August 16th #MadonnaDay

Madonna fans! On August 16th, we’ll be celebrating The Queen of Pop’s Birthday and we want for you all to join the party!
Back in September 2013, Madonna launched her Art For Freedom platform for all of us to share our own definition of Freedom but also to encourage creative expression that brings awareness to human rights violations. With thousands of submissions, (including photos, videos, music and poetry) the project has grown into a strong online community fighting for the universal right to be free.
Since the initiative is a cause close to Madonna’s heart, we would like for you to wish her a Happy Birthday by adding your stone to the Freedom building! To do so, just visit www.artforfreedom.com before August 15 at 11am EST and submit a picture that illustrates your own vision of what our world should be all about if we all had the same rights and freedom to be who we are. The picture can be a portrait, a landscape, a selfie, or whatever you think it should be. Make sure to include a description and feel free to add your Birthday message for Madonna as part of it.
On August 16th, we invite you to post your submitted picture to your favorite social network(s), using the ‪#‎MadonnaDay‬ and ‪#‎ArtForFreedom‬ hashtags for your friends, fellow Madonna fans, our girl herself and the whole world to see! Some of Madonna’s favorite pics will be highlighted on artforfreedom.com and/or be mailed branded goodies
Happiness, love, joy, peace, etc,.. Let’s make your picture something that will bring a smile to Madonna’s face and make her feel we are all one on her special day!

VENEZIA71: TRE CUORI, CON CHIARA MASTROIANNI, CATHERINE DENEUVE E CHARLOTTE GAINSBOURG

La 71esima edizione della Mostra di Venezia inizierà tra poco più di un mese e noi non vediamo già l'ora di sapere tutto sui film in concorso.
Tra le tante pellicole che verranno presentante, anche l'ultima fatica di Benoit Jacquot, il pluripremiato regista francese di Les Adieux à la Reine.
"TROIS COEURS": UN DRAMMATICO TRIANGOLO AMOROSO
Il film, intitolato Trois coeurs (Tre cuori) racconta di un intricato triangolo amoroso, come si può ben capire dal titolo: un uomo, Marc, incontra Sylvie in una cittadina di provincia e i due passano una notte insieme, avango per vie nascoste e parlando di qualsiasi cosa tranne che di loro stessi.
All'alba, Marc dà appuntamento a Sylvie per qualche giorno dopo, ma i due decidono di non scambiarsi i numeri di telefono (forse citando Before sunrise, il primo film della triologia di David Linklater).
Il giorno stabilito, Sylvie, interpretata da Charlotte Gainsbourg, aspetta Marc su una panchina del Jardin de Tuileries, ma Marc non si presenta, come succede nelle migliori storie d'amore. E tragedia.
Dopo qualche tempo, Marc incontra un'altra donna, di cui si innamora perdutamente, fino al momento in cui scopre che è la sorella di Sylvie.
Chiara Mastroianni, Catherine Deneuve, Benoit Poelvoorde e Charlotte Gainsbourg creano la perfetta atmosfera per questo dramma familiare, denso di incomprensioni, spiacevoli coincidenze e dolore taciuto. Quando l'amore non basta, quando la famiglia, culla delle nostre prime emozioni, si rivela un covo di inaspettati tranelli, come si può uscirne vivi - o almeno non completamente distrutti?
http://www.look-dei-vip.it/articolo/venezia71-tre-cuori-con-chiara-mastroianni-catherine-deneuve-e-charlotte-gainsbourg_a7942/1

James Franco al Festival di Venezia 2014: Quando il cinema incontra Faulkner

James Franco presenterà al prossimo Festival del cinema di Venezia un progetto a dir poco ambizioso: l’ adattamento cinematografico de “L’urlo e il Furore”, uno dei più affascinanti e complessi romanzi di William Faulkner.
Ci sono voluti anni prima che qualcuno trovasse il coraggio di confrontarsi con quel gigante della letteratura americana che è William Faulkner. C’è voluto James Franco, unico attore della sua generazione a conservare quel pizzico di insana follia e di venerazione assoluta per il genio letterario del Mississipi, per portare sul grande schermo “L’urlo e il Furore”, uno dei più bei romanzi mai pubblicati in America, e farlo concorrere al prossimo Festival di Venezia. Una vera e propria impresa, perché William Faulkner è notoriamente uno dei più difficili autori da adattare per il cinema: i suoi romanzi sono un susseguirsi di flussi di coscienza, di narrazioni elaborate da punti di vista multipli e di salti temporali nella cronologia del racconto. L’epopea della famiglia Compson narrata nel romanzo fà da specchio alla società americana del vecchio Sud all’alba della grande depressione: pensieri, immagini e ricordi dei personaggi sono affidati a irrefrenabili monologhi interiori. Come se mettere in scena il romanzo non fosse abbastanza difficile, James Franco ha ben pensato di riservarsi il ruolo di Benji, il 33enne membro della famiglia disabile, quasi del tutto incapace di parlare. Ma il vero colpo è un altro: svestiti gli elegantissimi abiti di Don Draper, Jon Hamm, protagonista di Mad Men, sarà il capofamiglia dei Compson e potrebbe essere una delle stelle più luminose sul red carpet del Lido.
http://www.melty.it/james-franco-al-festival-di-venezia-2014-quando-il-cinema-incontra-faulkner-a130301.html

