The Iron Lady - trailer italiano

Addio alla costumista di Dracula e della nuova Biancaneve

Suoi sono gli abiti sensuali e provocanti di una giovanissima Winona Ryder in 'Dracula di Bram Stoker', per la regia di Francis Ford Coppola, ma portano sempre la sua firma gli straordinari costumi che presto vedremo sul grande schermo grazie alla nuova Biancaneve con Julia Roberts nei panni della perfida regina. La costumista e designer giapponese Eiko Ishioka, premio Oscar per i costumi di "Dracula di Bram Stoker" del regista Francis Ford Coppola nel 1992, è morta sabato a Tokyo all'età di 73 anni. L'annuncio della scomparsa è stato dato oggi al "New York Times" dalla sua manager, Tracy Roberts, precisando che la designer era malata di un tumore al pancreas. Ishioka era nota per lo stile surreale, sontuoso ed estremamente elegante degli abiti che disegnava.
Il suo talento creativo è stato usato per disegnare i costumi delle cerimonie di apertura delle Olimpiadi invernali del 2002 a Salt Lake City e delle Olimpiadi del 2008 a Pechino. Ha creato numerosi guardaroba per gli spettacoli internazionali del Cirque du Soleil

Le ultime su... Madonna!

Confermate le date italiane del tour di Madonna!

Il nuovo tour di Madonna farà tappa in due differenti città italiane,le date in programma sono: 
14 giugno, Milano, Stadio Giuseppe Meazza 
16 giugno, Firenze, Stadio Artemio Franchi 
Come aveva anticipato MadonnaTribe.com, queste sono solo alcune delle date previste in tre mesi di concerti in Europa, che vedranno Madonna impegnata in ben 30 repliche fino al 21 agosto 2012, data di chiusura della leg europea con uno show allo stadio Charles-Ehrmann di Nizza, in Francia.
Il tour toccherà molti continenti e nazioni, e porterà la Queen of Pop anche in posti dove non si era mai esibita prima.
Festival di Sanremo 2012: Morandi vuole Madonna, Adele e Lady Gaga

Celentano sì, Celentano no, Celentano chi lo sa! Mentre continua la saga tra Adriano Celentano e la Rai, che sicuramente continuerà fino a qualche ora prima dell’inizio del Festival di Sanremo, Gianni Morandi deve pensare anche all’altro parterre di ospiti da portare all’Ariston, per vincere negli ascolti. E Gianni Morandi vuole “vincere facile”, puntando su tre stelle della musica pop: Madonna, Adele e Lady Gaga. Sono questi tre i nomi che stanno circolando al momento e per il quale gli organizzatori del Festival della canzone
Adele, recentemente operata alle corde vocali, è stata la regina delle vendite del 2011: la sorpresa della musica, riuscita a scalare le classifiche di tutto il mondo con i suoi singoli, partendo da perfetta sconosciuta. Madonna invece, dopo l’esibizione al SuperBowl, in cui presenterà in esclusiva il primo singolo (Gimme All Your Luvin’) del suo nuovo album “M.D.N.A.” in uscita a tra la fine di febbraio e l’inizio di marzo, potrebbe prendere un aereo per l’Italia e esibirsi sul palco dell’Ariston per la terza volta in carriera. Anche la terza candidata ad essere l’ospite internazionale del Festival di Sanremo ha venduto e continua a vendere milioni di dischi ed ogni sua apparizione in pubblico fa clamore: Lady Gaga. Gianni Morandi vorrebbe tentare di contattare la cantante per vedere se accetterà di apparire di nuovo in una tv italiana. Infatti, magari in pochi lo ricorderanno, Lady Gaga è stata ospite di Simona Ventura su Rai Due a “Quelli che il calcio”, certo quando ancora non era diventata una delle signore della musica pop. Dunque i nomi per gli ospiti internazionali ci sono: chi delle tre cantanti arriverà a Sanremo? Tutte e tre o nessuna?
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I teaser ufficiale del nuovo album MDNA è online da qualche ora su Madonna.com e sul canale ufficiale di YouTube.
Nella clip, registrata a Novembre 2011 potete vedere Madonna impegnata in studio con Martin Solveig e M.I.A. durante le registrazioni dell’album.
Universal Music Italia ha confermato che il primo singolo estratto - Give Me All Your Luvin' verrà trasmesso da tutte le radio italiane e sarà disponibile in digital download daVenerdì 3 Febbraio.

