Strafumati ( 2008 )

Strafumati è un film di David Gordon Green del 2008, con Seth Rogen, James Franco, Amber Heard, Bill Hader, James Remar, Gary Cole, Danny R. McBride, Rosie Perez, Nora Dunn, Joe Lo Truglio. Prodotto in USA. Durata: 111 minuti. Distribuito in Italia da Sony Pictures a partire dal 28.11.2008.
Dale Denton, è un pigro fumatore di marijuana, e ha un amico e spacciatore, Saul Silver, pigro quanto lui. Quando Dale è testimone di un omicidio compiuto da una poliziotta corrotta e da un boss del mercato della droga, inavvertitamente getta via una canna lasciandola sul luogo del delitto. Sfortunatamente l'erba che stava fumando è di una varietà molto particolare, la 'Pineapple Express', e grazie a questo indizio è facile risalire a loro. Ai due non resta allora altra scelta che mettersi in fuga per salvarsi dai pericolosi gangster che vogliono eliminarli.
Perché vederlo? Per assistere a una commedia di qualità diretti da uno dei geni del cinema indipendenti americani e prodotta dal Re Mida di Hollywood, Judd Apatow.
Quanto sangue per una stoner comedy
a cura di Alessia Starace
Non potrebbe iniziare in maniera più programmatica, questo Strafumati: un prologo completamente slegato dalla vicenda principale apre il film, portandoci nel 1937, in una non meglio specificata area rurale degli States dove, in una segretissima e sotterranea installazione militare, si stanno studiando gli effetti dell'assunzione di marijuana. L'immancabile feticcio apatowiano Bill Hader interpreta un soldato che ha fatto da cavia, e che, ormai preda di una tosse inarrestabile indotta dagli effluvii, viene interrogato in presenza delle alte sfere che debbono trarre le conclusioni sul progetto. Il risultato è spettacolosamente grottesco, e abbastanza preoccupante da indurre il generale Brat (James Remar) a sentenziare immediatamente la condanna all'illegalità di cannabis e affini.Anche se più tardi l'abuso di droghe leggere viene scoraggiato attraverso la crisi di coscienza di un Seth Rogen piegato dagli avvenimenti, resta intatto il messaggio dei realizzatori: se la marijuana non fosse stata illegale, quello che state per vedere non sarebbe accaduto.Quello che invece accade è che Dale Denton (Rogen), che lavora per un'agenzia che si occupa della consegna di comunicazioni legali a destinari recalcitranti, per ingannare i quali è solito travestirsi e mimetizzarsi, acquista dal suo spacciatore di fiducia Saul (James Franco) un quantitativo di erba davvero esplosiva, chiamata Pineapple Express (ovvero il titolo originale del film). Secondo Saul, "fumarla è peccaminoso quanto uccidere un unicorno". Ed è proprio per godersi il suo 'unicornicidio' che Dale ferma l'auto davanti alla dimora di Ted Jones, l'uomo a cui deve consegnare la sua prossima comunicazione giudiziaria. Ma ecco sopraggiungere un'auto della polizia: per evitare di essere colto in flagrante, Dale si nasconde e vede una donna poliziotto scendere ed entrare nell'edificio. Sollevato, Dale ritorna alla sua canna, ma viene nuovamente interrotto da un colpo di pistola: a una finestra, Dale vede Jones (Gary Cole) sparare a un uomo dai tratti orientale, e la poliziotta finire la vittima con un altro colpo. Terrorizzato, Dale abbandona lo spinello fumante e abbandona la scena. Peccato che il criminale sia uno dei principali trafficanti di droga sul territorio, e che per questo sia in grado di fiutare immediatamente la traccia: Pineapple Express!A Dale non resta che tentare una rocambolesca fuga in compagnia di Saul, che è l'unico spacciatore di Pineapple Express della zona e che quindi sarà obiettivo degli scagnozzi di Jones; questi, tra l'altro, è convinto che Dale sia un emissario dei suoi rivali e nemici cinesi, ed è deciso a non risparmiare sul gioco sporco pur di ottenere il controllo del mercato. Ne consegue una caccia serrata e una escalation di violenza che, nel finale, vive una esilarante apoteosi.Rispetto ai più riusciti sforzi della gang di Judd Apatow, Pineapple Express non è certamente un film perfetto. Il trio di sceneaggiatori (Apatow, Rogen e Evan Goldberg) ha prodotto script più compatti, organici e consistentemente divertenti per Molto incinta e Superbad. Strafumati è appesantito da qualche lungaggine e di qualche sterile subplot, ma ha il vantaggio notevole dell'originalità, merce sempre più rara; certo, l'applicazione dei registri della commedia a una crime story fa pensare a un illustre precedessore su tutti, un film che Strafumati sembra in più di un'occasione citare quasi letteralmente: Pulp Fiction. Nelle sue propaggini action, invece, e soprattutto nel dilagante finale, il film sembra più uno spoof di Die Hard, e il risultato è bizzarro e assolutamente dilettevole anche da sobri.A questo va aggiunta la qualità delle performance. Se Seth Rogen e Danny R. McBride sono durevolmente ridicoli ed efficacemente idioti, James Franco è iconico nella sua celebrazione della stoner culture: il suo personaggio, dotato della stessa negligente coolness di un Dude Lebowski ma anche di una tenera fragilità emotiva, è l'elemento più convincente ed umano all'interno di un plot che, nostante l'ampio spazio dato alla logorrea alterata, alla violenza grafica e all'azione pirotecnica, non manca di caratterizzare accuratamente e intelligentemente i suoi protagonisti.
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