Cher odiava If I Could Turn Back Time e fu costretta fisicamente a registrarla

Fu letteralmente "costretta" a inciderla nonostante la detestasse
Una delle canzoni più famose dell'intera carriera di Cher è sicuramente If I Could Turn Back Time. Eppure, in base a quanto rivelato da Diane Warren, la cantante non era affatto convinta del pezzo e fu difficile riuscire a convincere a registrarla.
"La canzone che realmente odiava era If I could turn back time,' e ho dovuto tenerle la gamba giù durante la sessione e le ho detto, 'Devi registrarla!'"
Immaginate la scena? E la reazione è semplicemente magnifica. Perché Cher ha così replicato all'insistenza della collega:
"Vaffanculo, stronza! Mi stai facendo male alla gamba! OK, ok ci proverò!"
Come intuibile, alla fine, ha ascoltato il consiglio e ha inciso il brano. Al termine del lavoro ha silenziosamente compreso di aver fatto la scelta giusta nel seguire l'obbligo:
"Lei mi ha lanciato questo sguardo come per dire 'Avevi ragione'"
Insomma, se non fosse stato per la Warren, Cher magari non avrebbe mai registrato questa canzone. Vi immaginate? Non fatelo sapere a una persona in particolare...

http://www.soundsblog.it/post/293278/cher-odiava-if-i-could-turn-back-time-costretta-a-registrarla

Madonna ha reinciso 'La isla bonita' - ASCOLTA

Madonna evidentemente ha un debole per Diplo, forse il produttore più in vista (con Avicii) col quale sta lavorando il suo prossimo album. Diplo, vero nome Thomas Pentz, 35 anni, è infatti riuscito a convincere l'artista a ri-registrare uno dei pezzi più famosi che pubblicò negli anni Ottanta, "La isla bonita". E non solo. L'influenza di Diplo, che è anche DJ e compositore, è arrivata al punto che Madge ha perfino cambiato una piccola parte del testo per rendergli omaggio. Al posto di "Last night I dreamt of San Pedro", la Material Mum ora canta "Last night I dreamt of Major Lazer". Major Lazer è il nome del side-project, fondato nel 2008, da Diplo. Il tutto, almeno apparentemente, per puro divertissement: la registrazione sarebbe destinata unicamente ad una puntata della serie televisiva britannica "Superstar DJs" che andrà in onda domani su BBC.
http://www.rockol.it/news-617316/madonna-ri-registrato-isla-bonita?utm_source=feedburner&utm_medium=feed&utm_campaign=Feed%3A+rockol%2FfRwb+(Rockol+Music+News)#article

50 sfumature di grigio, il trailer ufficiale

Il trailer dell'attesissimo film tratto dalla trilogia erotica di E.L.James, con protagonisti James Dornan nei panni di Christian Grey e Dakota Johnson starring Anastasia
Finalmente ci siamo. Dopo la breve (15 secondi) e «misteriosa» anticipazione dei giorni scorsi ad opera di Beyoncé, la Universal Pictures ha diffuso il primo trailer ufficiale di 50 sfumature di grigio, l’attesissimo (a dir poco) adattamento cinematografico dell'omonimo bestseller erotico della scrittrice E.L. James, diretto da Sam Taylor-Johnson (Nowhere Boy).
Per quei pochi che non avessero letto il libro, la storia vede protagonista una donna di nome Anastasia Steele (interpretata qui da Dakota Johnson) alle prese con una nuova «educazione sessuale», fatta di pratiche spinte e attività osé guidata dalle sapienti mani del miliardario Christian Grey (Jamie Dornan).
Il cast del film include anche Luke Grimes come Elliot il fratello di Christian; Victor Rasuk come José un amico di Anastasia; Eloise Mumford come Kate, migliore amica e compagna di stanza di Anastasia; Marcia Gay Harden nei panni della Dr. Grace Trevelyan Grey, madre di Christian; Rita Ora come Mia, la sorella di Christian; Max Martini come Taylor, guardia del corpo di Christian; Callum Keith Rennie come Ray, il patrigno di Anastasia; Jennifer Ehle nei panni di Carla, la madre di Anastasia e Dylan Neal in quelli di Bob, il marito di Carla.
La trilogia Fifty Shades è stata tradotta in 51 lingue in tutto il mondo con oltre 100 milioni di copie vendute il che la rende una delle serie più vendute di sempre.
http://www.vanityfair.it/show/cinema/14/07/24/50-sfumature-di-grigio-trailer/?utm_source=facebook&utm_medium=marketing&utm_campaign=vanityfair