E' anche online la pagina speciale creata da Universal Music per registrarsi allaNewsletter Ufficiale italiana di Madonna. Cliccate l'immagine in basso per registrarvi ora! 
Madonna: A Daytime Exclusive il 2 Febbraio

L'intervista a Madonna realizzata da Anderson Cooper andrà in onda il 2 febbraio prossimo.
Il sito ufficiale di Anderson è stato aggiornato con una descrizione promettente, che parla di "un'ora di rivelazioni... sul passato, sulla perfomance al Super Bowl e su tanto altro ancora!"

Madonna inizierà il suo tour nel Mediterraneo...

Madonna ha scelto la zona del Mar Mediterraneo per la prima serie di concerti del suo prossimo tour.
Dopo l'inizio a Tel Aviv - dove potrebbe esserci più di uno show alla fine di Maggio 2012 - il tour passerà da Abu Dhabi, negli Emirati Arabi, per poi spostarsi di nuovo nel Mediterraneo, con una tappa ad Istanbul, in Turchia, ed una a Zagabria, in Croatia, prima di approdare in Italia.
Dopo i concerti di Milano e Firenze , Madonna andrà in Spagna, a Barcellona, e quindi a Coimbra, in Portogallo.
Il tour procederà in Europa, verso nord e poi ad est, e di nuovo verso sud, dove l'ultima tappa è al momento prevista a Nizza, con la possibilità di aggiungere nuove date in seguito.
La maggior parte dei concerti si terrà negli stadi, con poche eccezioni tra cui la tappa alPalau Sant Jordi di Barcellona.
Riguardo ai possibili concerti in Russia ed Ucraina, possiamo dirvi che al momento gli show sono ancora in trattativa.
LMFAO e Madonna insieme al Super Bowl 2012

In un'intervista a Capital FM riguardo alla sua esibizione al Super Bowl, Will.i.am- che ha partecipato l'anno scorso - ha annunciato che quest'anno sarà felice di vedere i LMFAO, il duo che ha fatto da opener ai Black Eyed Peas.
"Andrò al Super Bowl per vedere i miei LMFAO esibirsi con Madonna," ha detto.
Anche Nicki Minaj e M.I.A sono state citate a proposito dell'esibizione di Madonna, vista la loro collaborazione per il nuovo singolo della Queen of Pop, 'Give Me All Your Luvin'.
Tuttavia, Madonna stessa non ha voluto confermare le indiscrezioni, anticipando soltanto che per la performance verranno usati dei... pompon.
Il Super Bowl, uno degli eventi più seguiti negli Stati Uniti, si terrà il 5 febbraio al Lucas Oil Stadium di Indianapolis, Indiana.
Potete sentire l'intervista di Will.i.am per Capital FM cliccando qui.

Perchè Odio Bjork...

..."Bjork.
Oltre alla discutibile direzione artistica intrapresa ( da “Medulla” in poi, diciamo) anche le strategie di mercato mi stanno sul cazzo.
Non basta più comprare/scaricare il cd, ascoltarlo, e dire “mah..a me mi sembra una cagata”.
No.
Devi valutarlo nel complesso, nella sua interezza.
Devi scaricare l’apposita app, dove potrai navigare tra giochi, curiosità e video mentre ascolti i pezzi del disco.
Un disco che è più di un disco.
E’ oltre.
Mi sta sul cazzo.
Se mi va di ascoltarmi un cd, per poterlo capire, sono obbligato, a scaricarmi un applicazione, sorbirmi video e giochini e vivere un esperienza che va aldilà del mero ascolto, cosa che invece di base dovrebbe essere lo scopo di una cantante.
Come se ti dicessero “vuoi vedere la cappella sistina? eh bella, però per apprezzarla dovresti prima vederti sto film, poi finire un cruciverba e solo allora ne capiresti l’essenza. Sennò è solo un dipinto”.
Sti cazzi..."

