Nymphomaniac: Più sesso per Charlotte Gainsbourg nella versione DVD e Blu-ray

E' uscito il DVD e Blu-ray di “Nymphomaniac”, nella sua versione senza tagli, così come Lars Von Trier l'ha voluta. Ma come vedremo Charlotte Gainsbourg nei minuti in più?
Sicuramente il miglior film-scandalo degli ultimi anni è stato “Nymphomaniac”, del genio sregolato Lars Von Trier. Presentato in campagna promozionale come un kolossal-porno d'autore, una volta arrivato in sala lo spettatore si è trovato di fronte a un'opera dalle tinte forti, ma che in parte tradiva le enormi aspettative erotiche. A detta del regista danese, la colpa del “mancato scandalo” è da imputare alla censura, che ha sforbiciato le sequenze più violente e sessualmente esplicite. Soltanto i frequentatori di Festival cinematografici, hanno avuto la possibilità di godere della versione “uncut” di “Nymphomaniac”, in occasione della Berlinale 2014 e della Mostra del cinema di Venezia. Ora però la CG Entertainment distribuisce la pellicola in Home Video, nella sua versione integrale e montata con le precise indicazioni di Lars Von Trier. Il cofanetto è uscito nei negozi il 25 marzo ed è una buona possibilità per recuperare il film e scoprire tutto quello che in sala non si era potuto vedere.
“Nymphomaniac” è stato rilasciato in sala in due capitoli differenti. L'ambiziosa opera di Lars Von Trier è l'ultima dell'ideale “trilogia della malinconia” e ha ricevuto critiche discordanti. Niccolò Inches, ai tempi dell'uscita in sala, lo aveva commentato così nella sua recensione: “al di là di speculazioni e interpretazioni varie, Nymphomaniac è prima di tutto una mastodontica opera sul sesso […] un porno-psicodramma in cui la cupidigia si alterna a delirio e depressione”, dove sono “i contorni farseschi (dai cliché sulla libido adolescenziale ai richiami alla zoologia) a risultare i passaggi più brillanti”. Nel cast, oltre alla protagonista Charlotte Gainsbourg, che presto vedremo nel catastrofico “Indipendence 2”, ci sono anche Stay Martin, Shia LaBeouf, Uma Thurman, Christian Slater, Jamie Bell e Stellan Skarsgård. Insomma un cofanetto da avere: un unico avvertimento? Occhio alla sequenza dell'aborto, quella è per stomaci forti.
http://www.melty.it/nymphomaniac-piu-sesso-per-charlotte-gainsbourg-nella-versione-dvd-e-blu-ray-a153488.html

Stati Uniti: 'OK computer' dei Radiohead, 'The Doors' dei Doors e 'The miseducation of Lauryn Hill' dichiarati patrimonio culturale

L'album del 1997 che permise alla band di Oxford di consacrarsi definitivamente nel pantheon rock internazionale è stato scelto dai responsabili della Libreria del Congresso statunitense per essere inserito nel National Recording Registry, archivio gestito dal governo di Washington che annualmente seleziona venticinque titoli da preservare in quanto patrimonio culturale: insieme al terzo disco dei Radiohead, quest'anno verranno insigniti di tale riconoscimento anche il disco di debutto di Lauryn Hill, "The miseducation of Lauryn Hill", l'omonimo album dei Doors del 1967, il singolo del 1964 dei Righteous Brothers "You’ve lost that lovin’ feelin’", "Stand!", album dei Sly and the Family Stone del 1969, il singolo del pilastro del blues Blind Lemon Jefferson “Black snake moan”/“Matchbox blues”, “Stand by me”, arcinoto brano del '61 di Ben E. King (che l'anno successivo fu "italianizzato" da Adriano Celentano con "Pregherò") e l'omonimo album del 1960 di Joan Baez. Tutte le opere selezionate - giunte quest'anno a quota 425 dall'anno di fondazione dell'istituzione, il 2002 - verranno preservate a beneficio dei posteri presso il Packard Campus for Audio Visual Conservation di Culpeper, in Virginia: requisito fondamentale perché un'incisione venga presa in considerazione - oltre alla "rilevanza storica, culturale ed estetica" della stessa - è l'"età", vale a dire dieci anni dalla data di pubblicazione.
http://www.rockol.it/news-642836/libreria-del-congresso-usa-radiohead-doors-national-recording-registry

KLAUS BIESENBACH DOVREBBE ESSERE LICENZIATO. LO DICE IL MONDO DELL'ARTE STATUNITENSE, A SEGUITO DELLA DEBACLE DELLA MOSTRA DI BJORK AL MOMA