Venezia71 tra crisi, guerra e letteratura. Ma non mancano le star

Comunicati i nomi delle pellicole in concorso nella Mostra del Cinema dal 27 agosto al 6 settembre. Tre film italiani in gara: Mario Martone, Francesco Munzi e Saverio Costanzo. Tra i divi in arrivo: Al Pacino, Willem Dafoe, Michael Keaton, Charlotte Gainsbourg e Catherine Denevue
VENEZIA. Quattro film francesi e quattro italiani: un festival internazionae con trazione europea quello di Venezia71, il cuo programma completo è stato presentato a Roma, all’Hotel St. Regis. La mostra si svolgerà al Lido, come ogni anno, dal 27 agosto al 6 settembre 2014. Film di apertura (che sarà anche in concorso) è «Birdman (o Le imprevedibili virtù dell’ignoranza)», diretto da Alejandro G. Iñárritu (già autore di «Amores perros», «21 grammi», «Babel», «Biutiful»), con Michael Keaton. a preapertura invece sarà dedicata al centenario della Grande Guerra con il «Maciste Alpino» di Luigi Maggi, pellicola del 1916: è in progralla la proiezione nella nuova Sala Darsena, martedì 26 agosto.
Tutti i film in concorso. Questi i registi e i film presenti nella selezione ufficiale della Mostra del Cinema di
Venezia: Fatih Akin "The Cut"; Roy Andersson "A Pigeon Sat on a Branch Reflecting on Existence"; Ramin Bahrani "99 Homes"; Rakhshan Bani-Etemad "Ghessha (Tales)"; Xavier Beauvois "La rancon de la gloire"; Saverio Costanzo "Hungry Hearts"; Alix Delaporte "Le dernier coup de marteau"; Abel Ferrera "Pasolini"; David Gordon "Green Manglehorn"; Alejandro Gonzalez Inarritu "Birdman or The Unexpected Virtue of Ignorance"; Benoit Jacquot "3 Coeurs (Three Hearts)"; Andrei Konchalovsky "The Postman’s White Nights"; Mario Martone "Il Giovane Favoloso"; Kaan Mujdeci "Sivas"; Francesco Munzi "Anime Nere"; Andrew Niccol "Good Kill"; David Oelhoffen "Loin des hommes"; Joshua Oppenheimer "The Look of Silence"; Shinya Tsukamoto "Nobi (Fires on the Plain)"; Wang Xiaoshuai "Red Amnesia".
http://nuovavenezia.gelocal.it/cronaca/2014/07/24/news/venezia71-si-svela-a-roma-il-programma-della-mostra-del-cinema-2014-1.9648945

Che fine ha fatto la generazione Erasmus?

Lo racconta "Casse-tête chinois" del francese Cédric Klapisch

Le saghe cinematografiche non sono solo blockbuster fantasy ma (qualche volta) anche commedie. Ne è un esempio l'ideale trilogia del francese Cédric Klapisch, composta da L'appartamento spagnolo (2002), il meno fortunato Bambole russe (2005) e ora questo Rompicapo a New York (in originale Casse-tête chinois). Klapisch, soggettista, sceneggiatore e regista, nei tre film ha sempre impiegato gli stessi attori principali, filmandoli nel passare del tempo. Romain Duris come l'Antoine Doinel di Jean-Pierre Léaud (che sarà premiato a Locarno) per Truffaut. Con accanto Audrey Tautou (Amélie e il suo favoloso mondo sono ormai archiviati), Kelly Reilly e Cécile de France. Sono diventati quattro quarantenni incasinati a livello famigliare e sentimentale. L'intento del regista è di continuare a monitorare una generazione obbligata a tenere il passo con il mondo che cambia. È la generazione Erasmus ritratta nel primo film, oggi alle prese con tutti i problemi delle famiglie allargate e in trasferta in una New York che guarda alla Cina. Duris è uno scrittore. Ha sposato la Reilly ma ha divorziato e quando lei si trasferisce a New York la segue per stare vicino ai due figli; nel frattempo ha donato lo sperma per permettere all'amica lesbica Cécile de France di avere un bambino e a New York approda anche l'ex fidanzata Tautou, diventata manager in affari con gli asiatici. Solo per ottenere la green card, Duris sposa un'americana di origine cinese, abita a Chinatown e deve tenere a bada il funzionario dell'immigrazione che subodora un matrimonio di facciata. Tra mogli, amanti, figli, parenti e altri estranei, l'eterno Peter Pan finirà il suo romanzo. La vita è molto complicata racconta il regista con leggerezza e a volte disinvolta superficialità. Nei momenti migliori c'è uno sguardo acuto sulle assurdità della multietnica società statunitense, mentre il perplesso Duris dialoga interiormente con Schopenhauer ed Hegel che vanno a fargli visita ricordandogli massime di vita già valide ai loro tempi.
http://www.cdt.ch/cinema/recensioni/111427/che-fine-ha-fatto-la-generazione-erasmus.html