Tim Burton svela: “Anche Beetlejuice avrà il suo sequel”

Secondo alcune dichiarazioni rilasciate da un comunicato stampa Warner Bros, Beetlejuice starebbe per tornare negli schermi questa volta con un sequel in dvd che promette di stupire e forse di deludere.
Sarà davvero difficile per i neo fan dell’istrionico regista, ricordarsi di quello straordinario ed inquietante cult del cinema americano, meglio conosciuto come il primo di una serie di capolavori burtoniani: Beetlejuice - Spiritello porcello, risalente al lontano 1988.
Il film che vedeva come protagonisti il giovanissimo Alec Baldwin affiancato dalla Kim di Edward Schissorhands, Winona Ryder e da Michael Keaton nel ruolo dello spirito sadico che gli regalò fama mondiale tanto da garantirgli ruoli in Batman e Gotham City; sembrerebbe non aver occupato solo una parte del cuore dei seguaci di Burton, ma anche e soprattutto quello del regista stesso che sarebbe deciso, dopo 24 anni, proprio nell’epoca dei remake cinematografici, a realizzare un sequel come lui stesso dichiara in un’ intervista rilasciata a Collider.
“Adoro quel personaggio e Michael Keaton è stato così grande. Penso sempre a come divertente sia stato quel personaggio, quindi ho solo detto a Seth Grahame-Smith (sceneggiatore di Dark Shadows, ndr) che se ha qualche idea in proposito di farmela sapere. In passato, ho provato alcune cose, ma poi non ci sono tornato sopra. Lui è sembrato davvero entusiasta”.
Questo sequel, secondo quanto segnalano i collaboratori di Moviehole, sarebbe destinato a non calcare mai il grande schermo uscendo piuttosto in un DVD firmato Warner Bros e favorendo la libertà creativa a basso costo.
Jeff Robinov, presidente della produzione alla Warner Bros Pictures afferma di essere estasiato, assieme a tutta l’azienda, dall’idea di contribuire ad un progetto simile che permetta di distribuire il prodotto su piattaforma specifica cercando al tempo stesso nuovi approcci creativi.
Chissà quanti fan d’antica origine hanno ripetuto una, due, tre volte il nome di questo capolavoro cinematografico che forse sta per arrivare. 