Dal suo profilo instagram fotografa la stessa finestra su New York a diverse ore del giorno, all'incirca una volta ogni 24 ore. Klaus Biesenbach, curatore at large del MoMA e direttore del PS1, è un po' un artista, e un po' personaggio dello spettacolo, e ama farsi selfie con Lady Gaga, Marina Abramovic, e ora ha curato la mostra-evento dedicata a Björk. E se mentre fuori dal museo c'è, come poteva non essere altrimenti, la fila, il museo stesso (ai suoi alti ranghi) ha dimostrato di non apprezzare. Il giorno dell'opening, riporta Artnet in un lunghissimo articolo sulla sconfitta, solo 2 su 66 fiduciari si sono presentati all'invito. 
I commenti più carini alla sua mostra? "Un fiasco” (Jerry Saltz), "Un abominio” (Deborah Solomon), "Lo spettacolo che ha trasformato il MoMA in Planet Hollywood” (Michael Miller).
E oltre al problema mostra, ora a New York si riflette anche sull'egomania del curatore social addicted e la sua mancata distanza tra la sua pratica lavorativa e i suoi pupilli: Tilda Swinton, Antony Hegarty di Antony and the Johnsons, Marina Abramović e, appunto, Björk.
Ma di chi è la colpa di questa disfatta? Alcuni danno la colpa alla composizione di dipartimenti curatoriali del MoMA, tutti sotto la tutela diretta del direttore Glenn Lowry, per altri invece la colpa è di "Marina Abramović: The Artist Is Present”, la mostra che nel 2010 portò a Biesenbach una fama degna di quella della sua artista. 
Si parla del curatore come intollerante alle regole e la sua presa di posizione su un'autonomia senza precedenti, talmente forte da sconfinare nell'egoismo che pare non gli abbia nemmeno fatto ringraziare i due assistenti curatori che hanno collaborato alla disfatta della mostra dedicata alla cantante islandese. 
E poi ci sono le chiacchiere: il curatore ha "sopportato” lo sguardo della sua Marina solo per otto minuti, quando la media era di almeno un quarto d'ora, e quando si alzò dalla sedia fu evidente dall'espressione di Abramović che qualcosa era andato storto.
Insomma, stavolta sembra che il curatore più che accompagnare sia intento a condividere la ribalta degli artisti anche se ormai, più che a loro, Biesenbach pare rivolgersi all'attenzione di altre celebrities: Kylie Minogue, Diana Widmaier-Picasso, Kim Cattral città, Hedi Slimane e Miuccia Prada. 
Basta così? Per ora si, ma c'è qualche presagio: riporta Artnet: "Sulla scia di quella che molti critici sostengono sia la peggiore mostra del MoMA di tutti i tempi, nessun momento come oggi sembra più propizio per un cambiamento”. Uomo avvisato?
http://www.exibart.com/notizia.asp?IDNotizia=45112&IDCategoria=204

Muse - Dead Inside [Official Lyric Video]

"La famiglia Bélier", la commedia su sordità e adolescenza che ha conquistato la Francia

In sala giovedì il film di Eric Lartigau che ha incantato 7 milioni di spettatori. E' la storia di una sedicenne che vive in una famiglia dove tutti tranne lei sono sordi, quando scopre di avere una bellissima voce deve trovare il coraggio di dire ai genitori che vuole andare a Parigi per studiare canto
In Francia ha incantato piu di sette milioni di spettatori e ovunque esce, dalla Colombia alla Germania, ottiene gli applausi del pubblico, La famiglia Bélier di Eric Lartigau ha per protagonista una famiglia molto particolare nelle cui vicende però tutti possono facilmente identificarsi. Paula ha sedici anni ed è il punto di riferimento dei Bélier dove mamma, papà e fratello sono sordi. La sua collaborazione è fondamentale per l'organizzazione della loro fattoria, è lei che intrattiene il rapporti con i fornitori, le banche, che fa da tramite con i clienti al mercato dove vendono i loro formaggi. La sua vita non è facile, esattamente come quella di tanti altri adolescenti che si trovano a dover gestire il corpo che cresce, il primo innamoramento, il bisogno di arginare l'invadenza dei familiari, le decisioni sul proprio futuro. Quasi per caso Paula scopre di avere un talento, paradossale per la famiglia da cui proviene: una bellissima voce. Quando il suo insegnante di canto la spinge a tentare un provino che la porterebbe a studiare a Parigi comincia a prendere lezioni ma senza parlarne con i genitori.
"Il tema della famiglia è ricco, tocca emozioni diverse e momenti di vita che sono fondamentali per un adolescente. In questo film mi interessava raccontare il punto di vista di questa ragazza nella singolarità di questa famiglia di sordi e come lei costituisca un ponte con quelli che ci sentono. Ma paradossalmente il suo dono, il canto, è una specie di tradimento nei confronti dei genitori che non ne hanno accesso - dice il regista - L'adolescenza è ricca, contraddittoria per questo interessa i registi. Spesso l'umore degli adolescenti tocca gli eccessi, reagiscono in modo esagerato nel bene e nel male. I sentimenti sono forti e il corpo non è ancora formato completamente. La grande scoperta del proprio corpo e il passaggio verso il mondo adulto è un percorso violento e interessante. Accompagnare questa ragazza nel superamento delle sue paure e nel trovare se stessa mi piace e credo abbia parlato agli spettatori".
La giovane protagonista è Louane Emera scovata dal regista tra i finalisti del The Voice. "Non avrei mai pensato di trovare Paula così, pensavo di trovare un'attrice che sapesse cantare e invece alla fine ho avuto una cantante che non sapeva recitare ma è andata bene. Ho visto una registrazione della sua prima apparizione e sono stato completamente rapito. La mia opinione sui talent show? The Voice è un trampolino incredibile, è un mondo strano però soprattutto per un ragazzo tutta quella luce addosso, quell'attenzione sproporzionata può diventare destabilizzante".
Il resto della famiglia Bélier è composto da due attori piuttosto noti del cinema francese, i bravissimi Karin Viard (Potiche, La moglie del cuoco) e François Damiens (Niente da dichiarare? e Asterix e Obelix al servizio di sua maestà) e da un giovanissimo attore sordo Luca Gelberg. Per tutti è stato un grosso impegno riuscire a girare un film con la lingua dei segni. "Per gli attori udenti è stato un lavoro enorme, sei mesi quattro ore al giorno, con il professore dei segni che ha insegnato loro tutti i dialoghi del film non soltanto per quel che riguardava i segni ma anche per le espressioni del volto che dovevano corrispondere ai dialoghi. Durante le riprese c'era sempre anche lui e anche una traduttrice di segni che ci ha aiutato a comunicare con il ragazzo e ha verificato che tutte le scene fossero corrette. Per Louane è stata ancora piu dura perché lei parla con la voce e con i segni, una ginnastica difficile".
http://www.repubblica.it/spettacoli/cinema/2015/03/23/news/_la_famiglia_belier_la_commedia_su_sordita_e_adolescenza_che_ha_conquistato_la_francia-110294650/