Radiohead: l’album prende forma via mail

L’attesa cresce ma i Radiohead danno la sensazione di volersela prendere con calma. L’ultimo disco della band risale al 2011 con l’uscita di The Kings of Limbs ed i tempi sembrano maturi per un nuovo album. Le aperture nel corso delle ultime settimane sono state molteplici, il primo è stato Colin Greenwood che aveva rivelato la possibilità di un ritorno in studio. Possibilità poi confermata anche dal fratello Jonny che aveva dato qualche indicazione più precisa anche dal punto di vista temporale visto che aveva rivelato la possibilità di un ritorno già alla fine dell’estate. Ora le voci si infittiscono ed anche le parole dei diretti interessati. Jonny Greenwood ha parlato del nuovo album nel corso di un’intervista con il Sunday Times nella quale ha rivelato che il processo di scrittura, seppur in modo del tutto particolare, si è messo in moto.
Jonny Greenwood ha rivelato al giornale inglese: “Proprio l’altra sera ho cominciato a mandare a Thom Yorke delle nuove idee per le canzoni, le ho mandate via mail. Diciamo che è un po’ insolito ed è anche meno bello rispetto a farlo di persona, anche perché così non riesci a vedere la sua reazione e se si mette a ballare per la gioia”. Ma ovviamente quando si parla di tempi diventa tutto più nebuloso: “Non abbiamo nessun idea su una possibile data di uscita  del disco, per il momento stiamo solo mettendo in moto la macchina”. La mail cominciano a circolare ed è già una speranza per i fan che aspettano dal 2011…
http://www.virginradio.it/38418/radiohead-album-prende-forma-via-mail-news/

Madonna: nuovo album entro la fine del 2014

Madonna si appresta a pubblicare il suo nuovo album entro la fine del 2014; è mistero sul titolo, sebbene alcuni sostengano che sarà "Unapologetic Bitch", e sulla tracklist, tranne il brano "Messiah". Tante collaborazioni con Adele, Natalia Kills e MoZella, autore di "Wrecking Ball".
Madonna, alias Louise Veronica Ciccone, popstar in splendida forma con alle spalle un'esperienza trentennale in hit mondiali, platee strabordanti e situazioni trasgressive, sta per tornare alla carica con un nuovo disco che dovrebbe quasi certamente vedere la luce entro la fine del 2014. La ridda di voci sul titolo dell'opera non ha ancora trovato una risposta ufficiale, sebbene siano state azzardate le previsioni più disparate basate su presunti indizi.
Di certo per ora c'è solo che la popstar di Detroit, classe 1958, ha praticamente terminato il suo nuovo album in studio e che vi saranno collaborazioni davvero gustose e interessanti al suo interno. Tra le altre, star come Adele, Natalia Kills, Diplo e MoZella, autore della hit "Wrecking Ball" cantata da Miley Cyrus. Non si sa però se questi artisti abbiano collaborato sulla musica, sui testi o su entrambe le cose.
L'aspetto del titolo ha infervorato ancora di più il dibattito tra critici, giornalisti e semplici fan: la maggior parte degli accoliti è convinta che la soluzione dell'enigma sia nelle foto pubblicate recentemente da Madonna su Instagram, accompagnate dalla didascalia "Unapologetic Bitch". Se l’immagine corrisponda o meno alle reali volontà di Madonna, non possiamo ancora saperlo: lo scopriremo solo quando il nuovo album sarà pubblicato.
Naturalmente nulla si sa riguardo la tracklist dell'abum, con una importante eccezione: Madonna ha infatti pubblicato uno snippet della sezione d'archi del brano "Messiah" rivelando che farà parte dell'opera.
Madonna è nata a Bay City (Detroit), Michigan, nel 1958 e giovanissima si è recata a New York in cerca di fortuna e successo. Dopo le prime esperienze nel cinema, si dedica alla musica incidendo il suo primo singolo nel 1982 e l'anno successivo il primo album "Madonna". Ma è con "Like A Virgin" del 1984 che il mondo si accorge di lei. Da allora solo successi: oggi la popstar può dire di aver venduto oltre 400 milioni di dischi in tutto il mondo ed essere una delle donne più potenti e facoltose a livello mondiale.
http://www.mauxa.com/news/18515-madonna-nuovo-album-entro-la-fine-del-2014