Antony Sees the Light

Critics like to describe Antony Hegarty, the silken-voiced leader of Antony and the Johnsons, as “otherworldly.” In recent years, the singer’s music has grown from pop, cabaret and soul signifiers to include characteristics of art song and sounds stranger still. Certainly, each of his acclaimed, prismatic albums seems to float in its own haunted universe.
Antony will conjure up more strange worlds this Thursday, when he performs with an orchestra and an elaborate staging at Radio City Music Hall. Still, “Swanlights” will be an earthly affair in its way. “The idea for the piece was to imagine a quartz crystal,” he said in a recent telephone interview. “We retrieve it from the center of a pitch-black mountain, and yet it has luminosity. That is the inspiration for the concert in a way, to suggest light and its relationship to darkness.”
Named after the Antony and the Johnsons 2010 album of the same name, “Swanlights” is a one-off commissioned by the Museum of Modern Art’s chief curator at large, Klaus Biesenbach. You could call the presentation — described as “a meditation on light, nature and femininity” — part pop spectacle, part performance piece. The event expands the staging of a previous Johnsons concert, “The Crying Light,” performed at the Manchester International Festival in 2009, to fill Radio City Music Hall’s dramatic, 6,000-seat room. (The 60-piece orchestra, joining Antony in material from each of his four albums, should do much of the heavy lifting.)
The germ of the presentation came from Antony’s friend Marina Abramovic, the celebrated performance artist, who “was encouraging me to pursue a less typical approach to lighting a concert,” Antony said. “She was talking about creating a longer arc. Usually when you want to light a concert, you go from song to song, and each song is kind of a reset, and she was suggesting, ‘Why don’t you create an arc in the lights that has a longer forward trajectory.’ And the piece — it became something more contemplative and more theatrical.” For both the 2009 and 2012 performances, Antony says he looked to Bauhaus lighting design and brought in the artist Chris Levine, who creates intricate and cerebral laser-light installations. Pulsing, geometric set pieces suggest a living structure of crystal. One BBC notice awarded the Manchester performance an 11 out of 10. (Other collaborators include the lighting designer Paul Normandale and the set designer Carl Robertshaw. The orchestral arrangements are by Nico Muhly, Rob Moose and Maxim Moston.)
Antony, who is transgender, was born in England in 1971 and spent much of his childhood in the San Francisco Bay Area. He came to New York in the early 1990s and began performing experimental theater in East Village clubs like the Pyramid. In a sense, his staged concerts mark a spiritual return to those earlier days, before Antony became best known for his musical recordings. For starters, they require a larger degree of formal consideration than the more casual rock-club performances that followed Antony and the Johnsons’s 2005 breakthrough, “I Am a Bird Now.” When I saw the group perform in Boston that year, Antony bantered playfully about Whitney Houston and sprinkled the stage with petals after an audience member handed him a rose. But at Radio City, don’t expect Antony to speak between songs — that would break the spell. “It’s a different kind of experience for the audience, like seeing a movie,” said Antony, who has largely performed with orchestral groups in recent years.
Thursday’s concert also has a more sentimental link to Antony’s early years in New York. “I’m really proud when I see the word ‘Johnsons’ ” — for Marsha P. Johnson, the New York transgender activist — “next to the words ‘Radio City,’” he said. “To me, it seems like bringing that electricity from downtown with me in a way.”
In the last few years, Antony has become more visible in the worlds of fine art and high fashion. An exhibition of his collages, drawings and sculptures opened this month at the Hammer Museum in Los Angeles. And he wrote music for and performed in the theatrical piece “The Life and Death of Marina Abramovic,” which premiered at the Manchester International Festival last summer. For the “Swanlights” concert, he’ll be costumed by the designers of Ohne Titel.
And he’s begun putting the themes of his work — environmental destruction, gender and spirituality, an embrace of beauty and hope — in plainer terms. “A starving woman will metabolize her own muscles to continue to produce milk for her newborn baby, really until she has nothing left in her own body. And I feel that’s sort of where we’re at with the earth,” he said. If there’s a worldview to be glimpsed in “The Crying Light” and “Swanlights,” it’s an argument for connecting a more hopeful, feminine, earthbound spirituality with the idea of environmental salvation. “I know my ideas probably seem very eccentric, and I’m totally fine with that,” Antony said.
Our interview ended a few minutes later. “You think I’m totally nuts, don’t you?” Antony asked his publicist, who’d been listening in on the conference call.
“No, I think it’s great!” she said. “Someone should be saying these things.”