Vogue di Madonna compie 25 anni

Vogue è uno dei pezzi storici della cantautrice americana Madonna. È il primo singolo estratto dall'album I'm Breathless ed è scritta e prodotta da Madonna e Shep Pettibone.
Il singolo della canzone, lanciato nell'aprile del 1990, vende più di 6 milioni di copie. Con Vogue Madonna porta in auge un ballo che diventa un vero e proprio fenomeno di costume, il vogueing. Questo ballo era allora molto diffuso nei locali gay degli Stati Uniti, consiste nell'imitare le pose plastiche delle modelle e dei modelli che appaiono sul noto magazine americano Vogue.
Vogue era stata concepita come una semplice b-side del singolo Keep It Together. Solo successivamente, sotto la spinta della casa discografica, la canzone è stata inclusa all'ultimo momento in I'm Breathless, l'album che contiene canzoni tratte o comunque ispirate al film Dick Tracy (Vogue non ha però alcun legame con il film).
Il brano, con il suo sound dance tipico dei primi anni novanta, oltre ad esortare all'evasione dalla monotonia della vita quotidiana verso la musica e la pista da ballo, contiene anche una sorta di rap di Madonna (il primo in una sua canzone) in cui la cantante celebra alcuni miti di Hollywood (tra cui Greta Garbo, Katharine Hepburn, Lauren Bacall, Marlene Dietrich, Marilyn Monroe, Ginger Rogers, Grace Kelly, Fred Astaire, Marlon Brando, Bette Davis e James Dean).
Nel 2006 Vogue, insieme a Jump, fa parte della colonna sonora del film Il diavolo veste Prada, interpretato da Meryl Streep.
La canzone, nella sua versione remix dell'album The Immaculate Collection, è inclusa nella terza raccolta dei più grandi successi della cantante, Celebration.
Il video, diretto da David Fincher, è considerato uno dei migliori di Madonna e forse uno dei più particolari della storia di MTV. Fu eletto ventottesimo miglior video di tutti i tempi dalla rivista Rolling Stone. Fu la terza volta che David Fincher e Madonna collaborarono (avevano già girato insieme i video per Express Yourself e Oh Father). Girato in bianco e nero, richiama il look dei film anni trenta, anche grazie ai capolavori dell'artista Art Deco Tamara de Lempicka. Molte scene sono rifacimenti dei set fotografici di Horst P. Horst, dandogli i crediti e i riconoscimenti. I primissimi piani si rifanno ai ritratti di Marlene Dietrich. Nel video compaiono i ballerini che parteciparono al Blond Ambition Tour e nel documentario A letto con Madonna. Le coriste del video sono Niki Harris e Donna DeLory, che compaiono con Madonna in moltissime occasioni, tra cui tour, video, live.
Un memorabile live fu quello agli MTV Video Music Awards del 1990. Nella performance Madonna e i suoi ballerini vestiti in pieno stile della Francia del XVIII secolo, con la cantante che rivestiva il ruolo della regina Maria Antonietta. Sempre nello stesso anno, Madonna inserì il brano nella scaletta del "Blond Ambition Tour". Nel 1993 Vogue venne eseguita in chiave orientale all'interno del The Girlie Show. Nel 2004 la performance di Vogue ha aperto il Re-Invention Tour (anche in quell'occasione era presente il guà citato tema settecentesco). Da un mash-up con 4 Minutes, sempre di Madonna, è nata una nuova versione del brano, denominata Vogue 2008 e inserita nello Sticky & Sweet Tour. Infine, la canzone è stata inserita anche nell'MDNA Tour del 2012, nella versione remixata proposta anche all'halftime show del Super Bowl XLVI.

Hozier: “Work Song”

'Pretty Woman' compie 25 anni, cosi' Hollywood scopri' Julia Roberts

(AGI) - Houston, 22 mar. - Torna a riunirsi per la prima volta il cast di 'Pretty Woman', uno dei film piu' popolari di tutti i tempi che valse a Julia Roberts un Golden Globe e la nomination all'Oscar come miglior attrice. In occasione dei 25 anni dall'uscita del film-icona della cultura pop, il 23 marzo del 1990, lo show Today della Nbc ha riunito tutti i protagonisti per una speciale intervista celebrativa con tanto di bacio tra l'ex moderna cenerentola e il suo principe azzurro: il tutt'ora fascinoso Richard Gere.
L'intervista andra' in onda il prossimo 24 marzo ma alcuni stralci sono usciti sul web. Sebbene il film non venga considerato un capolavoro, l'allora 22enne Julia Roberts strego' il pubblico nei panni di Vivian, la prostituta di Hollywood che si innamora di Edward Lewis, lo spregiudicato uomo d'affari miliardario interpretato dal gia' famoso 'American Gigolo'' e 'Ufficiale e gentiluomo'. Il film incasso' oltre 463,4 milioni di dollari nel mondo e 178 milioni negli Usa, un livello record superato quell'anno solo da 'Mamma, ho perso l'aereo', 'Ghost' e 'Balla con i Lupi'.
La mise della Roberts-Vivian mentre fa shopping a Rodeo Drive sulle note di 'Oh, Pretty Woman' di Roy Orbinson ha impazzato sulle passerelle. Gli stivali alti sopra al ginocchio, sfoggiati anche sulla locandina, sono stati il leit-motiv delle sfilate di Versace l'anno successivo e l'abito retro' a pois della partita di polo ha spopolato. Per non parlare poi del principesco vestito rosso indossato all'opera.
La costumista Marilyn Vince dovette scontrarsi con i produttori convinti che l'opera richiedesse un abito nero. Riusci' ad imporsi e quel vestito e' diventato uno dei costumi piu' celebri della storia del cinema.
http://www.agi.it/spettacolo/notizie/cinema-pretty-woman-compie-25-anni-cosi-hollywood-scopri-julia-roberts

