Michael Moore a Roma. E la conferenza stampa del regista si trasforma in uno show.

"Ora dovete spiegarmi perché voi italiani vivete più a lungo di noi, visto che noi siamo i numeri 1! Noi siamo la prima superpotenza, i più forti: è impossibile che voi viviate più a lungo di noi!". Si trasforma immediatamente in un divertentissimo show la conferenza stampa del sagace Michael Moore, il regista americano arrivato a Roma per presentare il suo ultimo film, Sicko, incisivo e ironico documentario di denuncia sul sistema sanitario Usa. Cappellino da baseball rosso, pantaloni corti e quella solita aria da nerd sovrappeso, il regista più critico nei confronti del proprio Paese parla a ruota libera: elogia il sistema sanitario francese e quello italiano, rispettivamente al primo e secondo posto per efficienza nella classifica dell'OMS (mentre gli Usa sono solo al 37°), fa battute sulla politica italiana e quella Usa, e si diverte a raccontare aneddoti della sua vita. Senza mai perdere di vista il suo ruolo di grillo parlante della società americana e grande accusatore delle sue storture. "Molti pensano che negli Stati Uniti siamo tutti ricchi, viviamo nel benessere, abbiamo medici e apparecchiature fantastiche, ma dovete sapere che ci sono 50 milioni di cittadini che non hanno nessuna possibilità di curarsi. E questo è un crimine!". Cosa ancora più grave, come mostra il film, è che gli altri 250 milioni, pur avendo un'assicurazione sanitaria, spesso non possono curarsi perché la copertura assicurativa è solo parziale e non riescono a pagare i conti extra. "Negli Usa è elevatissimo il numero di persone che hanno perso la casa perché non potevano pagare i conti dell'ospedale dove erano stati curati: trovatemi un solo cittadino italiano a cui sia successa la stessa cosa" arringa Moore, che aggiunge, in tono divertito: "In ogni sistema sanitario ci sono delle lacune... ma almeno voi ne avete uno!".
Il regista di Sicko non risparmia poi attacchi aperti al precedente governo italiano: "So che per molti anni il governo di centrodestra ha cercato di ridurre la rete di sicurezza sociale, per assomigliare sempre di più agli Usa, ma è un progetto folle... e ora il governo di centrosinistra deve porre rimedio al casino che ha lasciato Berlusconi". Poi il cineasta più critico nei confronti della presidenza di George Bush e della guerra in Iraq, autore di film come Bowling a Colombine e Fahrenheit 9/11, dà un consiglio al nostro governo: "E' meglio aumentare i fondi per il Sistema Sanitario Nazionale che sprecare fondi per delle guerre illegali". Il Paese ideale di Michael Moore, è evidente anche guardando Sicko, è la Francia, dove si lavora 35 ore e si hanno 8 settimane di ferie pagate: "Gli americani ne hanno appena due, e infatti si ammalano più spesso. Non a caso il livello di produttività dei francesi è superiore al nostro". Poi esorta gli italiani a non lamentarsi: "bisogna smettere di piagnucolare: le forze oscure guidate dalle multinazionali americane vanno bloccate, bisogna agire, subito, ognuno nel proprio Paese, per esempio proteggendo l'occupazione. Guardate la Francia: quando Chirac venne eletto aveva le stesse idee liberiste di Sarkozy, ma quando ha provato a metterle in pratica, le persone sono scese in strada. Succederà lo stesso con Sarkozy: la gente prima o poi si stanca di questi uomini di affari, di destra, che non hanno a cuore l'interesse della gente, e se ne libera. E' successo già qui e in Inghilterra". Dopo il viaggio in Europa effettuato durante le riprese di Sicko, si capisce che Michael Moore ha scoperto un nuovo universo, e quasi non se ne capacita. A proposito della Francia, facendosi scherno ancora una volta dei suoi connazionali ossessionati dal pericolo rosso, aggiunge: "Per un americano pensare che qualcuno che si definisce socialista possa ottenere il 46% dei voti, come è successo a Segolène Royale... beh, è una cosa che ti manda in manicomio". E poi, alla fine, lancia un suggerimento agli italiani: "Se avete problemi perché dovete fare le file per ottenere un intervento, eliminate dalle liste di attesa 50 milioni di persone! Sono poveri? Sbatteteli fuori dalla fila per avere assistenza: fate come facciamo noi americani!".
Flavia Capitani