Jean Paul Gaultier: Omaggio a Amy Winehouse

Una collezione che è «un omaggio a un talento che si è spento molto presto», dice lo stilista. Che manda in passerella, senza inutili sentimentalismi, tutti i suoi pezzi iconici, simbolo del suo talento, scomposti e ricomposti. E la guêpière e il trench assumono altre forme
Come di consueto, ogni abito della haute couture di Jean Paul Gaultier ha un nome. Questa volta, si chiamano tutti in inglese, come in inglese sono i nomi dei quartieri in cui è divisa la sala. Che poi sono i luoghi in cui Amy Winehouse ha tenuto i suoi concerti. «Questa icona della musica che poteva cantare il jazz ilmblues e il rock era anche una icona di moda, con una libertà e uno stile molto personale. Sono i suoi riferimenti che ho trasferito sulla passerella in una interpretazione molto couture. Un omaggio a un talento che si è spento molto presto», dichiara Jean Paul Gaultier. 
Così arrivano in passerella Stronger than me, che è composto da una polo di jersey plissetta e da una gonna diritta di jeans completamente ricamata di perle nere e di jais. Poi c'èIt took me by surprise, che è una giacca see troughcon i fianchi ricamati sopra una gonna di crêpe nera a cui segue un Try to stop mein forma di redingote ricamata di paillettes preceduto da un Back to black, anch'esso una redingote ma trasparente con l'effetto see trough. 
E così via, fino a un Rehab in forma di una polo-body accompagnata da una gonna lunga a righe larghissime. Al di là dei nomi, però, l'omaggio non è letterale. Tutt'al più la forma didascalica resta nelle pettinature delle modelle, che conserva la forma alta della Winehouse ma non il colore, perché si tinge di blu, di rosa, di arancione e di altri colori artificiali. 
La collezione di haute couture primavera-estate 2012 di Gaultier Paris, invece, attraverso la scomposizione di elementi tipicidell'abito (un rever della giacca che si gonfia come una calla e scopre una sola spalla, un altro revers si allunga fino a formare una sciarpa, un trench si divide in due e forma metà di un abito e uno spencer e così via) si mostra come un esercizio del couturier per ridare una nuova forma ai suoi pezzi iconici, quelli che da sempre rappresentano la sua cifra: il trench, la guêpière, il giubbotto di pelle bicolore che si allunga in una gonna svolazzante, il parka che diventa un robe manteau. Tutto inserito in uno show che non smentisce il suo creatore: la colonna sonora cantata dal vivo e a cappella da un quartetto, i modelli maschi che sfilano en travesti non per mostrare abiti maschili di couture ma abiti femminili le cui proporzioni e fantasie esprimono da soli la femminilità necessaria.



Jamie Bell: JustJared.com Exclusive Interview!

Jamie Bell and Genesis Rodriguezpose for these exclusive photos during the Man on a Ledge junket earlier this month at the Four Seasons Hotel in Los Angeles.
The two co-stars sat down withJustJared.com to chat about the crime thriller, which centers around a police psychologist who tries to talk down an ex-con threatening to jump from a Manhattan hotel rooftop.
Jamie also talked about the success of his other film, The Adventures of Tintin, and what his dream role would be.
Genesis, wearing a Madewell top withChristian Louboutin heels, opened up about working alongside Jamie, someone she calls “the sweetest guy, funny, and so unaffected by fame.”
Click inside for JustJared.com‘s interviews with Jamie Bell and Genesis Rodriguez…

Interview with Jamie Bell
JJ: What attracted you to the Man on a Ledge role?
JB: It was definitely the overall thing. The movie delivered true to the genre which is that it would be thrilling. When I read it, it definitely had misleading stuff in it that would redirect the audience and distract them in others and then pull the rug out from under and reveal information. The director came from a documentary background and I always love that because it’s my favorite genre of movies. Genesis [Rodriguez] and I had the fun part of the movie to do, so that was great.
JJ: Your other movie, The Adventures of Tintin, has had international success:
JB: The movie internationally was huge because that was where the audience was for that movie. We will see when Peter [Jackson] gets back from middle earth, if we do the next one. I would love to do that. The movie turned out great and the technology is so up to date that in terms to the animation part of it, I think that everyone really did a great job with it. I’m really proud of that movie.
JJ: Are you keeping up with your New Year’s resolutions?
JB: [Laughs] I made tons, like learn to drive, keep a journal and do that sort of thing.”
JJ: What are some of your dream roles?
JB: I never really know what the dream piece is. I think you never know until you are actually doing it. Something like Tintin was so great for me because I identified with him as a kid. I just want to play parts that I can connect with on a personal level.”

