Ebbene, probabilmente la stessa accoglienza attende “Melancholia” prima opera in concorso. La fine del mondo si sta abbattendo su tutta l’umanità e una sposa in bianco attende il suo sposo sull’altare. Lei è Kirsten Dunst e sua madre è Charlotte Ramplingaccompagnata dalla sorella Charlotte Gainsbourg. Ricordiamo che l’ultimo film in concorso a Cannes del regista nel 2009 fu “L’Antichrist” e lui lasciò la sala durante una standing ovation seguita a una serie di commenti poco gentili durante la proiezione. Chi vivrà vedra!
Il secondo film in concorso è del regista giapponese Naomi Kawase ed è “Hanezu no Tsuki”, dopo aver vinto sulla Croisette nel 2007 il “Grand Prix” con “Mogari No Mori”. E’ sempre made in Japan il primo film per la sezione “Quinzaine des Rèalisateurs” ed è il drammatico “Koi No Tsumi” di Sion Noro su una donna sposata insoddisfatta che per sfuggire alla routine inizia a vendere il suo corpo. Un giorno sarà uccisa da uno sconosciuto in un ‘love hotel’. Parla di due bambini africani “Blue Bird” del cineasta belga Gust Van den Berghe, alla ricerca del loro uccello azzurro volato via. Non lo troveranno ma incontreranno gli spiriti del bosco e quelli dei loro antenati morti.
Sono drammatiche le storie della sezione “ Un Certain Regard” dopo l’unico film italiano in concorso della regista esordiente Alice Rohrwacher “Corpo celeste”. Parla di Iran e delle difficoltà per andar via “Bè Omid è Didar” di Mohamad Rasoulof ed è realizzato come d’abitudine da quelle parti con videocamere nascoste. Non se la passa molto bene neanche il protagonista di “Yellow Sea” di Na Hong –Jin. Indebitato fino ai capelli, un tassista s’improvvisa killer per un potente boss. Ma le cose non andranno così lisce. E chiudiamo con il film fuori concorso “La Conquete” di Xavier Durringer sull’ascesa di Sarkozy, dal 2002 quando divenne Ministro degli Interni a ora Presidente sposato con Carla Bruni. E’ quasi certa la sua assenza, come per la sua consorte per il film d’apertura di Woody Allen.
Ivana Faranda
http://www.ecodelcinema.com/festival-di-cannes-2011-e-il-gran-giorno-di-lars-von-trier.htm