Björk: il video in virtual reality di 'Stonemilker' è al MoMA e nei negozi Rough Trade

"Vilnicura", il nuovo album della cantautrice islandese Björk, sta per uscire in versione fisica (lunedì 23 marzo): per promuoverlo è stato ufficialmente lanciato il video per il brano "Stonemilker", tratto appunto dal disco. Attenzione però: non si tratta di un video classico, da guardare comodamente in streaming col vostro tablet, smartphone o computer... per visionarlo occorre viaggiare. Fisicamente. Prendere anche un aereo, se non si ha la fortuna di vivere a New York o Londra (o nelle vicinanze).
Il video di "Stonemilker", infatti, è un esperimento di virtual reality girato con una telecamera a 360 gradi da Andrew Thomas Huang, che già ha collaborato con Björk per il video di "Black Lake" e la copertina video di "Vulnicura". Sarà possibile vederlo solo in luoghi appositamente attrezzati per sfruttare la tecnologia della virtual reality: nella fattispecie, la sede del MoMA PS1 (a New York, Long Island City, Queens) e nelle sedie di New york e Londra dei negozi Rough Trade. Ci sono un paio di mesi di tempo.
ll video è stato girato sulla spiaggia di Grótta - a nord-ovest di Reykjavik: è il medesimo luogo in cui Björk ha composto la canzone. Il regista, in un comunicato ufficiale, ha parlato così della realizzazione:
Abbiamo avuto solo il tempo per pianificare le riprese la sera prima e abbiamo avuto soltanto due ore a disposizione per girare, a causa della marea; abbiamo catturato le immagini in poche take.
A causa del fatto che questa videocamera riprende tutto, io e il mio staff siamo stati nascosti dietro a dei cespugli, lasciando Björk da sola con la camera, senza sapere cosa stavamo riprendendo in realtà. Tutto quello che ricordo è che guardavo fissi i gusci perlacei delle conchiglie tra i miei piedi durante le riprese, sentivo i suoni che riverberavano contro le rocce sul bagnasciuga e ogni tanto facevo capolino per guardare di nascosto il duetto di Björk con la videocamera.
http://www.rockol.it/news-642763/bjork-stonemilker---video-in-vrtual-reality-al-moma-e-rough-trade

INDEPENDENCE DAY 2 CHIAMA CHARLOTTE GAINSBOURG

L'attrice di Nymphomaniac sul punto di firmare per un importante ruolo nel sequel di Emmerich
Dopo aver passato gli ultimi anni a parlare di un possibile e atteso sequel del kolossal di Roland Emmerich, Independence Day, e della possibilità che questo fosse composto da una o due parti, a seconda della presenza o meno dell'eroe di allora, Will Smith, abbiamo passato gli ultimi mesi a parlare del protagonista che avrebbe dovuto colmare quel vuoto, finendo con l'avere la definitiva conferma che la scelta si era posata sul Jessie Usher di Survivor's Remorse (che interpreterebbe il figlio del Capitano Steven Hiller).
Oggi, finalmente, sembra si possa aggiornare l'agenda e aggiungere a quel nome - e a quello di Liam Hemsworth, fortemente voluto dal regista per il ruolo del genero del Presidente Whitmore - quello di Charlotte Gainsbourg, attualmente in predicato di vestire i panni della protagonista femminile della nuova epopea di Independence Day 2 (o Forever, che dir si voglia). L'attrice francese, ammirata recentemente nel Nymphomaniac di Lars Von Trier, starebbe infatti per siglare un contratto con la Dreamworks secondo quanto riportato da The Hollywood Reporter.
Attendiamo quindi, con la sua, anche la conferma della presenza di Bill Pullman, altro ritorno annunciato che andrebbe ad affiancarsi a quello di Jeff Goldblum (nei panni di David Levinson). Un valore aggiunto crescente per il film che dovrebbe iniziare la propria produzione effettiva nel prossimo maggio sulla base di una sceneggiatura firmata da Carter Blanchard, dopo che le precedenti versioni dello stesso Emmerich e Dean Devlin, e poi di James Vanderbilt, non sembravano essere quelle giuste.
L'uscita del film è già prevista per il 24 giugno 2016, a venti anni da quella del film originario.
http://www.film.it/news/film/dettaglio/art/independence-day-2-chiama-charlotte-gainsbourg-42408/

