Il listino di Pathé Distribution del primo semestre 2009 non manca di pezzi forti, come Slumdog Millionaire di Danny Boyle il 7 gennaio 2009, LOL di Lisa Azuelos con Sophie Marceau e Cineman di Yann Moix a febbraio, Safari di Olivier Baroux il primo aprile, e Eden à l'ouest di Costa Gavras con Riccardo Scamarcio nel primo trimestre 2009. Anche la primavera promette bene con a maggio il film d'animazione L'illusionniste di Sylvain Chomet (adattamento di una sceneggiatura di Jacques Tati per mano degli autori di Les Triplettes de Belleville), l'ambizioso Mr. Nobody del belga Jaco Van Dormael con Jared Leto, Diane Kruger, Sarah Polley e Linh Dan Pham, Los Abrazos rotos di Pedro Almodóvar con Penélope Cruz, Lluis Homar, Blanca Portillo e José Luis Gomez. E intorno all'orbita cannense gravitano anche Bright Star di Jane Campion e Chéri di Stephen Frears con Michelle Pfeiffer, Rupert Friend e Kathy Bates, senza dimenticare Farewell di Christian Carion con Emir Kusturica, Guillaume Canet e Alessandra Maria Lara, la cui uscita è prevista per l'11 novembre 2009.
E siamo ai bis: "So long Marianne" è un altro boato, ma ormai la gente è in piedi e "First we take Manhattan" la colpisce come un rasoio. Qui Cohen sembra davvero un giovane rocker alla conquista del mondo. Esce e poi rientra, con qualche passo di corsa ed ecco "Sister of mercy" e poi "If it be your will", altra preghiera affidata al coro delle due sorelle Webb e "Closing time", giusta chiusura (così sembrerebbe) della serata. E invece, c'è ancora tempo per "I tried to leave you", sull'ineluttabilità dell'amore e il coro "a cappella" di "Whither thou Goest", altro momento spiritualmente altissimo. Stavolta è finita davvero. La gente se ne va, con la consapevolezza di aver partecipato, stavolta, a un vero evento. E un gruppo di giovani, verso l'uscita, ancora canta "Hallelujah"...
Rogen, on the other hand, assures that Pineapple Express is completely fiction - sort of. "The original idea came from Judd," Rogen confirms. "We originally wrote Franco's part for me, then when we got Franco involved; we thought it was a good idea to switch." Rogen wears a suit in the movie, but not too convincingly. The handsome Franco - who made a name for himself playing the lead in a James Dean TV biopic - looks almost unrecognizable as the stringy-haired stoner. And yes, he is meant to be reminiscent of Brad Pitt's cameo as a pothead in the crime thriller True Romance. "That was the idea," Apatow says. "After I saw True Romance, I wondered what would happen to that guy." A lot more than anybody bargained for, according to Rogen, Apatow and Goldberg's Pineapple Express, in which crooked cops and rival drug syndicates track down the not-so-dynamic duo of the doofus and his dealer. Along the way, a copious amount of pot smoking takes place. No research was required for that, Rogen says. "I grew up in Vancouver," he adds, smiling. Meanwhile, back to his flourishing career: Besides showing up in director Kevin Smith's Zack and Miri Make a Porno next fall, he's returning to his early days playing a stand-up comic in Apatow's next big comedy Funny People, which will start shooting soon with Adam Sandler. For research purposes, Rogen returned to the stage to do stand-up at Just for Laughs in Montreal last week. He was also there to honour Apatow, who received the comedy person of the year award. Still, Rogen plans to leave the comfort of the Apatow nest to star as a very different crime-busting superhero in The Green Hornet after he finishes Funny People. Smoking pot won't be an option for Green Hornet, however. "No, I don't think so," he says. And that's despite the fact that Rogen and Goldberg co-wrote the script for the film, which has a June 25, 2010, release date. "Mark that on your calendars," Rogen says, "if you think you're going to be really busy."
A prescindere dai gusti di Daniel Zueras, però, bisogna notare il fatto che questo videoclip è uno dei primi casi al mondo in cui un cantante di sesso maschile non si limita a giocare con l'ambiguità sessuale, ma addirittura si lascia riprendere in espliciti momenti di bisessualità. Generalmente questa possibilità era sfruttata solo dalle cantanti di sesso femminile, visto che l'idea poteva solleticare il pubblico maschile e che il lesbismo è più tollerato rispetto all'omosessualità maschile.
Nel caso di Daniel questo video a chi vuole ammiccare? Probabilmente non tanto ai gay spagnoli, quanto a tutti i giovani delle ultime generazioni, che vivendo in un clima più tollerante rispetto anche solo a pochi anni fa, hanno la possibilità (e sentono la necessità) di esplorare la loro sessualità in maniera più completa. A questo punto, però, è inevitabile fare un paragone con la situazione dei cantanti italiani, e in particolare con quella dei giovani che emergono dai nostri reality a sfondo musicale.
