, con riferimenti diretti all’opera di Frida Kahlo».
Va altresì ricordato che – a prescindere dal video – la canzone stessa è frutto di una eccezionale quanto conflittuale creazione artistica: nasce infatti come risultato della collaborazione tra Madonna e Björk.


Difficile immaginare due personaggi più diversi pur nella eccentricità che li caratterizza entrambi. Madonna è sempre stata una ammiratrice dell’artista islandese che, schiva e misantropa, ha accettato di lavorare con lei solo a patto che Bedtime Story rappresentasse anche la distanza fra loro. Sicché il testo del brano esprime con chiarezza la personale critica di Björk all'estetica di Madonna.


Per il futuro vi prometto post meno ampollosi e saccenti (sorrido) dedicati alla signora Ciccone, il cui merito principale - comune a tutta la pop art - è un’apparente kunderiana leggerezza.
E dunque non meriterebbe il tono da vecchio professore che ho usato oggi. Ma non potevo trattenere la mia scontrosa antipatia verso la bigotta insofferenza italica nei confronti del talento e del successo (soprattutto del successo raggiunto non vellicando le aspettative del pubblico, ma anzi contrastandole).





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