Era il 2016, e Madonna parlò chiaro

Un discorso di ringraziamento è diventato qualcosa di molto di più su cui riflettere, su come vanno molto spesso le cose "dietro le quinte". Madonna, con 40 anni di carriera sulle spalle, finalmente ha parlato chiaro nel 2016, quando è stata insignita del riconoscimento "Woman of The Year, Billboard Women in Music 2016". Qui sotto trovate il testo integrale del discorso di Madonna, grazie a "SubsCloud Sottotitoli Italiani".


"Grazie per aver riconosciuto la mia capacità di proseguire la mia carriera per 34 anni, a dispetto del sessismo spudorato, della misoginia, del costante bullismo e degli inarrestabili abusi.
Quando ho iniziato, non esisteva internet quindi le persone dovevano dirmele in faccia certe cose. Ma erano davvero poche le persone a cui dovevo "rispondere a tono", perché la vita era più semplice allora.
Quando mi sono trasferita a New York per la prima volta, ero un'adolescente. Era il 1979 e New York era un posto molto spaventoso.
Durante il primo anno, venni rapinata con una pistola puntata contro, stuprata su un tetto con un coltello alla gola e il mio appartamento venne forzato e svaligiato così tante volte che smisi direttamente di chiudere a chiave la porta.
Negli anni a seguire, persi quasi tutti gli amici che avevo a causa dell'AIDS, della droga o per colpi d'arma da fuoco.
Come potete immaginare, non solo questi inaspettati avvenimenti mi hanno aiutata a diventare la donna coraggiosa che oggi avete di fronte, ma mi hanno anche ricordato che sono vulnerabile e che nella vita non esistono sicurezze, se non la fiducia che abbiamo in noi stessi. Mi hanno aiutato a capire che non sono la proprietaria dei miei talenti. Non sono la proprietaria di nulla.
Tutto quello che ho è un dono di Dio.
E anche tutte le carognate che mi sono successe sono state doni per impartirmi lezioni e rendermi più forte.
Sto ricevendo un premio come Donna dell'anno, quindi mi chiedo:
"Cosa posso dire sull'essere una donna nell'industria musicale?
Cosa posso dire sull'essere donna?"
Quando ho iniziato a scrivere canzoni, non le pensavo come indirizzate a uomini o a donne. Non pensavo al femminismo. Volevo soltanto essere un'artista.
Ovviamente Debbie Harry, Chrissie Hynde e Aretha Franklin mi hanno ispirata, ma la mia vera musa era David Bowie. Lui incarnava sia lo spirito maschile che quello femminile e questo mi calzava alla perfezione. Mi ha fatto pensare che non ci fossero regole. Ma mi sbagliavo.
Non ci sono regole, se sei un ragazzo. Ma se sei una ragazza, devi stare al gioco. E qual è questo gioco?
Ti è permesso essere carina, dolce e sexy, ma non sembrare troppo intelligente, avere un'opinione ... o perlomeno, un'opinione diversa da quella dello status quo.
Ti è permesso essere resa oggetto dagli uomini e vestirti come una sgualdrina, ma non essere tu quella al comando.
E non puoi condividere, ripeto, non puoi condividere le tue fantasie erotiche con il mondo. Sii quello che gli uomini vogliono che tu sia, ma soprattutto, sii come alle donne sta bene che tu sia attorno ad altri uomini.
E infine, non invecchiare, perché invecchiare è un peccato.
Sarai criticata.
Sarai diffamata e sicuramente non verrai trasmessa alla radio.


Quando ho iniziato a diventare popolare, sono uscite foto di me su Playboy e Penthouse magazine.
Foto prese da alcune accademie delle arti per cui avevo posato per fare soldi, tempo addietro. Non erano molto provocanti. Anzi, sembravo abbastanza annoiata. Davvero.
Ma la gente si aspettava che mi vergognassi quando sono uscite queste foto. Ma io non mi vergognavo e questo lasciava perplesse le persone.
Alla fine, sono stata lasciata in pace, perché avevo sposato Sean Penn e non solo lui vi avrebbe sparato una pallottola nel culo, ma io non ero più sulla piazza.
Così, per un po' di tempo, non sono stata considerata una minaccia.
Anni dopo, divorziata e single – scusa, Sean - ho pubblicato il mio album "Erotica" ed è uscito il mio libro "Sex".



Ricordo che ero su tutti i titoli di giornali e riviste e tutto quello che leggevo su di me era accusatorio. Sono stata definita una troia e una strega. Un articolo mi paragonava a Satana.
Io ho risposto: "Aspettate, ma non è Prince quello che corre in giro con le calze a rete e i tacchi alti, con il rossetto e il sedere di fuori?"
Sì, era lui. Ma lui era un uomo.
Quella è stata la prima volta che ho davvero capito che le donne non hanno la stessa libertà degli uomini.
Ricordo che mi sentivo paralizzata.
Mi ci è voluto del tempo per riprendermi e andare avanti col mio percorso creativo - andare avanti con la mia vita.
Traevo conforto dalla poesia di Maya Angelou, dagli scritti di James Baldwin e dalla musica di Nina Simone.
Ricordo di aver desiderato di avere una coetanea a cui aggrapparmi.
Camille Paglia, la famosa scrittrice femminista, disse che avevo fatto regredire le donne, presentandomi come oggetto sessuale.
Quindi ho pensato: "Ah, allora se sei femminista, non hai una sessualità, la neghi". Allora ho risposto: "Vaffanculo! Io sono un tipo di femminista diversa. Sono una cattiva femminista."
La gente dice che sono controversa. Ma la cosa più controversa che abbia mai fatto è stata quella di restare nei paraggi.
Quello che vorrei dire a tutte le donne presenti è questo:
le donne sono state così oppresse e per così tanto tempo che credono a quello che gli uomini dicono di loro.
Credono di dover appoggiare un uomo per riuscire.
Ci sono alcuni brav'uomini che meritano il nostro appoggio; non perché sono uomini ma perché se lo meritano.
Come donne, dobbiamo iniziare ad apprezzare il nostro valore e il valore delle altre. Cercare donne forti con cui fare amicizia, con cui schierarsi, da cui imparare, da cui essere ispirate, con cui collaborare, da sostenere e da cui essere illuminate.
Come ho detto prima, non sono grata tanto per il premio quanto per l'opportunità di trovarmi di fronte a voi e dirvi GRAZIE, come donna, come artista, come essere umano non solo alle persone che mi hanno voluto bene e mi hanno supportato per tutto questo tempo(tanti di loro sono seduti qui di fronte a me - non avete idea di quanto significhi il vostro sostegno), ma ai dubbiosi e ai Signornò che mi hanno fatto passare le pene dell'inferno dicendomi che non avrei potuto, che non sarei riuscita e che non avrei dovuto.
La vostra resistenza mi ha reso più forte, mi ha portata a impegnarmi di più e mi ha reso la combattente che sono oggi.
Mi ha reso la donna che sono oggi. Perciò vi ringrazio."