Storie di sesso e rock'n'roll: quando le star superano il limite

Dai calchi in gesso dei genitali  ai pesanti doppi sensi del mondo rap, alle allusioni esplicite di Alanis Morissette e James Brown.  Un libro svela tutte le connessioni tra musica ed erotismo che, nel corso dei decenni, hanno spostato il confine del lecito. Paolo Bassotti racconta nel libro Sexy Rock edito da Arcana, le relazioni tra star della musica e sensualità: Scandali, provocazioni e trasgressioni che vanno da Elvis Presley e Chuck Berry a Marilyn Manson. 
Le dieci sexy storie più scandalose del rock and roll ( e non solo...)
1) Marianne Faithful e Mick Jagger: dolci trasgressioni 
Febbraio 1967: la polizia irrompe a casa di Keith Richards dei Rolling Stones. Tra i presenti ci sono Mick Jagger e Marianne Faithfull. Scrive l’autore di Sexy Rock: «Si diffondono leggende metropolitane:  gli agenti avrebbero trovato Jagger che mangiava una barretta di Mars infilata nelle parti intime di Marianne. 
2) Alanis esplicita 
In You oughta know, rivolgendosi a un ex fidanzato che l’ha lasciata per un’altra canta: "Lei è perversa come me? Te lo succhierebbe nel bel mezzo di un cinema?". 
3) Velvet underground: il sibilo della frusta
La band newyorkese ebbe come mentore Andy Warhol e tra i componenti la modella svedese Nico. Nel 1967 hanno inciso il brano Venus in Furs "ispirato all’ominimo romanzo di di Von Sacher Masoch. Luccicanti stivali di pelle, frustate, un servo obbediente e una padrona severa: il sadomasochismo a 33 giri". 
4) Motley Crue e bollicine
Il libro rivela che una volta la band disse a una fan: "Se vuoi far sesso con noi devi prima sederti su una bottiglia di champagne". 
5) Jim Morrison osceno 
"Volete vedere il mio pisello? Lo volete vedere, non è vero? È per questo che siete venuti, giusto?" disse Jim Morrison durante un concerto in Florida nel 1969. Due anni più tardi venne condannato per atti osceni. 
6) Serge Gainsbourg & Jane Birkin
La canzone Je t’aime moi non plus "è puro sesso. Serge Gainsbourg parla con voce profonda, come se stesse attaccato all’orecchio di Jane Birkin. Gode dell’amplesso e gode delle sue stesse parole: brillanti  e seducenti. Filosofeggia sull’amore indugiando sui doppi sensi". Un inno all’eros. 
7) Iggy Pop sottomesso
Sexy Rock racconta che: "Iggy ha conosciuto la sottomissione sessuale, mettendosi al servizio, anche come lavapiatti, della spacciatrice Mickey B, in cambio di un po’ di cocaina". 
8) Jimi Hendrix & La collezionista 
A sinistra, la cover del disco di Jimi Hendrix, Electric Ladyland: A ognuna delle modelle nude vennero date 7 sterline per la foto.  Ma la vicenda che è dievntata mito è quella della groupie americana Cynthia Plaster Caster, famosa per i calchi in gesso dei peni delle rockstar che frequentava. Ovviamente nella sua collezione non manca quello del superdotato Hendrix.
9) Prince Hot 
Così Sexy Rock racconta i suoi esordi: "Prince si trucca, indossa calze e scarpe da donna, eppure nelle sue canzoni ribadisce la sua virilità. In Bambi si rivolge a una lesbica: “Non lo capisci? Con un uomo è meglio”. 
10) Chuck Berry, l’imprudente 
Il re del rock scontò tre anni di prigione a partire nel 1962. La sua colpa? Aver convinto una nativa americana di 14 anni a lavorare come cameriera nel suo locale di St. Louis. Dopo pochi giorni di lavoro, la ragazza venne fermata dalla polizia mentre si prostituiva.
http://cultura.panorama.it/musica/storie-sesso-rcok-and-roll-quando-star-superano-limite

James Franco, il libro di poesie

“Sono una creatura notturna, /E io sono qui per ingannare il tempo. /Potete vedere il tempo e la stanchezza/ Facendo attenzione alla mia faccia/ Tra 50 anni/ Il mio sonno sarà la morte/ Vado come il resto/ Ma io ho interpretato/ Tutti i giochi e tutti i ruoli”. Scrive (la traduzione è nostra, ce ne prediamo tutti i demeriti del caso) il più intellettuale dei sex symbol di Hollywood nel suo primo libro di poesie. Che James Franco (una strepitosa carriera da attore che abbraccia anche la regia) avesse il pallino della scrittura era noto, non fosse altro per la dozzina di sceneggiature che conta il suo curriculum (l’ultima delle quali quella di Child of God, film di cui è anche regista presentato a Venezia l’anno scorso) e anche della raccolta poetica si sapeva. Quello che non si poteva prevedere era l’esito alquanto favorevole da parte della critica. Anne Waldman, ad esempio, paragona l’eclettico attore ad un uomo del Rinascimanto.  David Orr, invece, nella lunga recensione sul New York Times pur sostenendo che il libro non è “completamente buono” (e lo paragona ad un buon saggio studentesco), dice anche che non è completamente cattivo, insomma, c’è del buono. A cominciare dall’editore, Graywolf, uno dei migliori editori di poesia americana, abituato a pubblicare “poeti veri” come Tony Hoagland o Frank Bidart  e dice: “Questo libro è pensato per i lettori di poesia reali, così come i seguaci su Twitter di Franco, tutti i 2,2 milioni”.
Directing Herbert White è una raccolta divisa in sette sezioni, le poesie sono scritte in versi liberi con strofe realizzate come paragrafi allungati. Lunga la lista delle persone famose che s’ incontrano e icone talvolta dolenti: James Dean, Monica Vitti, Catherine Deneuve, Sal Mineo, Heath Ledger, Lindsay Lohan. Ma l’autore sembra riflettere soprattutto su sé, sulla propria fama e i ruoli che ha abitato, da Hart Crane ad Allen Ginsberg all’amante di Harvey Milk. E così ecco che Franco realizza un’autorevole riflessione sl mondo del cinema. Ed ha le carte per farlo. Le migliori poesie, per il critico del NYT sono i sei sonetti dedicati ad altrettanti film, “in cui è possibile percepire l’intelligenza cauta che emerge nella sua recitazione”. Ecco l’inizio del sonetto  dedicato a 8 e 1/2 di Federico Fellini:

Marcello is fatigued. A passive-aggressive genius,
A man wrapped in himself: art, mistress, and wife.
He goes to the spa, why? At the spa, people in white
Walk about the plaza, there is a fountain, everyone is rich.

La poesia conclude:

Fellini’s getting old, inspiration dries up, but here,
This despair is nice because it is the sorrow of an artist.
An important artist has important despair, and everything
He does can go on the screen: sex, religion, fear.
A confession of pain and proclivities..

Magari torneremo a parlarne se e quando il libro sarà tradotto anche in Italia, a conclusione ci sentiamo di condividere il pensiero di Orr quando dice che “la poesia è la sorella debole delle sue arti di pari livello, alternativamente ignorata o fasciata come l’invalida del 19 ° secolo, e che cambierà soltanto per mezzo di un lungo, noioso e forse inutile sforzo di persuasione. Forse è una benedizione avere un James Franco in questa lotta”.
http://www.daringtodo.com/lang/it/2014/07/21/james-franco-libro-poesie/

Lupin4th on Tumblr. update

Zachary Quinto ex fidanzato di James Franco in un film che racconta la storia di un "ex gay"

I due attori saranno impegnati nel soggetto del film: ecco la trama
Non fate leggere questo articolo a Povia o è la fine. Cambierà "Luca era gay" con "Franco era gay" e ricominciamo tutto dall'inizio. La notizia di cui vi parliamo è curiosa e vede impegnati sul set l'attore Zachary Quinto nel ruolo dell'ex fidanzato del personaggio di James Franco in una pellicola che esamina le 'cure gay'.
James interpreterà il personaggio di Michael Glatze - uomo che in passato era gay, orgoglioso e fondatore di una rivista Lgbt- che diventerà un pastore e modello immagine per il movimento 'ex-gay'. Anche Emma Roberts, compagna di set di Quinto in American Horror Story, ha dichiarato di aver firmato per interpretare la ragazza di Glatze. La vicenda si basa su un articolo apparso sul New York Times, dal titolo "'My Ex-Gay Friend", scritto da Benoit Denizet-Lewis. Ma, come assicura il regista, non è solamente la storia di un presunto ex omosessuale.
"In realtà è una storia molto facilmente riconoscibile sul potere della fede e il desiderio di appartenervi. Sono entusiasta che tutte le persone coinvolte in questo progetto siano interessate a raccontare una storia che cattura tutta l'ampiezza della vita insolita di Michael, da leader gay ispiratore quando ero giovane- a pastore cristiano che è oggi"
Non è da sottovalutare gli studi che condannano fortemente queste presunte terapie, giudicandole fallimentari ed estremamente dannose per la salute mentale di una persona. Se l'argomento potrebbe essere interessante -se trattato in maniera corretta- c'è sicuramente curiosità sulle tinte che il regista sceglierà per raccontare questa vicenda. Polemiche in agguato?
http://www.queerblog.it/post/138919/zachary-quinto-ex-fidanzato-di-james-franco-in-un-film-che-racconta-la-storia-di-un-ex-gay

Rio, I Love You: trailer del film a episodi con Vincent Cassel, Jason Isaacs e Harvey Keitel

Rio, I Love You: video, trailer, poster, immagini e tutte le informazioni sul film a episodi nei cinema brasiliani dall'11 settembre 2014.