Le (mille) versioni di Tamara

A Palazzo Chiablese di Torino una mostra esplora tutti gli aspetti della personalità della pittrice che ha percorso in modo avventuroso l’arte e la mondanità degli Anni 20 e 30
È davanti a una macchina fotografica. I capelli corti, le lacche, le mani curatissime, il collo nudo. È bella, ma non è quello. È lei, è solo lei, è Tamara de Lempicka, non ne esisterà un’altra. I suoi occhi non è detto che ti guardino. Capita anche nei suoi dipinti. I corpi ti offrono tutto, labbra rosse, braccia solide, sane, seni deliziosi o gambe forti, inguini luminosi, vestiti eleganti. Ma gli occhi quadrati, grandi, non ti guardano spesso. Sono altrove, soli, magnifici, incerti o finalmente felici. E se incrociano il tuo sguardo, è per chiedere; amore, quasi sempre, in tutte le sue forme, la maternità, l’intelligenza, il tormento. Qualche volta, invece, ti sfidano, ma è sempre desiderio, sono sempre incontri intensi e già perduti, immortali e alla moda, coi loro guanti di Hermès e le loro pettinature alla maschietta. È un paradosso, per Tamara, avventurosa e libera, ingorda, sconfinata; la sua vita ci sta tutta in quelle tele. Perché è una vita fatta di persone. Prime, le donne amate. Ira Perrot, che le fa scoprire Botticelli e i baci, Antonello da Messina e il momento in cui la pelle sente tutto. E poi la più eccitante e mora Rafaela, le palpebre chiuse dall’estasi, il corpo lussuoso. E Françoise Gilot, che rifiuta la sua corte, l’invasione di quelle altre braccia, ma le resta un’emozione. E poi un altro amore, altrettanto potente, quello per le Madonne, quello per una Madre Superiora di Parma che la consola, che ha dentro tutto il dolore del mondo, e si porta via anche il suo. 
E le bambine. Kizette, soprattutto, la figlia trascurata e lontana, per il cui matrimonio Tamara si limita a organizzare un pranzo senza sfarzo a Beverly Hills; non aveva tempo. Tamara l’ha accudita quasi più dentro le tele che nella vita; nei suoi dipinti Kizette è cresciuta, è diventata grande. E poi ci sono gli uomini, amati anche loro. Forse in qualche profilo, sopra qualche sciarpa, c’è Marinetti, con il quale Tamara, nel 1924, vuole incendiare il Louvre e così tutto il passato, e forse se stessa, lanciandosi come una folgore dentro i cancelli, salvo scoprire che le hanno sequestrato l’auto in sosta vietata. E il bellissimo Tadeusz Lempicki, lo scapolo d’oro di Polonia, che Tamara conosce quando è solo una bambina. Lo sposa quando ha neanche diciotto anni, lo distrugge insieme alla figlia quando vive tra le prostitute e la cocaina, la valeriana e la depressione, negli anni Venti. Lui se ne va con un’altra donna e lei quasi impazzisce, è un vuoto troppo vuoto. Esistono tutti, nei dipinti di Tamara. Anche quelli che non si sa chi siano. Visti a una partita di polo, durante una cena di gala, disegnati per una pubblicità o affascinanti al parapetto di un piroscafo. Quelli che lei non ci ha mai detto chi sono davvero. Forse, portano gli occhi del ricco barone Kuffner, secondo marito, disponibile ad accettare e ricambiare le sue infedeltà e la vita negli alberghi. O gli occhi perduti di Boris Gurwik-Gorska, che non c’è mai stato, il padre di Tamara, che scompare forse suicida quando lei ha cinque anni. O quelli più allungati del diplomatico siamese conosciuto mentre sposa Tadeusz e amato subito al ritorno dal viaggio di nozze. 
E poi Picasso, Cocteau, Gide, la Garbo. Quanti volti. Quanti occhi. Di Parigi, San Pietroburgo, Venezia, New York, Varsavia, Pompei, Hollywood, Cuernavaca. Le due guerre mondiali, i rischi e le tragedie per chi è ebreo. In quei dipinti, invece, non c’è D’Annunzio. Nel 1927, lei è al Vittoriale, ebbra tra i corridoi soffocanti e la nave Puglia. Lui vuole sedurla, lei dipingerlo. Nessuno dei due ci riesce. In fondo, perché è la stessa cosa. Amare, dipingere, esistere. O forse no, sono due cose diverse, anche per Tamara. Il colore, la geometria, la forma di una caraffa o le balze di un vestito verde, i capelli al vento e una mela hanno una dimensione, si possono imprigionare, salvare. Ma la vita no. La vita se ne va continuamente. Non si può possedere l’amore, si può solo viverlo, corpi di donne, corpi di uomini, tutto una meraviglia, tutto un dono, una tortura dolcissima. Non si può possedere la verità, e allora tanto vale mentire, ai propri dolori e alle proprie paure ma poi, con leggerezza, anche sulla propria data di nascita, e così indire un concorso pubblico per scegliere una modella ai suoi dipinti quando in realtà è già stata scelta, solo per farsi pubblicità. Tamara de Lempicka è glamour, la vita bella, i soldi, le donne che si pettinano come lei, si vestono e si travestono come lei. È che non si può possedere, soprattutto, la felicità, solo tre pacchetti di sigarette al giorno, i corpi dei bordelli umidi di Parigi, la musica di Wagner a tutto volume, tanti ricordi e tanti cappelli.
La mostra
Da oggi al 30 agosto, a Palazzo Chiablese di Torino, la mostra Tamara de Lempicka, promossa dal Comune di Torino - Assessorato alla Cultura, dalla Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici del Piemonte e dal Polo Reale di Torino e prodotta da 24 ORE Cultura – Gruppo 24 Ore e Arthemisia Group. Curata da Gioia Mori, la mostra si avvale della collaborazione di Canale Arte e Trenitalia in qualità di sponsor tecnici e del sostegno di la Rinascente e NovaCoop. Il catalogo è pubblicato da 24 ORE Cultura – Gruppo 24 ORE. Info e prenotazioni: ticket.it/tamara; tel. +39 011.0240113. Biglietti: e 13-11. Orari: lun 14.30 - 19.30 | mar, mer, ven, sab, dom 9.30 - 19.30 | gio 9.30 - 22.30. Dopo la permanenza a Torino, l’esposizione (che presenta oltre 80 opere dell’artista, in un percorso tematico in 7 sezioni che analizzano altrettanti aspetti artistici) sarà a Budapest, all’Hungarian National Gallery. Sito: www.mostratamara.it; hashtag: #tamara.
http://www.corriere.it/cultura/speciali/2015/corriere-eventi/notizie/mille-versioni-tamara-c7a30f26-ce55-11e4-b573-56a67cdde4d3.shtml

