giovedì 12 novembre 2009
Madonna atterra a Rio e si impegna per il Brasile
Muse: anticipato alle 20.30 il concerto di Bologna
Cécile de France e Matt Damon “nel futuro” di Eastwood

Bella, brava e belga è un trinomio che ben si addice a Cécile de France, l’attrice scelta da Clint Eastwood per affiancare Matt Damon nel film Hereafter (In Futuro), che si sta girando in queste settimane a Londra.
Recitare in un film di Clint Eastwood significa assicurarsi un futuro professionale più che roseo, ma l’attrice belga, al pari di Hilary Swank che vinse il suo secondo Oscar con “Million Dollar Baby”, lo merita per gli anni di gavetta trascorsi dividendosi fra gli studi universitari e quelli di recitazione.
Dopo una giovinezza trascorsa nei teatri francesi e una laurea alla France Ècole National Supérieure des Arts et Techniques du Théâtre, Cécile de France inizia a muovere i primi passi nel cinema con i cortometraggi di Jean-Pierre Améris e in televisione nella serie Juge est une femme. La consacrazione sul grande schermo arriva all’inizio del terzo millennio con “L’appartamento spagnolo” e “Bambole russe”, entrambi di Cédric Klapisch con Romain Duris e Audrey Tautou, “Alta tensione” di Alexandre Aja, “Il giro del mondo in 80 giorni” di Frank Coraci (in cui recita al fianco di Jackie Chan), “Un po’ per caso, un po’ per desiderio” di Daniéle Thompson fino all’ultimo film di Jean-François Richet, “Nemico Pubblico N.1- L’istinto di morte”.
Ora è arrivata la grande occasione: “Hereafter” è un thriller che narra la storia di tre persone che vivranno un’esperienza molto vicina alla morte, una delle quali è proprio la De France, che interpreterà una giornalista francese. Non ci sono altre anticipazioni per quanto riguarda la trama, ma si preannuncia un film che ha diverse analogie con Il sesto senso di Manoj Night Shyamalan.
La sceneggiatura è firmata da Peter Morgan, sceneggiatore e drammaturgo britannico che per il cinema ha sceneggiato “L’ultimo re di Scozia”, “The Queen”, “L’altra donna del re”, “Frost/Nixon - Il duello” e “Il maledetto United”. I diritti dello script appartengono alla DreamWorks Animation di Steven Spielberg, ma Eastwood è riuscito ad ottenere il permesso di sviluppare la pellicola con la Warner Brothers. L’impresa non deve essere stata difficile per il regista (che è anche produttore del film insieme a Kathleen Kennedy e Robert Lorenz), dato che Spielberg ha già prodotto il suo dittico “Lettere da Iwo Jima” e “Flags of Our Fathers” ed è anche produttore esecutivo di “Hereafter” insieme a Frank Marshall, Peter Morgan e Tim Moore.
Dopo Londra, la troupe si sposterà per le riprese a Parigi, Hawaii e San Francisco. Il film è atteso nelle sale per dicembre 2010.
http://www.onecinema.it/11/11/2009/cecile-de-france-e-matt-damon-nel-futuro-di-eastwood/
Winona Ryder fonda gli Alcolisti Anonimi in un biopic tv
Debutta la figlia di Meryl Streep

Persécution: trailer e una scena del nuovo film di Patrice Chéreau
Presentato in concorso a Venezia 66, Persécution, l’ultima fatica del francese Patrice Chéreau, non si è portato nessun premio, neanche quello per gli interpreti, secondo qualcuno meritevoli delle Coppe Volpi. E anche critica e pubblico, tuttavia, non si sono messi affatto d’accordo sul giudizio finale. Un capolavoro per qualcuno, una tediosissima bufala per altri, il solito film francese per chi ama il “genere” (?) per altri ancora. Qui in casa l’abbiamo amato non poco.
Persécution narra le vicende del trentacinquenne Daniel (Romain Duris), che vive un’esistenza piena di occupazioni ma solitaria, vivacizzata solo dalla relazione con Sonia (Charlotte Gainsbourg), di cui non può fare a meno nonostante a volte non lo dimostri. Quando dal nulla spunta nel suo appartamento un uomo misterioso (Jean-Hugues Anglade), quello che Daniel pensava fosse un avvenimento unico incomincia a ripetersi. La persecuzione incomincia a minare la sua tormenatata relazione con Sonia, che improvvisamente decide di abbandonarlo. Daniel resta di nuovo solo con delle domande a cui trovare risposte: chi è quest’uomo? Perché lo perseguita? E a che scopo?
Parlatissimo, all’inizio inquietante e poi struggente, a suo modo freddo ma capace di alcuni barlumi di grande emozione. E’ il “solito” cinema dell’ultimo Patrice Chéreau, almeno daIntimacy in poi. Alcuni fischi a Venezia sono sembrati effettivamente fuori luogo, a prescindere dall’opinione che si può avere sulla pellicola. In attesa di capire se ci sia una benché minima speranza di veder apparire prima o poi Persécution nelle nostre sale, dopo il salto trovate il trailer una scena in originale del film.
mercoledì 11 novembre 2009
lunedì 9 novembre 2009
Vincent Cassel e Winona Ryder in Black Swan
Madonna, il 17 novembre intervista esclusiva su Fox Life!
sabato 7 novembre 2009
Louise-Michel ( 2008 )
L'idea è di Louise, una ragazzona taciturna con un passato da galeotta, che per compiere il misfatto assolda un killer imbranato che piuttosto che uccidere un cane molesto gli sigilla malamente il muso con il nastro adesivo. Il problema fondamentale è però un altro: chi è il vero boss? Lo spunto è nero, la commedia nerissima, la realizzazione abbagliante. I due registri francesi riempiono le falle aperte dalla limitatezza del budget con la loro inventiva e una propensione naturale a un umorismo irresistibile imbevuto di cinismo senza perdere di umanità, distillato anche dalle zone più oscure delle vite miserabili dei due protagonisti. La camera resta per lo più fissa, eppure ogni inquadratura si gonfia di senso, grazie a dialoghi fulminanti, situazioni intelligenti e piccoli gesti che danno coraggio.Delépine e Kervern riflettono su un mondo del lavoro, storpiato da un capitalismo arrogante, che ha ormai bruciato la sua coscienza, quella di chi comanda mortificando i sottoposti e quella di chi subisce e non trova la forza di ribellarsi. Anche chi sembra non aver più nulla da perdere non ha il coraggio di far sentire la propria voce, di opporsi all'oppressore, e manda avanti i moribondi, coloro in fin di vita, evitando di assumersi ogni responsabilità. I registi spingono i personaggi oltre la loro rassegnazione, li costringono all'azione: messi alle strette, di fronte a un mondo pronto a sbranarli, questi scoprono che rischiando c'è la possibilità di tornare a sentirsi vivi e di riconoscere nell'altro l'avvento dell'amore. Accanto ad attrici non professioniste, tirate fuori dai cassonetti delle fabbriche di una vita vera ma altrettanto meschina, Yolande Moreau e Bouli Lanners, due corpi che trasudano sentimento anche nella gabbia delle solitudini in cui devono rinchiudersi. La grazia con la quale entrambi si accostano ai propri personaggi ci riempie il cuore di tenerezza, mentre la confusione dei generi sessuali che propone la sceneggiatura in sottotraccia, come ulteriore estensione del discorso sul capitalismo, va a raccontare con straordinaria delicatezza quella diversità che il cinema si permette troppo spesso di scimmiottare. Un gioiello. Brüno ( 2009 )