Disponibili due trailer di Rio, I Love You, film collettivo dedicato alla metropoli brasiliana e terza antologia della serie "Cities of Love" che comprende Paris, je t'aime e New York, I Love You.
Quest'ultima antologia include episodi di Fernando Meirelles (City of God), Carlos Saldanha (Rio), Im Sang-soo (The Housemaid), Stephan Elliott (Easy Virtue), Paolo Sorrentino (La Grande Bellezza), Guillermo Arriaga (Babel), Andrucha Waddington (Party Crashers), Nadine Labaki (Where Do We Go Now?), José Padilha (Elite Squad) e John Turturro (Fading Gigolo).
Il cast degli episodi include inoltre diversi volti noti tra cui segnaliamo Vincent Cassel, Rodrigo Santoro, Jason Isaacs, Ryan Kwanten, Emily Mortimer e Harvey Keitel.
La serie "Cities of Love" è un progetto nato sotto la supervisione del produtore francese Emmanuel Benbihy.
Cities of Love è una serie di cortometraggi che illustrano l'universalità dell'amore nelle principali città di tutto il mondo. Ogni capitolo è un film collettivo composto da non meno di 10 episodi realizzati da registi provenienti da tutto il mondo.
Le prossime città raccontate saranno Gerusalemme, Venezia, Berlino e New Orleans.
La trama di ciascun segmento è incentrata su un incontro che porta speranza, amore e deve avere un'ambientazione odierna. Ogni segmento deve contenere una forte presenza della città illustrata attraverso le sue peculiarità in modo che lo spettatore possa sperimentare la sua singolarità. Tutti i segmenti sono tessuti insieme da transizioni interstiziali con almeno un personaggio condiviso e ricorrente che deve avere una scusa per trovarsi in ogni location della città (il personaggio ricorrente serve a dara coesione alla pellicola). Ogni lungometraggio deve culminare in un'unica scena finale, un epilogo narrativo che permette al pubblico di guardare di nuovo alcuni dei personaggi del film in un unico momento unificante.
http://www.cineblog.it/post/423201/rio-i-love-you-trailer-del-film-a-episodi-con-vincent-cassel-jason-isaacs-e-harvey-keitel

Billy Bragg, David Gilmour, Radiohead: 'Lasciate le chitarre ai detenuti'

"Per favore, non mettete sotto chiave anche le chitarre dei detenuti": con una lettera aperta pubblicata dal Guardian e così intitolata ("Please, don't lock up prisoners' guitars too"), dodici musicisti e gruppi britannici - Billy Bragg, Johnny Marr, Speech Debelle, Dave Gilmour, Richard Hawley, Scroobius Pip, Guy Harvey (Elbow), Ed O'Brien (Radiohead), Philip Selway (Radiohead), Seasick Steve, i Farm e Sam Duckworth - chiedono al ministro della Giustizia inglese Chris Grayling di revocare il bando che impedisce ai carcerati di suonare strumenti con corde di acciaio in quanto ritenute pericolose. La regola è in vigore dallo scorso novembre e non riguarda - a determinate condizioni - gli strumenti con corde di nylon. "Dal momento che la maggior parte delle chitarre attualmente possedute o usate dai detenuti delle nostre prigioni sono acustiche ed equipaggiate con corde di acciaio", sostengono però i firmatari della missiva, "questa norma significa che questi strumenti sono tenuti sotto chiave fino a quando venga organizzata una session sotto sorveglianza, sempre che l'istituto penitenziario in questione preveda l'insegnamento musicale".
Promotore del progetto Jail Guitar Doors che ha per obiettivo proprio la fornitura di chitarre ai reclusi per favorirne la riabilitazione, Bragg ha aggiunto che "dei circa 350 strumenti che abbiamo finora donato agli istituti penitenziari quasi tutti avevano corde di acciaio. Ho verificato di prima mano l'impatto positivo che la consegna delle chitarre produce sui reclusi, ed è questo è il motivo per cui mi impegno in questa causa. Per quanto ne sappia, nelle prigioni britanniche non si è mai verificato nessun episodio nel quale qualcuno sia stato assalito con una chitarra con corde di acciaio. Non ha senso, qual è la logica e il pensiero che sta dietro a questo ragionamento?". "Diverse persone che lavorano nelle prigioni mi hanno detto che il sedersi insieme a imparare e suonare musica ha avuto un effetto notevole sui singoli detenuti e sull'atmosfera che si respira in generale nel carcere", sostiene il cantautore di Barking che domenica e martedi prossimo sarà in concerto a Milano e a Bologna, aggiungendo che non è tecnicamente possibile sostituire sulle chitarre le corde di acciaio con quelle di nylon. La richiesta avanzata dai musicisti è appoggiata anche dal parlamentare laburista Kevin Brennan, che nei prossimi giorni porterà la materia in discussione in Parlamento.
http://www.rockol.it/news-617119/billy-bragg-david-gilmour-radiohead-chitarre-detenuti#article

Album 2014 da non perdere, il bilancio di metà anno di Billboard

Rap spavaldo, RnB strappalacrime e un tocco psichedelico: è questo il bilancio della rivista Billboard, istituzione nel campo della musica, per la prima metà del 2014. La testata americana ha stilato la lista dei dieci album imperdibili usciti dallo scorso gennaio: tra questi il funky spensierato di Pharrell William in "G I R L", che vanta anche collaborazioni con Miley Cyrus, Daft Punk e Justin Timberlake. Posto d’onore anche per il rock psichedelico di “Turn Blue” dei Black Keys e per le atmosfere rarefatte di “I Never Learn”, terzo album in studio della svedese Lykke Li.
Gli amanti del country non possono perdere “The Ousiders” di Eric Church,  mentre gli estimatori del rap apprezzeranno sicuramente l’unione di Freddie Gibbs e del produttore Madlib in “Piniata”. Grazie alla sua voce vellutata anche il giovane cantautore inglese Sam Smith può essere menzionato con l’album di debutto ”In the Lonely Hour”.
Da ascoltare e riascoltare il rock di Philadelfia dei The War on Drugs con l’album “Lost in the Dream” e il pop-folk di Sylvan Esso. Tra le conferme musicali dell’anno inoltre ci sono le atmosfere dark di Lana del Rey in “Ultraviolence” e “Everyday Robots”di Damon Albarn, progetto solista dell’anima di Blur e Gorillaz.
http://www.lospettacolo.it/musica/album-2014-non-perdere-bilancio-meta-anno-billboard-video