Hit parade, Madonna regina della top ten

(ANSA) - ROMA, 19 MAR - La regina del pop non si smentisce. Madonna, unica new entry della settimana, piazza Rebel Heart, il suo 13/o album, direttamente al primo posto della classifica degli album più venduti (Fimi-Gfk). L'icona della musica mondiale, che ha annunciato il raddoppio a Torino per l'unica tappa italiana del suo tour a novembre, ha scalzato dalla vetta Jovanotti, che dopo due settimane di leadership si "consola" con le oltre 100 mila copie vendute di Lorenzo 2015 cc. e la certificazione di Doppio Disco di platino. Scivolano di una posizione anche i tre ragazzi del Il Volo, vincitori di Sanremo, con i successi del festival rivisitati in Sanremo Grande Amore, e Nek con Prima di parlare, il nuovo disco di inediti del cantautore di Sassuolo. In quinta posizione Tiziano Ferro, con il Best of TZN. In risalita i Dear Jack con Domani è un altro film - Seconda parte, davanti a Il bello d'esser brutti di J-Ax, impegnato come giudice di The Voice of Italy.
Chiudono la top ten Gianna Nannini con Hitalia, stabile al nono posto, e Noel Gallagher e i suoi High Flying Birds con Chasing yesterday, che perde cinque posizioni rispetto a sette giorni fa.
Tra i singoli, continua a mantenere il primato Ellie Goulding con Love me like you do. Nella classifica dei dvd Violetta con Violetta il concerto - Backstage pass mantiene sempre il primato, davanti agli One Direction con Where we are: live from San Siro Stadium.

Dopo Madonna anche Noel Gallagher boccia Fabio Fazio: la sua intervista uno strazio

Niente da fare, sembra che a Fabio Fazio con gli ospiti stranieri non ne vada una giusta. Dopo essere stato zittito da Madonna che gli chiedeva di non interromperla mentre stava parlando, stavolta a mettergli i bastoni fra le ruote è Noel Gallagher.
L’ex Oasis, già noto per il suo temperamento non proprio “tranquillo”, ha duramente commentato l’intervista del presentatore di “Che Tempo Che Fa?” definendola un vero strazio: ”La tv italiana e’ uno fottuto strazio. Non parlo del playback, ma dell’intervista. Hai una persona davanti che ti fa una domanda in italiano e un fantasma nelle orecchie che la traduce in inglese. Puo’ essere, e spesso lo e’, molto goffo. E tenete conto che avevo fatto le 5 di mattina, il giorno prima, a fare casino con Nancy”.
Su Facebook, insomma, Gallagher sintetizza con poche parola la sua pessima esperienza e riecheggia le domande di Fazio, e la serata in generale, criticando l’organizzazione e il conduttore stesso.
“Noel, dici di essere uno che non si prende sul serio e che vive alla giornata…. Ho anche sentito dire che sei uno che si rifiuta di ponderare troppo… Quello che vorrei sapere e’ come sei arrivato a una tale conclusione, alla tua eta’… E io: ‘Ehm…non lo so’. Ed e’ partito uno scroscio di applausi. E li’ ho iniziato a sudare” spiega con ironia il cantante che poi ha anche da ridire sulla scelta del locale nel quale è proseguita la serata: “Dopo un casino di tempo abbiamo lasciato lo studio e ci hanno portato in un ristorante chic – racconta -, che era anche un night club, piu’ precisamente quello preferito dai calciatori che giocano nelle squadre di Milano. Tutte le donne (e ce n’erano tantissime) sembravano Mick Jagger quando Mick Jagger sembrava una donna italiana, cioe’ tra il ’65 e il ’69. A Nancy sarebbero piaciute…”.
http://www.clandestinoweb.com/number-news/171691-dopo-madonna-anche-noel-gallagher-boccia-fabio-fazio-la-sua-intervista-uno-strazio/