JJ: What are some of your hobbies?
JB: I play the guitar a lot and ride my bike a lot. I love shooting pictures.
JJ: Would you ever do a musical?
JB: I would love to do a music biopic or something or something like that would be cool.
Interview with Genesis Rodriguez
JJ: How is your experience so far promoting Man on a Ledge, your first major movie role?
GR: It’s been really exciting. Especially because you get all the feedback from people, and they really like it. I am happy that they liked my character. I got to do a lot of my interviews with Jamie and that was a blast.
JJ: What’s it like working with Jamie?
GR: He really is just the sweetest guy, funny, and so unaffected by fame. I hope I get to work with him again. Jamie and I had our own movie inside the movie, which I think was great. I think if we had any idea what was going on in the other part of the movie our scenes wouldn’t have come out as natural and as fun. I think we’re the two people that let you relax when you watch the film. The scenes on the ledge really make you tense – it had me on a the edge of my seat when I watched it for the first time!”

Sinead O’Connor: ‘How About I Be Me (And You Be You)?’

The new album ‘How About I Be Me (And You Be You)?’ is now available to pre-order now on various formats including a Limited Special Edition CD book version.
Label: One Little Indian

There has never been any mistaking Sinead O’Connor for anybody else. A voice born to break as many hearts as windows, as tender as it is lethal. The face, simultaneously that of ocean-wide-eyed angel and shaven-headed warrior queen. And the spirit, courageous in its conviction, undaunted by controversy and fortified with endless reserves of resilience. Sinead O’Connor is that rare thing in popular music: a complete one-off.
From her first breakthrough hit, 1987’s ‘Mandinka’, to the multi-platinum international success of 1990’s I Do Not Want What I Haven’t Got with its unforgettable number one version of Prince’s ‘Nothing Compares 2 U’, from her fearless genre-crossing forays into Irish folk and roots reggae to her collaborations with artists as diverse as Peter Gabriel, Massive Attack and The Chieftans, O’Connor has trodden a unique path to become the most iconic Irish female artist of the past 30 years. There is no one like Sinead O’Connor. There is only Sinead O’Connor.
‘How About I Be Me (And You Be You)?’ is a showstopping performance and ranks as one of Sinéad’s best and most confident pieces of work so far.
Produced by long-term collaborator John Reynolds, its ten tracks play like an encyclopaedic definition of O’Connor’s oeuvre: songs about love and loss, hope and regret, pain and redemption, anger and justice. This is an album of consistently moving, exciting, brilliant and beautiful songs built around Sinead’s voice at its very best – raw and passionate.