Chiude "Holler if ya hear me": il musical su Tupac è un flop

C'erano tutte le premesse perché fosse un successo: un soggetto importante (la vita di Tupac Shakur, uno dei grandi del rap, ucciso a soli 25 anni nel 1996), la regia di Kenny Leon, premiato l'anno scorso con un Tony Award e artefice del successo di A raisin in the sun con Denzel Washington. Persino uno sponsor come Madonna, presente in sala in occasione dell'anniversario della nascita dell'amico. E invece il musical Holler if ya hear me, basato sui testi e le canzoni di Shakur, è risultato un flop e ha chiuso dopo neanche due mesi.
L'ultimo spettacolo andrà in scena il prossimo 20 luglio. In un comunicato, il produttore Eric L. Gold se la prende con «i carichi finanziari di Broadway». Le cose erano andate male già dal primo weekend di programmazione: 155mila dollari incassati a fronte di un potenziale di 917mila. Più avanti, neanche i forti sconti sui biglietti hanno aiutato: il Palace Theatre di Broadway non si è mai riempito. 
Holler if ya hear me (titolo preso da una canzone di Tupac) è interpretato da Saul Williams e Christopher Jackson e racconta una storia di lotta metropolitana, amicizia, famiglia, vendetta, ispirata proprio dai brani del rapper americano. Tra i produttori dello spettacolo, anche Afeni, madre di Shakur. C'è da sperare che i due film basati sulla vita del musicista non facciano la stessa fine...
http://www.labottegadihamlin.it/news/9683-chiude-holler-if-ya-hear-me-il-musica-su-tupac--un-flop.html

Nella Chiesa privata di Sinéad O'Connor

"I'm not bossy, i'm the boss"
Se il nostro tempo fosse stato Medioevo (per molti aspetti ci siamo ancora dentro) la cantante irlandese Sinead O'Connor sarebbe stata subito inserita in una lista di eretiche donne perdute destinate al rogo tanto la sua figura è una spina nel fianco del sistema che l'ha subito emarginata ed etichettata come diversa a causa di un essere comunque contro tutto e tutti. Anarchica, ribelle, folle, aggressiva, diva, madre, lesbica e moglie di nessun marito, "santa e puttana" l'artista è oggi diventata Suor Bernadette Marie (e anche prete della chiesa Latin Tridentine scomunicata da Roma) in un delirio che in passato l'aveva persino spinta al suicidio.
Sin dal titolo del disco in uscita a metà agosto prossimo ma già disponibile nei file sharing, Sinéad O'Connor prende posizione a favore del movimento femminile "Ban Bossy" creato su Facebook da Sheryl Sandberg (la messa al bando del termine "bossy" che sta ad indicare prepotenza e sopraffazione) che ha visto molte personalità dello spettacolo (in testa Beyoncé), della politica e della letteratura. Per l'occasione sfodera un look da Giovanna d'Arco, algida guerriera del rock che ha per spada una chitarra con la quale combattere i suoi detrattori. E lo fa sin dall'apertura di "I'm not bossy, i'm the boss" con "How about / Be me" un magnifico brano che cita quella forza portentosa che era il suo vecchio "Nothing compares 2 you" portato in trionfo da Prince nel 1990. La stessa atmosfera viene ripresa successivamente con la bella "8 Good Reasons" che sa continuare il bel sogno di un'artista che non cede mai le armi. La sua voce è ancora tonica e le sue composizioni all'altezza di una scrittura da tempi classici. Come quando fa incalzare le sue corde vocali nella notevole "Your green jacket" che ha la forza dei Simple Minds a braccetto con U2.
Sinéad O'Connor ha una forza interiore ancora straordinaria e colma di spiritualità quando urla l'amore in "The Vishnu room" (con questo titolo avrebbe dovuto uscire il disco) che sa trascinare come il miglior Peter Gabriel di "Biko" ed è altissima autrice e interprete quando affronta "Harbour", uno dei deliranti vertici dell'intero disco. Porta spesso nelle canzoni il suo quotidiano, le sue apprensioni e il suo dolore che traduce nella forza del rock in "rThe voice of my doctor". Con la forza del blues che diventa ritmo ossessivo rendo omaggio all'Africa con "James Brown" facendosi accompagnare da Seun Kuti, figlio di Fela e oggi leader degli Egypt 80 ma con la stessa forza cerca continua a cercare ispirazione nella sua fede cantando sempre con la forza contraddistingue il suo battagliero rock: "Take me to the Church"
http://www.ilquotidiano.it/articoli/2014/07/15/121408/nella-chiesa-privata-di-sinead-oconnor