Intervista vis-a-vis con James Franco

Rientrata nel progetto di promozione di “Milk”, in uscita nelle sale italiane il 23 Gennaio prossimo, si è svolta oggi presso l’Hotel Splendid Royal di Roma l’intervista con James Franco, l’attore che nel film interpreta Scott Smith, il compagno del protagonista Harvey Milk. Con il suo caratteristico look “out of bed” il testimonial della campagna “Gucci by Gucci” ha risposto alle domande con quell’aria da bel tenebroso che si trascina dietro da quando interpretò, ormai quasi nove anni fa, il leggendario James Dean. Com’è stato lavorare con Gus Van Sant? Gus Van Sant è sempre stato uno dei miei registi preferiti, anche prima di recitare, quando ero un teen-ager ho visto e rivisto i suoi film. Nel momento in cui ho avuto l’occasione di lavorare con lui non sono rimasto assolutamente deluso, lui è stato grande come io avrei sperato che fosse. L’approccio rilassato verso il lavoro è la caratteristica che gli permette di creare un cast omogeneo, dando ad ognuno la possibilità di fornire il proprio contributo. Non ha un atteggiamento dittatoriale, anzi incoraggia tutti in modo da poter creare un prodotto corale. Parlando della “Proposition 8” e del referendum tenutosi il 4 Novembre scorso in California, pensi che se il film fosse uscito prima del 26 Novembre negli USA avrebbe potuto influire sull’esito del risultato? (52% a favore dell’abrogazione della legge del 15 Maggio 2008 che prevedeva l’unione in matrimonio di coppie dello stesso sesso, al pari di quelle eterosessuali) Questa è una domanda molto scivolosa, credo probabilmente che se il film fosse uscito qualche mese prima, tre o quattro ad esempio, il risultato poteva essere diverso. I più cinici potrebbero dire “ma è solo un film!” ma io credo che il messaggio che veicola sia così potente che poteva cambiare la percezione che si ha della comunità gay. Il problema per cui è uscito solo a Novembre è che quando abbiamo iniziato a girarlo, più di un anno fa, non era nemmeno entrato in vigore il decreto che prevedeva le unioni omosessuali in California, e data la logistica della post produzione non si è potuta anticiparne l’uscita. Da dove sei partito per interpretare il personaggio di Scott? Ho cercato materiale su Scott, ma c’è molto poco, perché tutte le biografie sono incentrate sulla figura di Milk. Così mi sono affidato alle persone che lo conoscevano di persona, amici, familiari, poiché Scott è deceduto nel 1995. La cosa che ho capito di lui è che era un compagno che supportava ed incoraggiava, come ha fatto con Milk. Com’è stato girare con Sean Penn, soprattutto nelle scene d’intimità fra Smith e Milk? Lavorare con lui è stato incredibile, lo conosco da cinque anni e lui è stato sempre molto vicino e generoso con i nuovi attori essendo un professionista con tantissima esperienza. Data appunto la nostra amicizia è stato molto più semplice lavorare insieme, non ero intimidito, pur nutrendo un profondo rispetto per lui. Per quanto riguarda le scene di intimità, nessuno di noi aveva girato una scena del genere, si sa gli attori fanno cose che non hanno mai fatto prima, come in questo caso baciare un altro uomo non ne abbiamo parlato molto, entrambi sappiamo dare un bacio, siamo andati sul set e ci siamo baciati. Sean Penn ha detto che sua figlia è rimasta sconvolta perchè tu hai baciato suo padre, secondo te come possono prendere le tue fan il fatto che interpreti un omosessuale? Credo che quello sulla figlia di Sean sia solo un aneddoto divertente da raccontare alla stampa, non credo che si sia molto agitata, l’ho incontrata e non sembrava arrabbiata con me! La mia speranza è che le nuove generazioni stiano cambiando ed accettino la cultura gay, visto che sono molto più esposte di prima, e che abbraccino l’idea che Milk trasmetteva, quella di tendere una mano alle altre persone e mostrare che gli omosessuali sono solo persone con uno stile di vita diverso. Come vedi il fatto che negli USA, molto più avanti per certi aspetti dell’Italia, gli omosessuali non hanno ancora ricoperto cariche importanti a livello politico, mentre qui da noi, nonostante la stretta vicinanza con il Vaticano, nel nostro parlamento abbiamo avuto già una ex porno star, politici omosessuali e trans gender? Ci sono sicuramente dei gay che hanno raggiunto posizioni politiche di rilievo, quali sindaci e governatori, ma non hanno mai raggiunto i vertici come i parlamentari italiani. C’è sempre una prima volta però! Harvey Milk è stato il primo nel suo caso e quindi speriamo che via via possano raggiungere posizioni più alte. È comunque cambiato il modo di rappresentare gli omosessuali al cinema, basta vedere i film di adesso e quelli degli anni ’80, e questo evidenzia un progresso, ma poi ci sono leggi come la “Proposition 8” che ti fanno capire che c’è ancora molto da fare per superare i pregiudizi e mettere in atto quello che dice la nostra Costituzione “Tutti gli uomini sono creati uguali”.
Eva Carducci - ecodelcinema.com