Cher in tribunale per aiutare la 96enne Edith Hill

68 anni all'anagrafe, oltre 100 milioni di dischi venduti in tutto il mondo, un Oscar come miglior attrice, il Prix d'interprétation féminine a Cannes, un Grammy, un Emmy, tre Golden Globe e un People's Choice Award per i suoi contributi nel cinema, nella musica e nella televisione, Cher si è fatta in quattro per aiutare una donna di 96 anni, quella che leggerete è davvero una bella storia, che merita di essere raccontata.
Nel mese di giugno la 96enne Edith Hill ha sposato il suo compagno di lunga data, il 95enne Eddie Harrison, con una piccola cerimonia in una chiesa battista di Alexandria. I due si conobbero per puro caso 10 anni prima, mentre erano in fila per acquistare i biglietti della lotteria. Hill e Harrison vinsero 2,500 dollari quel giorno, con un biglietto che acquistarono insieme. Da allora non si sono mai più separati, vivendo fianco a fianco insieme ad una delle figlie di lei e ad una nipote in Princess Street, Alexandria. Peccato che le altre due figlie di Hill non abbiano accettato il matrimonio con Harrison, anche perché lievemente colpita da lieve demenza, mettendo così in mezzo il tribunale. Il risultato? Hill costretta a tornare in Florida, ed Harrison a rimanere in Virginia.
L'uomo, via radio, ha fatto appello alle figlie di lei affinché facessero tornare a casa la moglie, per poi morire nel mese di dicembre. Ed è qui che subentra Cher, rimasta emozionata da questa storia ascoltata una sera in televisione. Quando ha saputo che i due sarebbero stati separati la cantante ha subito contattato il proprio avvocato. Dopo la morte di Harrison, poi, la nuova missione di Cher è diventata quella di riportare la povera Hill, ancora in Florida, dal defunto marito, in Virginia. Nella loro casa. Perché l'unico desiderio della donna era quello di vivere gli ultimi giorni della propria esistenza nella 'sua' casa di Princess Street, dove aveva vissuto insieme ad Harrison.
Cher, per riuscire nell'impresa, non solo ha pagato tutte le spese legali ma si è anche impegnata ad occuparsi delle spese mediche della donna, che andrà seguita giorno dopo giorno, e dei ritocchi all'abitazione che cade a pezzi. Tra i 50.000 e i 200.000 dollari l'anno, più o meno, le spese previste. Presente in tribunale la cantante non ha battuto ciglio, battezzando il tutto come un 'regalo' ad Edith ed Eddie. Pochi giorni fa il giudice chiamato a prendere una decisione sul futuro della 96enne Hill ha acconsentito ad un suo ritorno in Virginia, appena la casa di Princess Street sarà pronta. Grazie all'immenso cuore di una popstar meravigliosamente umana. Cher.
http://www.gossipblog.it/post/334540/cher-aiuta-una-donna-di-96-anni-a-tornare-a-casa

JAMES FRANCO: "SONO ETERO E GAY"

In un'intervista pubblicata dal magazine FourTwoNine, l'attore parla della sua chiacchierata sessualità e di ciò che viene considerato gay o no.
Di James Franco sappiamo che è una delle star più hot del momento, oltre che una delle più impegnate con innumerevoli progetti cinematografici in cantiere e altre forme di espressione artistica. Quello che non sappiamo però - e infatti è argomento di dibattito da anni - è se l'attore sia gay o no. Sullo schermo ha interpretato tanti personaggi omosessuali, mentre nella vita - o almeno sui social - l'attore ha giocato spesso e volentieri con l'ambiguità.
Il magazine FourTwoNine, ha chiesto a James Franco di auto-intervistarsi per un articolo nel quale l'attore parla anche della propria sessualità. Il James etero ha chiesto al James gay una volta e per tutte se è gay "o cosa?" e quest'ultimo ha risposto: "Beh, mi piace pensare che sono gay nell'arte e etero nella mia vita. Sono gay anche nella vita ma per quanto riguarda i rapporti sessuali potreste dire che sono etero. Quindi credo che dipenda da cosa intendete per gay. Se intendete con chi si va a letto, allora sono etero. Negli anni '20 e '30, si usava definire l'omosessualità in base al proprio atteggiamento, ma ma non in base a chi ti portavi a letto. I marinai scopavano sempre con altri uomini, ma per i loro atteggiamenti virili non erano considerati gay."
Tra i tanti film nei quali l'attore è apparso di recente, ricordiamo il controverso The Interview - che è costato alla Sony un terrificante leaking di email e dati confidenziali da parte di terroristi coreani - quindi I Am Michael e Queen of the Desert, entrambi presentati a Berlino.
http://movieplayer.it/news/james-franco-sono-etero-e-gay_34544/

"Twin Peaks", a rischio il sequel: «Ci sono delle complicazioni»

Il ritorno più atteso della prossima stagione televisiva potrebbe saltare: tra il piano di dare vita al sequel di “Twin Peaks” e la sua messa in onda prevista per il 2016 sul canale americano “Showtime”, infatti, si sono messi in mezzo intoppi di natura contrattuale che rischiano di mandare all’aria tutto. 
A rivelarlo è niente meno che David Lynch, regista della serie tv che tra il 1990 e il ’91 incollò davanti agli schermi milioni di spettatori, che ha confidato perplessità e dubbi sull’eventuale riuscita del progetto ai margini di una mostra in suo omaggio inaugurata in Australia: «Non lo so, ci sono delle complicazioni» ha risposto a chi gli chiedeva se la miniserie cult dovesse essere davvero prodotta.
Nell’occasione Lynch non ha ritenuto di precisare meglio la natura delle sue paure ma, a quanto pare, i problemi riguarderebbero la delicata fase della negoziazione degli accordi con il cast. Ad avvalorare questa ipotesi è stato proprio lo stesso regista statunitense durante un’intervista all’emittente televisiva australiana “Abc”, trasmessa successivamente alla sua partecipazione all’evento, in cui, oltre ad essere più esplicito, è parso anche più ottimista sulla possibilità di girare una nuova avventura del suo lavoro più apprezzato: «Non ci sono ancora tornato e stiamo ancora lavorando sul contratto, ma amo il mondo di Twin Peaks e amo questi personaggi. Penso che sarà davvero molto speciale ritornare in quel mondo».
Annunciata da Lynch su Twitter lo scorso ottobre, la notizia dell’imminente realizzazione del terzo capitolo televisivo di “Twin Peaks” - non un remake ma una vera e propria ripresa della storia conclusasi 24 anni fa con la fine della seconda stagione - aveva mandato in visibilio tutti i fan della serie. Ad accendere ulteriori entusiasmi poi avevano pensato a gennaio Kyle MacLachlan e Sheryl Lee, interpreti rispettivamente dell’agente speciale Dale Cooper e di Laura Palmer, personaggi su cui ruotava l’intera trama delle prime due edizioni del serial e dovrebbe ruotare pure il romanzo di questo sequel composto da nove episodi tutti diretti da Lynch, che, insieme ad altre “vecchie” conoscenze del telefilm, avevano ufficializzato la propria disponibilità a rivestire i panni dei loro fortunatissimi alter-ego. Sarà servito a qualcosa? Presto lo scopriremo.
http://spettacoliecultura.ilmessaggero.it/cinema/twin-peaks-a-rischio-sequel-complicazioni/1243528.shtml

