Bjork ospite all’Armory Show, per discutere di arte e rigenerazione

Retina verde calata sul viso e un abito di velluto rosso: è così che si è presentata Bjork giovedì pomeriggio al pubblico dell’Armory Show, la fiera d’arte contemporanea di New York. Di fronte a una sala colma di appassionati e professionisti del mondo dell’arte, la cantante di origine islandese ha intavolato una discussione sul tema “Arte e rigenerazione”con il performer Ragnar Kjartansson, anch’egli nato a Reykjavík. I due hanno da poco conquistato il pubblico della Grande mela con due grandi successi: Bjork con i suoi concerti alla York Hall of Science, e Kjartansson con uno spettacolo realizzato per la rassegna Performa 11, in cui è riuscito a stupire anche un pubblico abituato alle stravaganze come quello newyorkese, interpretando per 12 ore di fila l’aria finale delle “Nozze di Figaro” di Mozart.
L’incontro tra Bjork e Kjartansson è stato organizzato nell’ambito della sezione “Focus” della fiera, che quest’anno ha portato al Pier 94 una ventina di gallerie da Danimarca, Norvegia, Svezia, Finlandia e Islanda, scelte dal direttore della Kunsthall di Malmö Jacob Fabricius. Discutendo dell'intersezione tra arte, natura e tecnologia, Bjork ha fatto riferimento al suo ultimo album Biophilia, registrato in parte con un iPad, e distribuito poi in una serie di applicazioni per Apple."Se penso a quando ero bambina e studiavo musica, sarebbe stato fantastico avere un tablet con touch-screen per imparare chiavi, scale e note. Avrebbe reso il lavoro più semplice, più facile da capire e sicuramente più divertente" ha raccontato. " Il progetto dell'insegnamento della musica attraverso il mio nuovo lavoro Biophilia è iniziato in maniera del tutto inaspettata, più come un esperimento e ora, oltre a New York, ci sono scuole a Buenos Aires e in altre parti del mondo. E tutto ciò è molto eccitante".
Parlando invece dell'amicizia che la lega a Kjartansson fin dall'infanzia, Bjork ha poi ricordato le lezioni di canto che prendeva a 17-18 anni. "Ero molto timida, cantavo in una band punk e avevo i capelli corti e arancioni" ha ricordato. "La mia insegnante mi diceva che parlavo come un topolino, e per farmi tirare fuori la voce mi dava un bicchiere di sherry". Dallo squittio ai successi mondiali, e anche tra il pubblico dell'Armory non potevano mancare i grandi fan di Bjork. "Puoi cantare?" le ha chiesto sfacciatamente una ragazza alla fine dell'incontro (facendo probabilmente da portavoce per l'intera platea). Ma Bjork è stata irremovibile: "Oggi si parla d'arte" ha detto con sorriso.