In primo luogo nel nostro paese i cantanti che escono dai reality, per ora, non sono mai riusciti ad affrancarsi dal programma che li ha lanciati, e quando ci hanno provato sono usciti dalla ribalta. Inoltre, anche se intraprendono una qualche carriera musicale, non riescono quasi mai a rilanciarsi in maniera autonoma, arrivando al paradosso di lavorare per anni in musical ispirati ai reality a cui hanno partecipato. In secondo luogo giocare sulle provocazioni sessuali, vere o presunte, nel nostro paese - soprattutto oggi - è semplicemente impensabile anche per i cantanti più affermati, figuriamoci per i giovani talenti. Sarebbe troppo compromettente e avrebbe ripercussioni negative difficilmente calcolabili. E così la nostra scena musicale rappresenta in maniera molto parziale il mondo reale e la condizione delle nuove generazioni, che hanno rivoluzionato il loro rapporto con la sessualità rispetto anche solo a una decina di anni fa. Sicuramente non è un caso se il brano di Daniel Zueras, con relativo video, in Italia non sia mai arrivato.
Bella la parentesi unplugged di «Houston», con Buck che dà il meglio di sé percorrendo il manico di una Gibson acustica con una progressione di accordi aperti. Gli amanti delle dissonanti meditazioni intraprese dal gruppo a metà degli anni Novanta hanno di che divertirsi con «Electrolite», suggestiva ballata che fu terzo singolo del bello e sottovalutato «New adventures in hi-fi». Qui Mills lascia il basso a McCaughey per dedicarsi all'organo, sua vecchia passione, seguendo lo stesso protocollo della commovente «Find the river», brano di chiusura del monumentale «Automatic for the peaple», probabilmente l'apice della loro parabola creativa. Proprio questo disco, così diverso dagli esordi e dalla loro ultima produzione, è per ironia della sorte molto ben rappresentato in scaletta grazie alla spigolosa «Ignoreland», alla sospesa «Drive» e a «Man on the moon», momento clou del bis.La ricerca dell'austerità non passa soltanto per le scelte musicali, ma anche per le soluzioni tecniche. Mentre il gotha del rock mondiale si impegna a stupire, colpisce la veste essenziale dello spettacolo dei Rem: i cinque musicisti presenti sul palco si alternano su otto soli strumenti, rinunciando ad affollare la scena (prassi di molti illustri colleghi) con una selva di chitarre che da sola farebbe spettacolo. Alle spalle del combo statunitense c'è poi un unico megaschermo a cristalli liquidi che riproduce, facendole a pezzi, colorandole e distorcendole, sequenze dell'esibizione. Verso il finale lo show accelera ulteriormente, quando abbandona i toni da denuncia di «Welcome to the occupation» e comincia ad alternare nuove proproste («I'm gonna dj») a classici del loro repertorio anni Ottanta («The one I love» e «Orange crush») per poi mettere l'accento sulle più orecchiabili «Bad day» e «Imitation of life», subito riconosciute anche dai fan meno scafati. Promosso al rango di primo bis è «Supernatural superserious», singolo di lancio della loro ultima fatica discografica cui tocca lasciare il campo a «Losing my religion», il pezzo della loro consacrazione internazionale. La successiva «Pretty persuasion», anno di grazia 1984, è tratta dal loro secondo Lp «Reckonning» ma starebbe benissimo anche nella tracklist di «Accelerate». Ennesimo segno del fatto che i Rem hanno riportato il loro rock a casa, ai tempi in cui l'austerità era dettata più dalle limitate disponibilità economiche che da precise scelte estetiche. Oggi sono multimilionari, eppure si sforzano di suonare alla stessa velocità. «Accelerati» come quando intrattenevano il pubblico dei college americani.


madonnatribe
Negli anni si sono avvicendati vari artisti a ricordare la figura di questo appassionato discografico; memorabile la serata del 2006 in cui sullo stesso palco hanno suonato insieme Jovanotti, Niccolò Fabi e Mario Venuti e quest'anno, per l'ottava edizione, si preannuncia una serata ricca di buona musica: torna infatti Carmen Consoli, artista di punta della Cyclope che adesso è diventata un'associazione culturale. Insieme a lei, sul palco della Terrazza Ulisse di Catania si esibiranno anche Marina Rei, reduce dalla fortunata esperienza che l'ha vista esibirsi in trio con Paola Turci e Max Gazzè e Simone Cristicchi in un set acustico con gli Gnu Quartet.Ad aprire la serata, il gruppo vocale catanese degli Acappella Swingers col loro repertorio doo-wop, che stanno registrando il disco d'esordio negli studi Waterbirds, creati proprio da Virlinzi e che adesso, dopo anni di inattività, sono tornati a vivere grazie alla signora Midulla che ha deciso di affidarli a Toni Carbone, ex Denovo, e di raccogliere l'erdità della Cyclope producendo nuove realtà musicali.