Nomination Oscar 2012: Hugo a quota 11, The Artist segue con 10

La giovane diva Jennifer Lawrence ha rivelato insieme al presidente dell'AMPAS Tom Sherak tutte le candidature agli 84esimi Academy Awards, che vedono a quota 10 nomination The Artist di Michel Hazanavicius. Ma c'è un film che ne ottiene 11: è Hugo Cabret di Martin Scorsese.
Lo scenario è quello che conosciamo bene: un palco essenziale, tanti flash, e lo schermo su cui compaiono, uno dopo l'altro, i nomi dei film, dei cineasti e degli interpreti candidati all'ultima edizione dei gloriosiAcademy Awards. Quest'anno l'onore della levataccia (ilNomination Announcement si tiene alle 5,30, Pacific Time, le 14,30 qui da noi) è toccato a una che se lo può permettere: la ventunenne Jennifer Lawrence, già candidata con merito lo scorso anno a un Oscar per Un gelido inverno di Debra Granik.
Le nomination snocciolate dalla bella Jennifer e dal presidente dell'Academy of Motion Picture Arts and Science Tom Sherak sono in linea con le previsioni, con qualche sorpresa come le nomination prestigiose e piuttosto inattese a The Tree of Life (miglior film e miglior regia), le candidature degli interpreti Demiàn Bichir per A Better Life, a Max Von Sydow per Molto forte, incredibilmente vicino e, in misura minore, Rooney Mara per Millennium - Uomini che odiano le donne.
Salta agli occhi, inoltre, il fatto che il favorito della vigilia The Artist una nomination in meno di uno dei suoi contendenti più agguerriti: Hugo Cabret di Martin Scorsese, infatti, è a quota 11, mentre il film di Michel Hazanavicius si ferma a 10. Ma se Hugo raccoglie nelle categorie tecniche, al rivale francese vanno due cruciali candidature attoriali.
The Artist resta favorito dunque con, tra le altre, le nomination per il miglior film, la migliore regia, la migliore sceneggiatura originale, la migliore interpretazione maschile (quella di Jean Dujardin) e la migliore interpretazione femminile di supporto (Bérenice Béjo). 
Per gli Italiani da segnalare la presenza di Dante Ferretti e Francesca Lo Schiavo per Hugo e di Enrico Casarosa per il cortometraggio animato La Luna.
La cerimonia di premiazione degli 84esimi Academy Awards, che vedrà il ritorno alla conduzione di uno degli host più apprezzati di sempre, Billy Crystal, è in programma per il prossimo 26 febbraio e sarà trasmessa come tradizione da ABC. 
Ecco l'elenco completo di tutti i candidati agli attesissimi Oscar 2012: 

MIGLIOR FILM

MIGLIOR REGIA

MIGLIORE ATTORE PROTAGONISTA

MIGLIORE ATTRICE PROTAGONISTA

MIGLIORE ATTORE NON PROTAGONISTA

MIGLIORE ATTRICE NON PROTAGONISTA

MIGLIORE SCENEGGIATURA ORIGINALE

MIGLIORE SCENEGGIATURA NON ORIGINALE

MIGLIOR FOTOGRAFIA

MIGLIOR MONTAGGIO

MIGLIOR SCENOGRAFIA

MIGLIORI COSTUMI

MIGLIOR COLONNA SONORA ORIGINALE

MIGLIOR CANZONE ORIGINALE
Bret McKenzie per I Muppet ('Man or Muppet')

MIGLIOR TRUCCO

MIGLIOR SONORO

MIGLIOR MONTAGGIO SONORO

MIGLIORI EFFETTI SPECIALI

MIGLIOR FILM D'ANIMAZIONE

Antony and The Johnsons Il 26 gennaio al Radio City Music Hall di New York

Il musicista e artista visivo Antony Hegarty, leader degli Antony and the Johnsons, questo mese è al centro di due importanti eventi coast-to-coast in Usa.
Dopo avere inaugurato, pochi giorni fa, la sua prima personale all’Hammer Museum-Ucla di Los Angeles - Antony, retrospettiva con oltre 50 fra collage e disegni realizzati dalla fine degli anni 90 a oggi - il 26 gennaio debutta al Radio City Music Hall di New York con l’opera commissionatagli dal MoMaSwanlights. Alle 8 di sera l’artista inglese salirà sul palco del prestigioso tempio della musica newyorkese accompagnato da un’orchestra di 60 elementi. La speciale performance è stata concepita come una riflessione su temi portanti come la luce, la natura e la femminilità, e comprende brani tratti dalla discografia completa di Antony and the Johnsons, inclusi I am a bird now e naturalmente lo stesso Swanlights, con gli arrangiamenti sinfonici di Nico Muhly, Rob Moose, e Maxim Moston.
In primavera, inoltre, l’opera The Life and Death of Marina Abramović, che ha debuttato l’estate scorsa con la direzione musicale di Antony, arriverà nei teatri europei tra Madrid, Amsterdam, Basilea e Anversa.

Le Moine, Madrid premier

French actor Vincent Cassel gestures while posing during a photocall for the presentation of German director Dominik Moll's film 'le Moine' (The Monk) in Madrid on January 24, 2012.