Madonna raddoppia, a Torino due concerti

Torino - Diventano due i concerti di Madonna a Torino, unica tappa italiana del “Rebeal Heart” Tour. La cantante si esibirà, oltre che il 21 novembre, anche il giorno dopo.
La decisione è stata annunciata da Live Nation, per soddisfare la grande richiesta dei fan della star, insieme ai nuovi concerti di Parigi, Amsterdam, Edmonton, Montreal, Colonia e Berlino. Per la seconda serata torinese biglietti in vendita a partire dal 24 marzo.
http://www.ilsecoloxix.it/p/cultura/2015/03/17/ARlcPaqD-madonna_raddoppia_concerti.shtml

Madonna on 'The Jonathan Ross show' Feb 26th 2015


Perché anche per Madonna denunciare lo stupro sarebbe stato umiliante?

Puoi anche essere la regina del pop, l’artista donna ad avere venduto più dischi nella storia della musica. Ma l’umiliazione di uno stupro non si dimentica. Al punto da farti ritenere inutile denunciare la violenza.
Quello che accade ogni giorno a migliaia di donne è successo anche a Madonna. È stata la stessa cantante a rivelarlo nel corso di un’intervista all’«Howard Stern Show», una delle trasmissioni radiofoniche più popolari d’America. Raccontando come una ragazza del Midwest, approdata dal Michigan alle mille luci di New York con una valigia di sogni e l’incrollabile fiducia nel prossimo che è il marchio di fabbrica della gioventù, abbia perso l’innocenza e con essa il coraggio di far punire il colpevole.
«Un giorno — ha ricordato la popstar ai microfoni di Stern — ho trovato chiusa la porta della scuola di danza che frequentavo. Volevo telefonare ma non avevo i soldi. Un uomo mi offrì di fare la chiamata da casa sua, dall’altro lato della strada. Accettai, era gentile, amichevole. Avevo 19 anni, mi fidavo di chiunque».
Quell’uomo la stuprò. Pensò mai di denunciare alla polizia di essere stata violentata? le hanno domandato Howard Stern e la co-conduttrice del programma Robin Quivers. «No» ha replicato l’ex Material Girl, aggiungendo quella che è la realtà per moltissime donne che hanno subito violenza sessuale: «Se avessi denunciato — ha proseguito la cantante — avrei dovuto sottopormi a una visita ginecologica e testimoniare in tribunale, dove i giudici fanno un sacco di domande intime, personali. Sei già stata violata: vuoi parlarne ancora, vuoi rendere pubblica la cosa? No, è inutile. È troppo umiliante».
Nonostante la cantante avesse già parlato in passato di aver subito violenza (in un’intervista rilasciata alla rivista musicale britannica New Musical Express nel 1995, e sulle pagine di Harper’s Bazaar in un articolo da lei stessa scritto nel 2013) le sue parole fanno scalpore. Perché dimostrano come ancora troppo spesso, dopo uno stupro,  le donne scelgano di tacere per non sentirsi umiliate due volte. E questo nonostante negli Usa da tempo l’amministrazione Obama sostenga la campagna «1 is 2 many» (una è troppo) che esorta  a denunciare.
Considerato quanto raramente alle donne violentate viene riconosciuta giustizia, non sorprende che a vincere sia ancora la vergogna.

E' evidente che Madonna voleva far riflettere: per una donna denunciare un stupro non dovrebbe essere un’esperienza umiliante, senza contare poi, oltre allo stress psicologico, anche il costo economico che, all’epoca, Madonna e tante come lei non potevano permettersi. Credo che Madonna abbia raccontato la vicenda per far sì che le procedure cambino e siano meno umilianti per la vittima, per fare in modo che le denunce aumentino e che le donne non scelgano il silenzio. Mi spiace che sia stata criticata, credo invece che, dall’alto della sua popolarità, abbia voluto dar voce alle tante donne che come lei hanno taciuto e con la speranza di cambiare le cose e proteggere di più le vittime. Per capire quanto Madonna ha ragione, basta ricordare il film “Sotto accusa” con Jodie Foster. In Italia credo sia ancora più umiliante: pene ridicole, stupratori che dopo pochi mesi tornano a casa, magari, vicino alle vittime, facile vivere nel terrore. Poi le sentenze tipo quella che anni fa diede l’assoluzione allo stupratore perché, secondo la difesa, la vittima indossando i jeans non poteva aver subito uno stupro… Madonna ha denunciato una triste realtà: sì, denunciare uno stupro è umiliante.
http://27esimaora.corriere.it/articolo/perche-anche-per-madonna-denunciarelo-stupro-sarebbe-stato-umiliante/